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L'A(rche)tipico Brian O'Nolan. Comico e riso dalla tradizione al post-

Abstract

This study is going to analyze the relationship between the many personae the Irish writer Brian O’Nolan employed during his lifetime —and after— and, in turn, how could they be put into a relationship with their empirical author who always hid behind them. Taking as a starting point a rather ecumenical view of the phenomenon of the comic in nature, it has been considered an integration of scientific studies in the field of laughter and humour. Evidences of use of the comic for improvement of knowledge show in our view that actually humour and comic might be considered as a one and only actualization of the same mind process of knowledge, strictly related with the element of play in the way the Dutch historian Huizinga treated it in his famous essay Homo Ludens (Huizinga 1955)
The story of laughter and comic, as related by the French scholar Minois (Minois 2004), has been taken into account as a faithful and reliable source for our research in the view that comic has always been a constant in the history of man, though subject to a terrible and sometimes ferocious repression by the “high spheres”.

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V Introduzione er quanto ne sappiamo, questa ricerca è la prima che porta nel titolo il vero nome dell’autore che tutti conoscono come Flann O’Brien o Myles na Gopaleen, ed è stata una scelta difficile quel- la di rinunciare a una collocazione metodologica del lavoro ga- rantita in partenza dal nome dell’autore, perché ci ha costretti a giustificar- la, cosa che comunque abbiamo fatto ben volentieri. Quando abbiamo sotto- posto il nostro progetto a un professore di Irish Studies ―del quale non fa- remo il nome― per averne un parere, ci siamo sentiti dire che avevamo scel- to un titolo che era un ‘very bad pun’. Punti nell’orgoglio professionale, ab- biamo replicato che sì, effettivamente il titolo non era proprio all’altezza di un pay-off pubblicitario, ma il risultato non andava letto in quella luce, per- ché non derivava dal non avere insistito abbastanza nella ricerca della giusta etichetta, bensì dal fatto che a mano a mano che la stesura procedeva, le due parole che abbiamo combinato ci apparivano sorgere quasi motu proprio dal tessuto che si veniva formando sotto i nostri occhi: non ce n’erano mi- gliori, secondo noi, per definire quello sfuggente personaggio letterario che risponde al nome di Brian O’Nolan. Il motivo è che proprio questo nome, così come il ‘very bad pun’, l’abbiamo ritenuto parte del problema che in questa ricerca abbiamo cerca- to di sviscerare. Brian O’Nolan non si presentava come un autore letterario del quale si poteva cercare di fornire un nuovo inquadramento alla luce di sopravvenuti avanzamenti ideologici o di ricerca, ma come un autore com- pletamente da scoprire o da ricostruire sotto le patine piuttosto ispessite degli alter ego che gli hanno sottratto scena e attenzioni fin dal momento della creazione. Com’è intuibile, il problema epistemologico degli pseudo- nimi sta proprio nel fatto che è l’autore stesso a crearli e nutrirli, favorendo il processo di mascheramento. Un lavoro di critica che si proponesse di indi- care direzioni di dibattito innovative, a nostro parere, doveva quindi per P

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Lingue e letterature straniere moderne

Autore: Giordano Vintaloro Contatta »

Composta da 382 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.