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Il sistema energetico globale: le sfide del terzo millenio

La seguente trattazione intende di esaminare lo stato dell’arte e le prospettive di sviluppo di queste nuove tecnologie che si presentano in grado di ridurre l’enorme dipendenza dalle fonti fossili e dalle emissioni di gas serra nella produzione di energia. Avvalorando il contributo di coloro quanti sostengono che una profonda revisione del attuale sistema energetico sia indispensabile, irrinunciabile e irrimandabile per fermare il crescente acuirsi della povertà, delle ineguaglianze e dell’emergenza ambientale, si cercheranno di descrivere alcune soluzioni che, ad avviso di chi scrive, possono contribuire positivamente al cambiamento sopra auspicato.
Una trattazione esaustiva delle fonti rinnovabili deve basarsi innanzitutto su un'analisi comparativa che ne consideri costi e benefici in relazione ai combustibili di origine fossile. Per questo, dopo una breve analisi che ripercorrerà l’evoluzione dello sfruttamento energetico da parte dell’uomo (primo capitolo), si analizzerà l’andamento della domanda e dell’offerta di energia per ogni fonte di combustibile fossile ( petrolio, gas naturale e carbone). Inoltre si cercherà di percorrere tutti gli aspetti più salienti per ognuna di queste fonti: le riserve, i prezzi, il mercato e le previsioni dei principali organi internazionali per quanto riguarda la loro effettiva disponibilità e domanda nei prossimi decenni sia a livello mondiale che a livello europeo e nazionale (secondo e terzo capitolo). Inoltre verrà data un’attenzione particolare all’energia nucleare, alla sua produzione e al suo impatto sul sistema energetico globale ed europeo.
Il quarto capitolo, intitolato opportunamente “(Ri)evoluzione energetica”, sarà interamente dedicato alla descrizione della fonti energetiche rinnovabili: energia eolica, energia geotermica, energia da biomasse ed energia solare fotovoltaica e termica. Per ognuna di esse si cercherà di effettuare un’analisi comparativa che ne consideri i costi e benefici in relazione ai combustibili fossili, nonché lo stato attuale delle varie tecnologie e del mercato. La grande disponibilità di queste fonti, le caratteristiche tecniche e la loro natura distribuita consentono di ipotizzare un sistema energetico diverso, decarbonizzato, libero dalle logiche accentrate ed oligopolistiche che caratterizzano il sistema odierno. Per quanto riguarda la natura intermittente delle fonti rinnovabili, la soluzione più promettente sembrerebbe essere l’idrogeno, un vettore energetico in grado di immagazzinare l’energia prodotta tramite le fonti rinnovabili e renderla in seguito disponibile nei mo-menti in cui essa venga a mancare o non possa essere prodotta. L’idrogeno, però, presenta non poche perplessità che non sono ancora state risolte. In questo senso la ricerca rimane un pilastro fondamentale per mettere in pratica le promettenti tecnologie del set-tore di cui si parlerà nel capitolo sei.
Accanto alle innovazioni si analizzeranno inoltre alcuni grandi progetti che, con le tecnologie già disponibili attualmente, potranno in prospettiva dare un contributo determinante alla produzione energetica.
Tuttavia, per una vera rivoluzione nel modo in cui si produce energia, bisogna prendere in considerazione anche il modo in cui se la distribuisce. In questo senso, la generazione distribuita stravolge completamente la logica convenzionale fino ad oggi dominate. Creando una rete capillare che connetta vari piccoli consumatori e dandogli l’opportunità di diventare anche piccoli produttori, potremmo cominciare a riglobalizzare l’energia lungo linee completamente nuove: non più grandi centrali e trasporto a lunghe distanze ma questa volta, l’energia scorrerebbe orizzontalmente, da una casa all’altra, da un quartiere all’altro, creando un’estesa infrastruttura energetica decentralizzata in grado di promuovere i valori di autosufficienza e di interdipendenza.
Oltre a tutto, affinché tutti gli esseri umani vedano riconosciuto il loro diritto all’energia e perché al tempo stesso siano salvaguardati gli equilibri ambientali, occorre ridurre drasticamente i consumi energetici puntando sia sull’efficienza che sui costumi. Tutte queste azioni integrate sembrano offrire una valida alternativa al sistema energetico attuale. Nonostante il percorso sia ancora molto lungo, questo lavoro cercherà di individuare a che punto siamo attualmente nonché se sia realmente una strada percorribile o se invece esistano altre possibilità non ancora esplorate che meglio si adattino alle sfide che minacciano l’umanità.

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4 INTRODUZIONE Quando pensiamo all‘energia, consideriamo diretta o indirettamente un‘infinità di re- altà, oggettive e soggettive, che ci circondano, si evolvono e fluiscono liberamente in- torno e dentro di noi. L‘energia è legata a tutte le attività, incluse quelle umane: quando pensiamo o ci muo- viamo utilizziamo energia immagazzinata nel nostro corpo; tutti gli oggetti che ci cir- condano o di cui facciamo uso hanno bisogno di energia per funzionare o ne hanno avu- to bisogno per essere costruiti; l‘energia illumina e riscalda le nostre case, ci permette di spostarci e di alimentare gli strumenti coi quali produciamo il cibo; per farla breve, l‘energia è intrinsecamente connessa a tutto quello che facciamo, sentiamo, mangiamo o ignoriamo. Per tutto ciò l‘uomo ha imparato, nel corso della storia, ad utilizzarla in maniera sempre più efficiente, poiché da ciò è dipeso, sin dai primordi della civiltà, il raggiungimento di un maggiore benessere materiale: il progresso umano è andato di pari passo con le sco- perte di nuove fonti energetiche. L‘umanità è riuscita a migliorare costantemente la propria qualità della vita grazie ad una crescente disponibilità di energia primaria (il fuoco, l‘agricoltura, l‘animale, il car- bone, il petrolio, il gas, l‘acqua, il vento, ecc). Tuttavia questo modello di sviluppo intensivo, ad alto consumo di materiali e d‘energia, ha mostrato negli ultimi decenni tutti i suoi ―effetti collaterali‖. Quando gli uomini liberano e consumano avidamente le risorse, non solo le esauriscono togliendole ai loro figli e nipoti, ma scuotono l‘equilibrio naturale e deteriorano l‘ambiente. Molti dei più noti scienziati e climatologi sono concordi1 nel ritenere che l‘inquinamento ambientale sta diventando così grave da poter pregiudicare l‘equilibrio e la funzione vitale della biosfera; in particolare, il rilascio condensato in pochi decenni di una quantità enorme di anidride carbonica (e di altri gas), rischia di provocare un accu- mulo eccessivo di energia nell‘atmosfera ed un aumento della temperatura tale da pro- vocare effetti climatici disastrosi. La spinta a consumare energia e materia in maniera dissennata, nonostante i danni che ne conseguono e l‘insufficiente disponibilità delle risorse, proviene da una catena di rapporti economici, legata al tipo di sistema in cui viviamo. 1 Con questa affermazione non si intende difendere un consenso generale su questa materia, dato che og- gettivamente questo consenso non esiste.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Carlo Ludovico Belli Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.