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Fondamenti del processo orientativo

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Pastore
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Maria Assunta Zanetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 27

La relazione descrive il tirocinio svolto presso l’Informagiovani di Vigevano. Un’introduzione storica contestualizza il servizio che nello specifico si occupa di supporto alla ricerca di lavoro; in particolare, il tirocinio ha seguito il progetto di orientamento FSE “Rete di servizi per la formazione e il lavoro in Lomellina”. Dopo un excursus sulle teorie e pratiche dell’orientamento, si è analizzato nella letteratura il ruolo di valori, interessi e rappresentazioni sociali delle professioni nel processo orientativo. Si è descritto poi un colloquio d’orientamento. Infine si sono esposte le competenze psicologiche osservate nelle varie attività e si sono riportate le proprie riflessioni personali sull’utilità del tirocinio.

The report describes the training executed at the Informagiovani of Vigevano. An historic introduction gives a context to the service that specifically supply support to the work searching; the particular, the training followed out the FSE vocational guidance project “Rete di servizi per la formazione e il lavoro in Lomellina”. After an excursus on theories and practices of vocational guidance, the work analyse the role of values, interests and work social representation in the guidance process in literature. After that it’s described a guidance counselling. Finally it’s exsposed the psychological competences observed in the activities and it’s reported my own personal consideration on the training utility.

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Il tirocinio L’informagiovani L’Informagiovani nasce con l’idea di un servizio che possa affrontare le grandi tematiche giovanili, dalla cultura alla salute, dalla formazione al lavoro, distaccandosi però dall’impianto formale delle istituzioni, privilegiando quindi una concezione di servizio rivolto alla persona, un ponte comunicativo tra società e cittadini, in cui risulta perciò fondamentale, oltre alla qualità dell’informazione, la sua modalità di espressione. La prima esperienza di informagiovani ha origine in Belgio, a Bruxelles, intorno agli anni ’60 su iniziativa locale, diversamente da quanto avviene successivamente in Francia, dove si sviluppa sotto la direttiva del Governo centrale, riuscendo così a creare una rete di centri coordinati a livello nazionale. Solo nella prima metà degli anni ’80, anche l’Italia vede la nascita dei primi centri di Informazione Giovani, nelle città di Torino, Milano e Firenze, iniziative locali assimilabili quindi al modello belga. Nel 1985, Anno Internazionale della Gioventù, si tiene a Parigi il primo Colloquio Europeo Informagiovani, che con l’appoggio della Comunità Europea porterà alla costituzione di ERYIKA (European Youth Information and Counseling Agency), un’organizzazione non governativa e senza fini di lucro che si pone come obiettivo la promozione della cooperazione europea in materia di informazione e di orientamento rivolti ai giovani, alla quale aderiscono tutti i coordinamenti nazionali degli Informagiovani. Nella stesso anno, a livello nazionale, viene istituito il CNSIG (Coordinamento Nazionale Sistema Informativo Generale) quale organo di riferimento per i centri d’Informazione Giovani e vengono fissate cinque aree attorno alle quali costruire gli interventi per i giovani: 1. l’informazione, l’orientamento e la consulenza; 2. la scolarizzazione e la formazione professionale; 3. l’ingresso nel mercato del lavoro, l’occupazione e l’imprenditorialità; 4. la salute e la prevenzione delle tossicodipendenze; 5. la cultura, la creatività, il tempo libero e la mobilità. Nel 1996 il Coordinamento Nazionale viene sciolto causando l’esclusione dell’Italia da ERYIKA e provocando un ritorno alle origini, in quanto, in assenza di una supervisione nazionale, la gestione degli Informagiovani (e la loro eventuale nascita/chiusura) torna ad essere competenza esclusiva degli organi politici locali, fattore che, se da un alto ridimensiona l’afflusso di risorse, economiche e non solo, dall’altro si rivela essere utile per garantire la 4

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