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Il rapporto di fiducia tra Parlamento e Governo

Il presente lavoro, si pone l’ obiettivo di analizzare il rapporto fiduciario nell’ ordinamento repubblicano italiano, la disciplina le modalità mediante le quali il Parlamento concede o ritira la fiducia al Governo, da entrambe le Camere in linea con il sistema di “ bicameralismo perfetto” adottato dal nostro ordinamento. Inoltre, particolare attenzione viene dedicata alla prassi parlamentare instauratasi, con riferimento all’ ipotesi della mozione di sfiducia individuale, nei confronti del singolo Ministro, ponendo particolare attenzione al c. d. “ caso Mancuso” ed alla sentenza n. 7 del 1996 della Corte Costituzionale, la quale esprime il suo parere conforme sulla piena compatibilità di tale forma di mozione di sfiducia con il sistema costituzionale italiano. Inoltre particolare attenzione viene rivolta all' istituto della Questione di fiuducia prendendo, in esame i fondamenti costituzionali della questione di fiducia, lo studio dei profili strutturali e funzionali dell’ istituto ed i riflessi da esso prodotti sulla forma di governo. A tale fine, si è ritenuto opportuno, da un lato, integrare la ricerca, con una sommaria ricostruzione delle regole costituzionali del rapporto fiduciario, della prassi e dell’ istituto nell’ assetto monarchico-costituzionale pre-fascista, per poter conoscere le radici storiche dell’ istituto durante la vita parlamentare-monarchica. Dall’ altro lato, è stata posta l’ attenzione sui vari modelli di questione di fiducia presenti in alcune delle principali democrazie pluralistiche contemporanee, nel tentativo di individuare quale modello di questione di fiducia è stato accolto nel nostro sistema costituzionale. Inoltre, particolare attenzione è stata prestata in riferimento, sia al periodo in cui la questione di fiducia non aveva una regolamentazione da parte di entrambe le Camere, che nel periodo successivo alla sua regolamentazione, in seguito all’adozione da parte della Camera dei Deputati del Regolamento del 1971, con la finalità di razionalizzare l’istituto in esame.Nell’ ultima parte del lavoro, si pone l’attenzione alle proposte di riforma dell’ art. 94 Cost., in risposta alla istanze di riforma del rapporto fiduciario. Particolare attenzione si pone all’ ampio disegno di legge di riforma della I, III e V parte della Costituzione, presentato nel 2005 nel corso della XIVª legislatura. Verranno analizzate le principali novità, ponendo attenzione alla critica da parte della dottrina. Nella parte finale della tesi, vengono illustrate le ulteriori ipotesi di riforma dell’ attuale assetto costituzionale affinché si possa raggiungere, tramite un consenso ampio tra le forze politiche, una radicale modifica dell’istituto fiduciario.

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4 Introduzione Con la Costituzione del’48, è stata introdotta in Italia, la forma di governo parlamentare, ove la caratteristica indefettibile è la previsione di un rapporto di “fiducia” che deve costantemente intercorrere tra il Parlamento e il Governo. All’interno di tale schema funzionale, il secondo è politicamente responsabile nei confronti del primo per l’attuazione dell’indirizzo politico che entrambi concorrono a determinare. La sussistenza della fiducia, viene continuamente verificata dall’organo titolare del potere legislativo, nell’ esercizio della sua funzione di controllo politico dell’ attività dell’ esecutivo. In caso di rottura del rapporto fiduciario, sono previsti meccanismi volti al suo ripristino, solitamente mediante la costituzione di un nuovo Governo, oppure attraverso il ricorso ad una consultazione popolare, con l’elezione di una nuova Assemblea rappresentativa. La prima parte del presente lavoro, si pone l’ obiettivo di analizzare il rapporto fiduciario nell’ ordinamento repubblicano italiano. L’ art. 94 Cost., disciplina le modalità mediante le quali il Parlamento concede o ritira la fiducia al Governo, da entrambe le Camere in linea con il sistema di “ bicameralismo perfetto” adottato dal nostro ordinamento. Inoltre, particolare attenzione viene dedicata alla prassi parlamentare instauratasi, con riferimento all’ ipotesi della mozione di sfiducia individuale, nei confronti del singolo Ministro, ponendo particolare attenzione al c. d. “ caso Mancuso” ed alla sentenza n. 7 del 1996 della Corte Costituzionale, la quale esprime il suo parere conforme sulla piena compatibilità di tale forma di mozione di sfiducia con il sistema costituzionale italiano. Ed infine, nel primo capitolo, viene analizzato il rapporto di fiducia e il sistema politico.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Rosario Boragina Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.