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L'Accordo di Dayton e le relazioni etniche nella Bosnia Erzegovina

La tesi si occupa del processo di pacificazione della Bosnia, dalle prime fasi della guerra jugoslava ai giorni nostri.

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INTRODUZIONE La caduta del regime comunista jugoslavo nel 1989 provocò tra le Repubbliche che facevano parte della Federazione una crisi profonda destinata a sfociare in una pluralità di conflitti. Venuto a mancare un centro forte e in grado di fare da collante, lo Stato federale finì per disgregarsi e per lasciare spazio a duri antagonismi. I “nuovi” leader nazionalisti delle diverse Repubbliche, benché formatisi nel regime e in esso affermatisi, fomentarono sentimenti e agitarono simboli, anche religiosi, tratti dal passato pre-comunista. Non è casuale che, con l’eccezione del bosniaco Izetbegovic, tutti i primi presidenti delle ex Repubbliche jugoslave –Milosevic, Tudjman, Kucan e Gligorov- erano stati alti dirigenti negli anni di Tito; essi si giustificarono trincerandosi dietro il preteso scoppio improvviso di “antiche rivalità etniche” emerse dalla crisi del regime socialista. Certo nella storia della Jugoslavia non erano mancati gli scontri interetnici e sicuramente è improprio descrivere quello Stato e soprattutto la Bosnia come un paradiso di armonia interreligiosa, ma è palesemente sbagliato ricondurre a odi etnici e a sentimenti innati di intolleranza religiosa quanto avvenuto in quella che è stata da molti considerata, non a torto, la “polveriera” della storia recente dell’Europa. In particolare la Bosnia-Erzegovina è stata la regione più colpita dal conflitto perchè la sua popolazione era la più composita, tanto da attirare le mire della Croazia quanto quelle della Serbia, entrambe intenzionate ad espandersi annettendo nuovi territori. Questa dissertazione riguarda proprio la questione bosniaca, analizzata attraverso i vari momenti che l’hanno contraddistinta, l’Accordo di Dayton su tutti: esso ha segnato infatti lo spartiacque fra la Bosnia regione dell’ex Jugoslavia e la Repubblica bosniaco-erzegovese. L’obiettivo di questo lavoro consiste nel fornire un quadro il più preciso possibile del processo di pacificazione della Bosnia e delle sue conseguenze. Quanto agli strumenti per la mia ricerca mi sono avvalso dell’ausilio di testi scritti dai maggiori esperti europei dei Balcani e della Bosnia (Pirjevec, Malcolm, Prevelakis, ecc.) e del principale portale telematico italiano di informazione e attualità sull’area balcanica, l’Osservatorio sui Balcani. Il primo capitolo offre un breve excursus storico dei primi anni che seguirono la caduta del regime jugoslavo, con l’attenzione volta in particolare al   1

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Stefano Liuni Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1346 click dal 14/07/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.