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Il trattato di Lisbona

L’evoluzione delle istituzioni europee, resa indispensabile dalla necessità di affrontare temi centrali e comuni agli Stati Europei quali la globalizzazione, i mutamenti climatici, l'evoluzione demografica, il fabbisogno energetico e la sicurezza hanno portato all’esigenza di rappresentare l’Europa in termini costituzionali e non come una semplice alleanza internazionale di Stati.
Per far fronte a queste tematiche il Consiglio Europeo si è riunito, nel dicembre del 2001, a Laeken, con l’obiettivo di redigere un progetto di Trattato in grado di potenziare la democraticità dell’Unione e creare un’Europa in cui i valori della pace, della sicurezza e i diritti dell’uomo potessero prevalere.
I lavori hanno condotto all’adozione del Trattato che Istituisce una Costituzione per l’Europa; a dispetto del nome però, non si è trattato di una vera e propria Costituzione Europea che sancisce la nascita di una sovranità, bensì di un nuovo accordo internazionale.
Il Trattato costituzionale è stato firmato a Roma il 29 ottobre 2004 dai rappresentanti di Stato e di Governo degli Stati membri dell’Unione Europea, ma, successivamente, la mancata ratifica ad opera di alcuni di essi ha impedito, com’è noto e come si vedrà nel corso della trattazione, l’entrata in vigore del Trattato.
Il “periodo di riflessione” che è seguito ha permesso la riaffermazione dell’importanza di continuare il processo di integrazione europea. Il Consiglio Europeo del 21 e 22 giugno 2007 ha invitato, dunque, la Presidenza tedesca ad adoperarsi affinché un nuovo Trattato a modifica di quelli Istitutivi della Comunità e dell’Unione fosse adottato. Il testo definitivo di tale strumento, noto con il nome di Trattato di Lisbona, è stato approvato nell’ambito del Consiglio Europeo del 18 e 19 ottobre 2007 e firmato, dai Capi di Stato e di Governo dei 27 Stati membri, il 13 dicembre 2007.
L’obiettivo del presente elaborato è quello di proporre una lettura trasversale del Trattato di Lisbona al fine di comprendere l’attitudine delle soluzioni in esso individuate a soddisfare gli obiettivi dell’Unione. Una questione, in particolare, sarà affrontata, ossia quella del rapporto tra il rafforzamento dell’Unione e il rispetto della sovranità dei singoli Stati membri.
Con riferimento alla normativa di cui si prospetta l’adozione, tale lettura porrà attenzione sugli obiettivi di essa, sugli elementi che differenziano il Trattato di Lisbona dal menzionato Trattato costituzionale, sul nuovo assetto delle Fonti, sulla riforma del settore della Politica Estera e di Sicurezza Comune, nonché sul rilievo assegnato ai diritti dell’Uomo introdotti dalla Carta che tutela i diritti fondamentali.
Non mancherà, infine, l’analisi della cronologia degli eventi relativi all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, essendo riservata una particolare attenzione alle operazioni di stipulazione e ratifica ancora in corso.

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IL TRATTATO DI LISBONA Introduzione L’evoluzione delle istituzioni europee, resa indispensabile dalla necessità di affrontare temi centrali e comuni agli Stati Europei quali la globalizzazione, i mutamenti climatici, l'evoluzione demografica, il fabbisogno energetico e la sicurezza hanno portato all’esigenza di rappresentare l’Europa in termini costituzionali e non come una semplice alleanza internazionale di Stati. Per far fronte a queste tematiche il Consiglio Europeo si è riunito, nel dicembre del 2001, a Laeken, con l’obiettivo di redigere un progetto di Trattato in grado di potenziare la democraticità dell’Unione e creare un’Europa in cui i valori della pace, della sicurezza e i diritti dell’uomo potessero prevalere. I lavori hanno condotto all’adozione del Trattato che Istituisce una Costituzione per l’Europa; a dispetto del nome però, non si è trattato di una vera e propria Costituzione Europea che sancisce la nascita di una sovranità, bensì di un nuovo accordo internazionale. Il Trattato costituzionale è stato firmato a Roma il 29 ottobre 2004 dai rappresentanti di Stato e di Governo degli Stati membri dell’Unione Europea, ma, successivamente, la mancata ratifica ad opera di alcuni di essi ha impedito, com’è noto e come si vedrà nel corso della trattazione, l’entrata in vigore del Trattato. Il “periodo di riflessione” che è seguito ha permesso la riaffermazione dell’importanza di continuare il processo di integrazione europea. Il Consiglio Europeo del 21 e 22 giugno 2007 ha invitato, dunque, la Presidenza tedesca ad adoperarsi 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Elisa Perrone Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.