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Modelli educativi nella scuola primaria: Italia e Giappone

L’idea di fare la tesi sulla scuola giapponese nasce in azienda. Lavoro per la Honda e mi sono trovata a parlare con le colleghe giapponesi della scuola dei nostri figli. Mi ha incuriosito il racconto di come sia la scuola giapponese, e di come somigli molto agli stereotipi che ci hanno trasmesso i cartoni animati: bambini diligenti in formali divise, bambine vestite alla marinaretta, tante attività extra curricolari, sport, festival di arti, canto, cerimonie in pompa magna.
Così ho somministrato un’intervista agli altri dipendenti della Honda da cui ed ho usato le esperienze raccolte per descrivere il sistema educativo giapponese. Ne è emersa una particolare continuità fra i tipi d’attività, e d’organizzazione della scuola e quelli della vita quotidiana degli adulti: le attività sportive scolastiche, quelle di gruppo, la cooperazione, il tipo di competizione tra classi, riflettono le caratteristiche del mondo lavorativo.
Ho fatto quindi una ricerca bibliografica ed uno studio sulla scuola e sulla società giapponese.
La struttura sociale giapponese richiede che i bambini siano educati al rispetto del gruppo si appartenenza, siano loro trasmesse le regole e i valori che permettono d’essere conformisti e di diventare adulti fedeli e collaborativi. I valori trasmessi sono quindi la collaborazione, l’altruismo, l’impegno, la fedeltà, la modestia, l’amicizia, il rispetto. L’obiettivo principale perseguito dalla scuola primaria è la socializzazione dei piccoli giapponesi ed il primo valore in assoluto che si insegna è il rispetto: la società riconosce e interagisce con un singolo sulla base della sua appartenenza ad un gruppo che lo etichetta e gli fornisce un’identità sociale vincolante per tutta la sua vita. Il fattore decisivo del successo, quindi, è l’opportunità di entrare in un determinato gruppo.
All’inizio della vita scolastica, al giapponese è ancora concesso di lasciarsi andare a piccoli capricci e a comportamenti poco disciplinati. Gradatamente, però, sia a casa sia a scuola, s’insegna a riconoscere il concetto d’imbarazzo e vergogna e ...

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ABSTRACT L’idea di fare la tesi sulla scuola giapponese nasce in azienda. Lavoro per la Honda e mi sono trovata a parlare con le colleghe giapponesi della scuola dei nostri figli. Mi ha incuriosito il racconto di come sia la scuola giapponese, e di come somigli molto agli stereotipi che ci hanno trasmesso i cartoni animati: bambini diligenti in formali divise, bambine vestite alla marinaretta, tante attività extra curricolari, sport, festival di arti, canto, cerimonie in pompa magna. Così ho somministrato un’intervista agli altri dipendenti della Honda da cui ed ho usato le esperienze raccolte per descrivere il sistema educativo giapponese. Ne è emersa una particolare continuità fra i tipi d’attività, e d’organizzazione della scuola e quelli della vita quotidiana degli adulti: le attività sportive scolastiche, quelle di gruppo, la cooperazione, il tipo di competizione tra classi, riflettono le caratteristiche del mondo lavorativo. Ho fatto quindi una ricerca bibliografica ed uno studio sulla scuola e sulla società giapponese. Da un punto di vista socio- pedagogico la struttura sociale giapponese richiede che i bambini siano educati al rispetto del gruppo si appartenenza, siano loro trasmesse le regole e i valori che permettono d’essere conformisti e di diventare adulti fedeli e collaborativi. I valori trasmessi sono quindi la collaborazione, l’altruismo, l’impegno, la fedeltà, la modestia, l’amicizia, il rispetto. L’obiettivo principale perseguito dalla scuola primaria è la socializzazione dei piccoli giapponesi ed il primo valore in assoluto che si insegna è il rispetto: la società riconosce e interagisce con un singolo sulla base della sua appartenenza ad un gruppo che lo etichetta e gli fornisce un’identità sociale vincolante per tutta la i

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Isabella Di Sauro Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.