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La poliedricità della narrativa di Rosa Montero: La hija del caníbal

La poliedricità è una delle caratteristiche che meglio descrive la narrativa di Rosa Montero, nota scrittrice e giornalista spagnola contemporanea. La sua opera dà voce a personaggi di tutte le classi sociali ed esprime la difficile realtà odierna; ogni suo romanzo ha le sue peculiarità, derivanti dal tema trattato, dalla molteplicità delle letture possibili e dall’uso di tecniche metanarrative. L’opera analizzata in questo lavoro, La hija del caníbal, è quella che in particolar modo possiede questo stile narrativo, essendo un romanzo poliedrico e labirintico.
Prima di entrare nello specifico del romanzo abbiamo ritenuto opportuno analizzare l’evoluzione della nostra autrice in riferimento sia al contesto storico-culturale in cui si forma, sia all’iter narrativo della sua opera. Ci siamo così addentrati nell’analisi del romanzo partendo dalla sua struttura, che oltre a prestarsi a differenti letture, presenta una combinazione di più generi letterari. Abbiamo poi considerato singolarmente i diversi filoni narrativi che compongono l’opera: romanzo poliziesco, romanzo psicologico e racconto storico, ponendoli in relazione con le caratteristiche proprie di ogni genere. In conclusione al nostro lavoro, siamo andati ad esaminare le altre componenti che conferiscono originalità all’opera attraverso un’analisi dei personaggi principali, della voce narrante ed infine dei processi della scrittura metanarrativa e della parodia presenti nel romanzo.

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1   PREMESSA La poliedricità è una delle caratteristiche che meglio descrive la narrativa di Rosa Montero, nota scrittrice e giornalista spagnola contemporanea. La sua opera dà voce a personaggi di tutte le classi sociali ed esprime la difficile realtà odierna; ogni suo romanzo ha le sue peculiarità, derivanti dal tema trattato, dalla molteplicità delle letture possibili e dall’uso di tecniche metanarrative. L’opera analizzata in questo lavoro, La hija del caníbal, è quella che in particolar modo possiede questo stile narrativo, essendo un romanzo poliedrico e labirintico. Prima di entrare nello specifico del romanzo abbiamo ritenuto opportuno analizzare l’evoluzione della nostra autrice in riferimento sia al contesto storico-culturale in cui si forma, sia all’iter narrativo della sua opera. Rosa Montero inizia la sua attività come romanziera nel 1977, momento fondamentale della storia politica e culturale della Spagna, che vive prima l’euforia di una democrazia riconquistata e dell’entrata nell’Europa comunitaria, per passare poi improvvisamente alla delusione dell’incontro con la vita reale, e alla messa a nudo di tutti i difetti del nuovo governo. In campo letterario si ha in questo periodo una fioritura di artisti, la cosiddetta generazione degli anni ottanta, di cui fa parte la nostra autrice, che entra a pieno titolo nella postmodernità, in cui si nega una visione assoluta della realtà per affermarne una pluralista, frammentaria, in cui non vi è un’unica risposta ai bisogni dell’uomo. La stessa Rosa Montero afferma: Soy hija de la postmodernidad y uno no puede ser ajeno de su mundo. Hoy, a finales del segundo milenio, nuestra literatura es postmoderna, no hay respuestas exhaustivas, sino que se trata de una mirada múltiple, fragmentaria, relativista. I primi romanzi pubblicati, pur riscuotendo grande successo, sono stati oggetto di critica, perché ancora troppo legati alla scrittura giornalistica, eco della vita professionale dell’autrice, e fortemente connotati in senso autobiografico. Presto, però, ci sarà il distaccamento da questi due mondi, quello giornalistico e quello della sfera personale,

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione linguistica per le istituzioni internazionali

Autore: Carmen Spina Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.