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Il paradosso del nichilismo nella narrativa di Heinrich von Kleist

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Mancini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Anna Giannatiempo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

Heinrich von Kleist è uno scrittore e drammaturgo tedesco vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. Pur non avendo lasciato scritti filosofici di particolare rilievo è considerato uno dei maggiori esponenti del nichilismo tedesco. Leggendo attentamente la sua opera, tuttavia, scopriamo quanto sia paradossale la sua posizione nichilista. Kleist è infatti convinto che solo attraverso una caduta dell'uomo verso il vuoto, questo può ritrovare le "chiavi" del suo "paradiso perduto". Nonostante la sua opera e la sua stessa biografia abbiano un esito sicuramente pessimistico, quindi, in Kleist è possibile rintracciare un tentativo di superare il nichilismo attraverso il nichilismo stesso.

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4 INTRODUZIONE Heinrich von Kleist 1 appartiene a quel genere di artisti difficile da collocare in una precisa dimensione letteraria o filosofica. Nato a cavallo tra due secoli, ha vissuto la transizione tra due epoche ed è stato, in momenti diversi, testimone e paradigma di entrambe. La sua biografia è un continuo accavallarsi di progetti, svolte improvvise dall’una o dall’altra parte, perentorie decisioni e altrettanto perentori abbandoni dei precedenti propositi. I suoi continui spostamenti, viaggi e sbalzi umorali hanno contribuito a ritrarlo come una delle figure più irrequiete e 1 Bernhard Heinrich Wilhelm von Kleist nasce a Francoforte sull’Oder nel 1777, da una famiglia dell’antica nobiltà militare prussiana, che lo obbliga all’arruolamento nell’esercito, che avviene nel 1792. Nel periodo dell’esercito Kleist partecipa all’assedio di Magonza (1793) e a varie battaglie nel Palatinato. Nel 1799 si dimette dall’esercito e si iscrive all’università di Francoforte sull’Oder, ufficialmente per studiare diritto per dedicarsi poi alla carriera impiegatizia. Nel 1800 si fidanza con la nobile Wilhelmine von Zenge, cui nel 1801 annuncerà, con una lettera, la svolta nel suo pensiero provocata dalla lettura di Kant. Nel 1802, a seguito della decisione di Kleist di abbandonare l’impiego per dedicarsi alla vita di campagna, si rompe il fidanzamento. In realtà Kleist è già all’opera su vari soggetti teatrali e nel 1804, a Graz, viene rappresentato per la prima volta un suo dramma, La famiglia Schroffenstein. Nel 1807 vengono pubblicati la sua versione dell’Anfitrione di Molière, il primo racconto, Jeronimo e Josephe (Il fidanzamento a Santo Domingo) e Goethe mette in scena a Weimar La brocca rotta. Nel 1808 Kleist pubblica con Adam Müller la rivista «Phöbus», in cui appariranno le sue opere teatrali. Intanto a Weimar La brocca rotta non ottiene un grande successo, complice la decisione di Goethe di dividere in tre parti l’atto unico, decisione che complicherà il rapporto tra i due. Nel 1810 Kleist è editore dei «Berliner Abendblätter», rivista scandalistica con contributi letterari,che nei suoi sei mesi di vita ospiterà vari aneddoti kleistiani e il saggio Sul teatro delle marionette. A Berlino, intanto, Iffland rifiuta Kätchen von Heillbronn. Tra il1810 e il 1811 l’editore Reimer pubblica, in due volumi, tutti i racconti di Kleist. Nel frattempo questi cerca di ricucire i deteriorati rapporti con la famiglia reale scrivendo Il principe di Homburg. Tuttavia l’opera desta scandalo a corte per la scena in cui il principe, realmente esistito ed imparentato con la moglie dell’Elettore, sviene davanti al patibolo. Rifiutato anche dalla famiglia, Kleist si dà la morte sulle rive del fiume Wansee, il 21 novembre 1811. Le sue lettere sono state poi raccolte da Ludwig Tieck.

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