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Il settore cementiero italiano nel contesto competitivo internazionale: le esperienze di Buzzi Unicem, Italcementi, Cementir e Lafarge

Informazioni tesi

  Autore: Cristian Rebustini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Management
  Relatore: Francesco Ranalli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 488

Il decennio che ha preceduto la diffusione degli effetti della crisi globale negli anni 2007-2008 è stato caratterizzato da frenetici livelli di attività nel settore delle costruzioni, determinati da un positivo contesto economico internazionale che ha favorito gli investimenti privati e pubblici nell’edilizia e nelle opere pubbliche, e da diffusi fenomeni speculativi che hanno artificialmente alimentato l’offerta.

Da questo positivo andamento hanno tratto vantaggio le industrie cementiere, per le quali il settore delle costruzioni è il principale mercato di sbocco, che hanno fatto registrare risultati reddituali e tassi di crescita di altissimo livello. Sfruttando un mercato domestico particolarmente dinamico, i produttori italiani non sono stati inferiori ai concorrenti stranieri, ed hanno implementato le loro strategie per affermarsi nel difficile contesto competitivo internazionale.

Il presente lavoro si pone l’obiettivo di valutare le strategie adottate e i risultati raggiunti nell’ultimo quadriennio dai tre più grandi gruppi italiani; Italcementi, Buzzi Unicem e Cementir. Poiché le dinamiche affermatesi negli ultimi anni hanno palesato la necessità di affermare la propria presenza produttiva e commerciale nei principali mercati globali e spostato la competizione al di fuori dei confini domestici, le performance dei produttori nazionali sono state confrontate con le prestazioni del gruppo francese Lafarge, in modo da impiegare come punto di riferimento l’impresa leader nel settore a livello globale.

La prima parte del lavoro è dedicata all’esposizione delle caratteristiche del settore cementiero. Dopo aver analizzato l’articolazione produttiva del calcestruzzo, vengono indagate le caratteristiche dell’offerta e della domanda del mercato, la configurazione del settore italiano del cemento e del calcestruzzo e i tassi di crescita del mercato delle costruzioni nel nostro paese negli ultimi anni . La prima parte si conclude con l’esposizione degli andamenti del settore cementiero nei principali mercati internazionali.

Ognuna delle successive quattro parti è dedicata allo studio di un’impresa del settore. L’analisi procede in modo identico per ogni gruppo: dapprima vengono esaminate le caratteristiche del gruppo in termini di evoluzione storica, dimensioni aziendali e composizione azionaria; il lavoro si concentra poi sulle strategie che la società ha adottato per imporsi sul mercato e si conclude con l’analisi della situazione patrimoniale e dei risultati economici e finanziari dell’ultimo quadriennio.

Il primo gruppo esaminato è Buzzi Unicem, società che ha di recente festeggiato i cento anni di storia e che, attraverso strategie mirate e un’eccellente gestione operativa, ha sperimentato una sostenuta crescita nel periodo considerato.

Italcementi è l’oggetto di studio della terza parte. Quinto produttore al mondo per capacità produttiva e tra le prime dieci società industriali italiane, il gruppo dei fratelli Pesenti ha incontrato delle difficoltà nell’ultimo biennio principalmente a causa della scarsa efficacia delle strategie adottate.

La quarta parte è dedicata all’analisi del gruppo Cementir. Dopo oltre quaranta anni di controllo pubblico, la società è stata oggetto di una recente privatizzazione ; successivamente all’acquisto della famiglia Caltagirone, il gruppo ha intrapreso un percorso di crescita nel mercato internazionale caratterizzato da elementi di originalità rispetto agli altri concorrenti.

L’ultimo gruppo esaminato nella quinta parte è la società francese Lafarge. Il gruppo transalpino è il leader del settore a livello mondiale e nella sua storia quasi bicentenaria ha dimostrato una formidabile abilità nell’anticipare con largo margine le tendenze che si sarebbero poi affermate come prevalenti.

Nella sesta e conclusiva parte viene realizzato un confronto tra le prestazioni dei quattro concorrenti nel periodo in oggetto. La comparazione non si limita ai risultati economici e finanziari, ma è mirata a cogliere le differenti impostazioni strategiche che ne hanno permesso l’affermazione.
Il lavoro termina con le conclusioni che possono essere desunte relativamente al mercato cementiero e alle prestazioni degli operatori italiani, sempre più proiettati nel contesto competitivo internazionale.

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10 PARTE 1 IL SETTORE DEL CEMENTO E DEL CALCESTRUZZO 1 ASPETTI TECNICI DI CEMENTO E CALCESTRUZZO 1.1 ORIGINI ED EVOLUZIONE DEL CALCESTRUZZO E DEL CEMENTO Dalla fine del XIX secolo il rapporto tra cemento e calcestruzzo è stato, e continua tuttora ad essere, molto stretto. Il calcestruzzo è infatti un conglomerato artificiale composto nella sua forma primaria da uno scheletro di aggregati, da un legante e da acqua, ed il legante di gran lunga più impiegato nella fase di produzione è proprio il cemento. A testimoniare lo stretto legame tra i due, nel tardo medioevo con il termine cemento5, non si faceva riferimento al legante costitutivo del conglomerato, ma al conglomerato stesso, cioè al calcestruzzo. Nonostante l’intenso legame che li ha caratterizzati nell’ultimo secolo, però, cemento e calcestruzzo provengono da percorsi profondamente differenti, ad iniziare dalle loro origini: se infatti la nascita del cemento moderno viene tradizionalmente ricondotta al 1824 con l’invenzione del cemento Portland da parte del muratore inglese Joseph Aspdin, la storia del calcestruzzo affonda le sue radici in molti millenni prima della nascita di Cristo6. Sebbene Egiziani e Greci non conoscessero il cemento, l’impiego di altri leganti come il gesso e la calce permetteva di ottenere 5 Il termine cemento trova origine nel termine latino caementum e deriva dal verbo caedo che significa spezzare, tagliare in pezzi, ed indicava originariamente i rottami di pietra impiegati per produrre il calcestruzzo. 6 Il più antico calcestruzzo conosciuto è stato portato alla luce nel 1985 in Galilea ed è datato 7000 a.C. (Benstedt, Coleman, 2004)

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