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Il concetto di campo religioso in Pierre Bourdieu

Il lavoro ha come oggetto l'analisi del concetto di campo religioso, elaborato dal sociologo francese Pierre Bourdieu sulla base della sua più generale teoria dei campi sociali. L'elaborato si propone, partendo dall'articolo ''Genèse et structure du champ religieux'', di approfondire la nozione di campo, cruciale nella sociologia del Bourdieu, applicata alla religione.
La discussione procede attraverso tre capitoli: nel primo abbiamo cercato di illustrare i concetti fondamentali dell'apparato teorico del sociologo francese, con particolare riguardo, naturalmente, alla nozione di campo e alle proprietà generali dei campi sociali. Questa breve rassegna dell'apparato teorico di Bourdieu ci sembra importante per la comprensione del concetto oggetto di analisi che, non ci stanchiamo di dirlo e lo ripeteremo in varie sedi, è una specificazione della teoria dei campi.
Il secondo è il corpo centrale del lavoro: parliamo infatti nello specifico del campo religioso, della definizione della religione, del suo ruolo nella società civile e del rapporto, spesso stretto, intercorrente fra il campo religioso e quello politico.
Il terzo capitolo si propone di fornire una valutazione sull'utilità del concetto di campo di Bourdieu, mediante una rapida illustrazione di come il concetto sia stato applicato alle situazioni ''concrete'' e di esprimere qualche critica, proveniente anche da altri studiosi, sia positiva che negativa sull'autore e sulla nozione in oggetto.
Vogliamo sottolineare fin d'ora che il concetto di campo religioso è frutto del tentativo dell'autore di collegare il punto di vista di Weber con quello di Marx sul tema della religione. Ci renderemo conto in seguito che entrambi i ''classici'', ma soprattutto Weber, sono stati fondamentali per la formazione teorica in un primo momento e successivamente per l'elaborazione di una sociologia originale da parte del Bourdieu.

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1 CAPITOLO I I PRINCIPALI CONCETTI SOCIOLOGICI SVILUPPATI DA PIERRE BOURDIEU I.1. Note biografiche sull'autore Figlio di un funzionario delle Poste, Pierre Bourdieu nasce nel 1930 a Denguin (Hautes-Pyrenèes). Entra all'École Normale Superieure (ENS) nel 1951; proveniente dalla provincia, di origine modesta, Bourdieu si confronta in questa scuola con la cultura dei "borghesi". Secondo alcuni suoi compagni all'ENS, da questa esperienza deriverà un risentimento nei riguardi del mondo intellettuale parigino. Diversamente da molti suoi pari, non entra nel Partito Comunista, e manifesterà sempre una certa diffidenza verso gli apparati di partito. Professore aggregato di filosofia nel 1955, parte per l'Algeria, dove è assistente alla Facoltà di Lettere di Algeri. In quel tempo conduce i suoi primi lavori sulle trasformazioni sociali dell'Algeria. Rientrato in Francia nel 1961, insegna prima alla Sorbona, poi all'Università di Lille. Nel 1964 viene nominato Directeur d'études all'École Pratique des Hautes Études, futura École hautes Études en Sciences Sociales (EHESS): pubblica le sue prime inchieste sulla scuola e sulle pratiche culturali ("Les héritiers. Un art moyen"). Bourdieu è in quest'epoca sotto l'ala protettrice di Raymond Aron (anch'egli studente all'ENS e aggregato di filosofia divenuto sociologo), che vede in lui un futuro "grande" e gli affida la codirezione al Centre Européen de Sociologie Historique. I due entrano in contrasto nel 1968 e Bourdieu fonda un suo laboratorio. La crisi del maggio 1968 lo lascia scettico: ne pubblicherà un'analisi solamente nel 1984 (nell'ultimo capitolo di "Homo Academicus"). A partire da questo periodo, Bourdieu persegue un

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesco Nicolli Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4417 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.