Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Politica della concorrenza e fusioni orizzontali: analisi di un caso

Questo lavoro si propone di analizzare un preciso aspetto della politica della concorrenza, ovvero quello relativo alle fusioni orizzontali. Negli corso degli ultimi anni la competition policy si è radicata solidamente nei diversi ordinamenti giuridici e in ciascuno di essi ha assunto una precisa connotazione. In un contesto sempre più spinto verso la competizione globale, però, una divergenza di vedute tra due sistemi legislativi può portare al rigetto di una fusione, sebbene essa sembri capace di incrementare il benessere sociale. Ciò avviene in special modo se i due ordinamenti che si scontrano hanno il compito di regolare le due economie più grandi del mondo: quella europea e quella statunitense. L’obiettivo di questa tesi è di mettere a confronto l’Autorità Antitrust europea con quella statunitense, indagando i motivi alla base della loro diversità di orientamenti in merito alle fusioni orizzontali.
La prima parte del lavoro analizza l’oggetto di studio osservando l’assoluta necessità di una legislazione antitrust, dettata dal pericolo dell’insorgenza, in assenza di regole certe, di strategie anticompetitive finalizzate alla creazione di una posizione dominante.
La seconda parte è interamente dedicata all’analisi del caso forse più eclatante della divergenza d’atteggiamento delle due authority, ovvero la mancata fusione tra General Electric e Honeywell. L’obiettivo è quello di mettere a confronto le due sentenze, ripercorrendo le fasi che hanno portato ai verdetti per capire quale siano la natura e le cause della disparità che divide la Commissione Europea e il Dipartimento di Giustizia statunitense.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE Questo lavoro si propone di analizzare un preciso aspetto della politica della concorrenza, ovvero quello relativo alle fusioni orizzontali. Negli corso degli ultimi anni la competition policy si è radicata solidamente nei diversi ordinamenti giuridici e in ciascuno di essi ha assunto una precisa connotazione. In un contesto sempre più spinto verso la competizione globale, però, una divergenza di vedute tra due sistemi legislativi può portare al rigetto di una fusione, sebbene essa sembri capace di incrementare il benessere sociale. Ciò avviene in special modo se i due ordinamenti che si scontrano hanno il compito di regolare le due economie più grandi del mondo: quella europea e quella statunitense. L’obiettivo di questa tesi è di mettere a confronto l’Autorità Antitrust europea con quella statunitense, indagando i motivi alla base della loro diversità di orientamenti in merito alle fusioni orizzontali. La prima parte del lavoro analizza l’oggetto di studio osservando l’assoluta necessità di una legislazione antitrust, dettata dal pericolo dell’insorgenza, in assenza di regole certe, di strategie anticompetitive finalizzate alla creazione di una posizione dominante. Dopo aver spiegato, brevemente, cosa si intenda per fusione e aver presentato i motivi per cui due imprese potrebbero desiderare di integrarsi (cap. 1), verranno analizzati gli effetti che potrebbero scaturire da una concentrazione. Questi possono distinguersi sostanzialmente in effetti unilaterali, da un lato, e in effetti pro- collusivi, dall’altro, a seconda rispettivamente che la neonata merging firm sia in grado di influenzare autonomamente il mercato oppure che, a seguito dell’integrazione, essa colluda con altre imprese già presenti (cap. 2). Molti economisti hanno discusso delle possibili conseguenze di una concentrazione sul benessere sociale e sulla sopravvivenza delle imprese concorrenti; ne sono nati diversi modelli che, in maniera più o meno semplificata, tentano di canonizzare gli effetti di una fusione e la sua desiderabilità per le imprese coinvolte. In questa tesi vengono analizzati quattro di questi lavori, scelti non per la loro compiutezza o per la loro indiscutibile attendibilità, ma perché specchio di quattro differenti tipi di approccio all’analisi di una concentrazione (cap. 3). Una fusione, seppure di primo acchito non desiderabile, potrebbe diventarlo applicando alcuni correttivi al progetto iniziale. I rimedi applicabili si dividono in due categorie: 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Vito Grottola Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3056 click dal 24/07/2009.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.