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Musicalmente suonando. Un percorso per lo sviluppo delle abilità musicali. L'abrsm nella lezione di strumento

La tesi parte dal ruolo dell'orecchio nello sviluppo delle abilità musicali e creative come tecniche nel giovane pianista.
in particolar modo discute l'importanza dello sviluppo delle stesse nella formazione tanto del musicista professionista quanto del ragazzo che in età di formazione , si avvicina ad uno strumento. L'ipotesi di lavoro viene formulata sulla base del progetto di tirocinio portato avanti presso la SMIM SINOPOLI. Qui, alcuni ragazzi sono stati seguiti e monitorati nei miglioramenti e nei progressi a seguito dell'integrazione nella lezione di strumento del Syllabus.Come mezzi di verifica sono stati utilizzati i Testi di sviluppo dell'Audiation di Edwin Gordon ed ADOBE AUDITION3

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5 CAPITOLO I L’ORECCHIO NEL FARE MUSICA L’educazione dell’orecchio è cosa di massima importanza. Procurate per tempo di saper riconoscere ogni suono ed ogni tonalità. R.Schumann 1.1 Premessa Per molto tempo la Didattica non solo Italiana, ha privilegiato nell’insegnamento strumentale lo sviluppo di abilità tecniche e fisiche senza curarsi di quelle creativo-percettive. Le prime sono da sempre state avvertite come collegate al solo fatto fisico e corporeo, le seconde invece all’orecchio tanto da permettere il diffondersi di espressioni come ‘suonare ad orecchio’, avere un orecchio assoluto, più di recente, ‘allenare l’orecchio’. Una separazione a volte dicotomica fra due campi percepiti, a torto, come separati quando non opposti, accanto ad un uso e abuso di termini generici mai definiti, come ‘musicalità’ o ‘talento’ per indicare musicisti di buon livello. Superfluo affermare che orecchio, emozione, capacità tecniche capaci di tradurre questa emozione, non sono campi separati o separabili ma solo aspetti diversi di una globalità e che in quanto tali vanno curati e coltivati attraverso una programmazione attenta e specifica. Non solo. La neurofisiologia e le neuroscienze hanno dato dimostrazione degli studi ed esperimenti fatti da Alfred Tomatis negli anni ‘50 sulle funzioni non mediche dell’orecchio, rivelando che le funzioni di questo organo,vanno bel oltre la semplice capacità di ‘udire’. Esse sono fortemente collegate con il resto del corpo con ripercussioni sulla globalità degli aspetti che concorrono nel suonare, abilità tecnico- fisiche comprese e forse più ancora su queste che su altre. A loro volta, le abilità percettivo-creative, ritenute dominio assoluto dell’orecchio, trovano la loro base nell’attività fisiologica del pensare, e, nello specifico, del pensare in modo musicale, del cervello. Anzi, il funzionamento dell’orecchio e della percezione, intesa come integrazione cerebrale dei dati raccolti dall’orecchio stesso, potrei dire che è solo il punto di partenza dello sviluppo delle abilità tecnico-fisiche prima di quelle percettive. Dal punto di vista ‘fisico’ e fisiologico, suonare nella sua globalità dipende dal particolare funzionamento di quest’organo e dallo sviluppo e modificazioni che le sue reti neurali hanno nel tempo in funzione dell’ambiente, delle attività, del tipo di studio e di ‘allenamento’ e pratica musicale che affrontiamo. L’orecchio è quindi organo di percezione profonda, base e primo step per lo sviluppo delle abilità tecniche, coordinate neurologicamente dal cervello.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Vera Mazzotta Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2177 click dal 28/07/2009.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.