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La tutela della concorrenza nella giurisprudenza costituzionale

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Lupelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Guido Corso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

Questo lavoro espone e analizza le principali pronunce giurisprudenziali in materia di tutela della concorrenza. Tali sentenze costituzionali sono divenute particolarmente frequenti e complesse dopo la riforma del Titolo V, parte II, della Costituzione. Il legislatore della riforma ha inserito la “tutela della concorrenza” fra le materie riservate alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. Tuttavia la tutela della concorrenza, più che una materia in senso stretto, è divenuta una clausola generale di competenza statale idonea, in virtù del suo necessitato carattere intersettoriale, ad incidere su materie assegnate dal legislatore della revisione alla competenza legislativa esclusiva delle Regioni. Tanto che è stata definita una materia "trasversale".

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3 Capitolo I La tutela della concorrenza nella Carta costituzionale Nel linguaggio giuridico si distingue fra libertà di concorrenza e concorrenza effettiva: la libera concorrenza si può definire come il regime nel quale è assicurata a ciascun soggetto la libertà di iniziativa economica; la concorrenza effettiva si riferisce invece al modo di funzionamento reale di un mercato. La dottrina differenzia inoltre la concorrenza soggettiva, come libertà del singolo di operare in un mercato, dalla concorrenza oggettiva, intesa come garanzia per il pubblico dei consumatori, data dalla presenza sul mercato di una pluralità di operatori economici. 1 Altra differenza è quella che intercorre fra una concezione statica e una dinamica di concorrenza. Secondo la prima, la concorrenza si realizza quando nel mercato sono presenti numerosi operatori economici, cosicché nessuno di essi è in grado di influenzarlo, poiché la quantità dei beni o servizi da loro offerta è talmente bassa da non essere in grado di variare il prezzo. Secondo una concezione dinamica, invece, concorrenza è rivalità, competizione tra imprese produttrici, che agiscono al fine di migliorare la loro posizione nel mercato per ottenere dei vantaggi economici, a scapito delle posizioni occupate dalle rivali. 2 Quando si parla di “tutela della concorrenza” o di “promozione della concorrenza” ci si riferisce a un’accezione oggettiva di concorrenza come bene giuridico tutelato. L’evoluzione della politica della concorrenza negli ultimi decenni ( in particolare negli USA con la scuola di Chicago) ha portato ad accentuare il profilo della concorrenza come strumento necessario per garantire l’efficienza del sistema economico. In tal senso, il concetto di concorrenza effettiva si basa su tre elementi: la mancanza di barriere artificiali all’ingresso al mercato; l’esistenza di un’effettiva libertà di scelta dei consumatori; l’esistenza di un effettivo processo competitivo dinamico, caratterizzato da innovazioni tecniche, commerciali ed organizzative. 3 1 M. LIBERTINI, La tutela della concorrenza nella costituzione italiana, in Giur. Cost., 2005, p. 1429. 2 F. GOBBO, Il mercato e la tutela della concorrenza, Il Mulino, Bologna, 2001, p.13 s. In tal senso si è espresso anche A. POLICE, Tutela della concorrenza e pubblici poteri, Giappichelli, Torino, 2007, p.6. 3 M. LIBERTINI, op. cit., p. 1430 ss.

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