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Lo stupore della ''presenza'': l'io dipendente in ''Ulysses'' e ''Lady Chatterley's Lover''

L'opera che diede fama internazionale a James Joyce e che costituisce una delle più grandi interpretazioni dell'uomo moderno contemporaneo è l'Ulysses pubblicato per la prima volta nel 1922 ed ispirato all'Odissea di Omero.
Il romanzo, in sostituzione delle peregrinazioni di Ulisse, racconta una giornata della vita dell'ebreo irlandese Leopold Bloom e , parallelamente, la stessa giornata vissuta da Stephen Dedalus, giornata che culmina nell'incontro delle figure: Bloom si muove nell'inconscia e simbolica ricerca di un figlio e Stephen, altrettanto inconsciamente, alla ricerca di una figura paterna che faccia da punto di riferimento alle sue inquietudini intellettuali.
Con il presente lavoro si vuole fornire una chiave di lettura di questa grande opera proponendo un confronto originale con il romanzo di H.D Lowrence dal titolo Lady Chatterley's lover, la cui lettura ha motivato la candidata a ricercare una base comune di partenza da parte degli autori, della quale essi si sono serviti per ideare i propri personaggi.
L'analisi e la riflessione compiute dalla candidata muovono verso una sostanziale considerazione della dimensione religiosa che sembra pervadere in molti aspetti la vita dei personaggi rispettivamente dei due romanzi ed in parte degli autori stessi, in quanto uomini.

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2 “ E’ l’epopea di due razze (Israele- Irlanda) e nel medesimo tempo il ciclo del corpo umano ed anche la storiella di una giornata (vita). La figura dell’Ulisse mi ha sempre affascinato sin da ragazzo. Cominciai a scrivere una novella per Dubliners 15 anni fa ma smisi. E’ una specie di enciclopedia, anche. La mia intenzione è di rendere il mito sub specie temporis nostri; non soltanto ma permettendo che ogni avventura (cioè ogni ora, ogni organo, ogni arto connessi e immedesimati nello schema somatico del tutto) condizionasse anzi creasse la propria tecnica. Ogni avventura è per così dire una persona benché composta di persone- come favella l’Aquinate degli angelici eserciti.” 1 . 1 Lettera da Parigi a Carlo Linati del 21 settembre 1920, in G. Melchiori, Joyce. Il mestiere dello scrittore, Einaudi, Torino 1994, p. 118- 119

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Cristina Longobardi Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.