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Le invenzioni del lavoratore

Informazioni tesi

  Autore: Federico Casnati
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mario Napoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 181

La tesi analizza le tre fattispecie delle invenzioni del lavoratore e del ricercatore universitario e pubblico.
Dopo una generale introduzione sulle modifiche introdotte dal codice della proprietà industriale e sui requisiti necessari per l'applicazione della normativa degli artt. 64 e 65 c.p.i., si concentra al primo capitolo su un'analisi dei requisiti essenziali per ciascuna fattispecie, i criteri distintivi tra invenzioni cd di servizio e d'azienda, sull'analisi della natura giuridica e i diversi metodi di calcolo dell'equo premio e il diritto di opzione legale concesso dall'art. 64.6 c.p.i., il tutto orientato a definire i diversi spazi applicativi delle fattispecie.
Nel secondo capitolo si esaminano i problemi di legittimità costituzionale e le principali difficoltà di applicazione pratica individuate dalla corte di cassazione e dalla dottrina in tema di invenzioni del ricercatore universitario e in secondo luogo si affronta il tema del trasferimento di tecnologie dalle università al mondo dell'impresa, attraverso gli strumenti giuridici dello spin-off accademico e del TTO - Tecnology Transfer Office o Ufficio per la gestione dei brevetti.
Nel terzo capitolo si è verificata la possibilità dell'applicazione analogica o estensiva della disciplina a fattispecie di lavoro diverse da quello subordinato: il lavoro autonomo e il contratto di ricerca, il contratto a progetto, il contratto formativo, il part-time, il lavoro temporaneo e somministrato, il lavoro domestico, il lavoro dipendente di studi professionali; le invenzioni realizzate dal socio, socio d'opera e socio di cooperativa e in ultimo la disciplina speciale dettata per le invenzioni dei quadri.
Nell'ultimo capitolo si affronta il trattamento processuale riservato alle invenzioni del lavoratore e il particolare tipo di arbitrato previsto per la determinazione dell'equo premio.

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1.2 Le invenzioni di servizio: fattispecie e ambito d’applicazione Come già osservato in precedenza, a norma del primo comma dell’art. 64 c.p.i, l’invenzione è di servizio “quando è fatta nell'esecuzione o nell'adempimento di un contratto o di un rapporto di lavoro o d'impiego, in cui l'attività inventiva è prevista come oggetto del contratto o del rapporto e a tale scopo retribuita” e i diritti patrimoniali derivanti dall’invenzione “appartengono al datore di lavoro, salvo il diritto spettante all'inventore di esserne riconosciuto autore.” La giustificazione di questa previsione è rintracciata ora nel principio lavoristico per il quale i risultati dell’attività lavorativa spettano comunque al datore di lavoro o nell’obbligo di fedeltà (art. 2105 cod. civ.) ora nel principio generale per cui i vantaggi patrimoniali del brevetto debbano spettare a chi ha sostenuto i relativi costi. I requisiti di applicabilità di tale norma sono riscontrati dalla dottrina e giurisprudenza prevalente nella indicazione di una “attività inventiva” 42 nell’oggetto del contratto/rapporto di lavoro, nella individuazione di una retribuzione particolare per questa attività e una connessione funzionale tra tale attività e il rapporto di lavoro. Affinché si possa rientrare nel campo di applicazione della norma è innanzitutto necessario che sia presente quella connessione funzionale di cui sopra tra attività inventiva e rapporto di lavoro, che nelle invenzioni di servizio, essendo l’attività inventiva oggetto del contratto, è un vero e proprio nesso causale 43 . Di contro non è necessaria la coincidenza cronologica tra l’attuazione del trovato e lo svolgimento effettivo della prestazione 44 : invenzioni che vengono sviluppate al di fuori dell’orario di lavoro o in periodi in cui l’attività lavorativa è sospesa sono pertanto ricomprese in questa disciplina 45 , quando la realizzazione stessa sia stata favorita dall’inserimento del lavoratore nell’organizzazione produttiva e dall’utilizzazione degli strumenti 25 42 “È quanto nella esecuzione della prestazione di lavoro, come parte essenziale o eventuale o occasionale della prestazione stessa, da luogo ad un trovato con le caratteristiche della novità creatività e della applicazione industriale”, cfr. voce «Attività inventiva» in Enc. giur. Trecc., Roma, 1989. 43 Ribadito anche da Cass. 2 aprile 1990, n. 2646 44 Così BETTINI, Attività inventiva e rapporto di lavoro, Milano, 1993, p. 43. 45 Cfr. GRECO - VERCELLONE, Le invenzioni e i modelli industriali, cit.

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