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L'intertestualità nei discorsi politici di Barack Obama: richiami storici e simbolici

L'elaborato è volto a dimostrare come Barack Obama, il neoeletto Presidente degli Stati Uniti e uomo politico dell'anno, abbia impiegato i richiami storici e simbolici a grandi presidenti della storia americana come Washington e Lincoln e ai documenti fondanti la Nazione quali la Costituzione, la Dichiarazione d'Indipendenza e il proclama d'emancipazione, insieme a numerosi richiami intertestuali a discorsi politici universalmente conosciuti nella cultura statunitense al fine di avvalorare le sue proposte e creare un common ground tra sè e i suoi potenziali elettori per cementare insieme le comuni volontà e farsi infine eleggere Presidente degli Stati Uniti e primo inquilino della Casa Bianca afroamericano.

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Introduzione Questo lavoro ha lo scopo di analizzare alcuni discorsi politici di Barack Obama, con particolare attenzione al discorso “sulla razza” del marzo 2008, al discorso di Chicago del 5 novembre 2008 e all'Inaugural Address pronunciato il 20 gennaio 2009, per rintracciare ed evidenziare i molti richiami intertestuali, simbolici e storici che hanno permesso ad un afroamericano di selezionare argomentazioni valide dal passato storico degli Stati Uniti, creare un “common ground” solido che cementasse insieme le volontà sue e degli elettori, anche dei cosiddetti “values voters”1, che gli hanno infine aperto le porte della Casa Bianca superando l'ostacolo del colore della pelle. Nello specifico, il discorso di Philadelphia è rappresentativo poiché nato in risposta alle rivelazioni del Reverendo Wright che rischiavano di mettere a repentaglio la nomina di Obama mettendo in risalto la questione razziale in qualità di argomento di divisione. Nel discorso di Chicago, seguito alla vittoria delle elezioni il neo Presidente ha richiamato due dei più famosi discorsi della storia degli Stati Uniti: quello di Gettysburg di Abraham Lincoln e le parole di Martin Luther King del suo “I have a dream”. Anche in questo discorso Obama affronta in maniera sottile il tema della razza evidenziando gli ideali della lotta di una generazione, quella afroamericana, attraverso gli occhi di un'anziana signora di centosei anni, Ann Nixon Cooper, che ha avuto esperienza della segregazione nel “ghetto” e della discriminazione razziale. 1 Gli elettori che danno preminenza ai valori morali e alle questioni etiche, rappresentati in larga parte dai conservatori sociali, recatisi in massa ai seggi e rivelatisi decisivi per la vittoria di Bush nel 2004 - 3 -

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Jessica Di Savino Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.