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Diritti umani fondamentali ed economia: il ruolo della nuova Pubblica Amministrazione

Informazioni tesi

  Autore: Domenico Callipo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Lucio Iannotta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 150

La tesi discussa dal dottor Callipo Domenico il 23/06/2006, nell’ambito del corso di laurea in Economia Aziendale, presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, dal titolo “Diritti Umani fondamentali ed Economia: il ruolo della nuova Pubblica Amministrazione”, dopo una breve introduzione riguardante l’Etica ed i due teoremi dell’Economia del Benessere, si sofferma sull’evoluzione dei diritti umani nel corso della storia, evidenziando, in particolare, le varie tappe necessarie per arrivare alla costituzione dei moderni Stati di Diritto, analizzando anche alcuni risvolti europei, nello specifico le problematiche scaturite in seguito alla possibilità di introdurre una Costituzione che rispecchiasse tutte le differente identità degli Stati membri dell’Unione.
La dissertazione prosegue esaminando il ruolo svolto dall’Economia Solidale, uno dei pochi strumenti in grado, attualmente, di consentire un’equa redistribuzione della ricchezza prodotta a livello mondiale, tramite alcuni interventi identificabili, sostanzialmente, nel Commercio Equo e Solidale, nella Finanza Etica e nel Consumo Responsabile o Critico, quest’ultimo, a sua volta, realizzabile grazie ad alcune azioni concrete come il Turismo Responsabile, il Riciclaggio e la Banca del Tempo.
Nella parte centrale del lavoro viene evidenziato il ruolo svolto dall’Etica sia nell’impresa che nella Pubblica Amministrazione, intesa come rispetto dei diritti umani, sia dal punto di vista di chi lavora per un’azienda pubblica o privata, sia di chi gestisce l’impresa medesima, tenendo presenti tutti i mezzi che permettono di verificare il rispetto delle regole, in particolare le norme di qualità ISO 9000 ed SA 8000 ed il Bilancio sociale ed ambientale, considerando che, oggi più che in passato, le aziende riescono ad ottenere consensi nella misura in cui rispettano i diritti ed, in buona sostanza, l’Etica.
Le Pubbliche Amministrazioni, poi, devono farsi carico delle istanze delle persone meno tutelate e, come viene sviscerato nel prosieguo del lavoro, impegnarsi affinché vengano rispettati tutta una serie di principi che spaziano dall’imparzialità al buon andamento, dalla legalità alla buona fede, evitando di incorrere in situazioni, per così dire, “scandalose”, nella quali, giustamente, l’interlocutore si pone un interrogativo molto specifico, cioè: “chi controlla chi?”.
Ciò avviene, forse, perché non si riesce a garantire realmente il rispetto dei diritti e delle poste in gioco, prendendo atto che, ormai, il cittadino dovrebbe essere in grado sempre più di interagire con la Pubblica Amministrazione, esercitando i suoi diritti tramite la cittadinanza attiva e la democrazia partecipata.
L’agente pubblico, dal canto suo, può ritenersi “nuovo” a partire dall’introduzione, nel sistema giuridico vigente, delle Autorità Amministrative Indipendenti e della Programmazione Negoziale (o Negoziata), tramite le quali il cittadino ha la facoltà di partecipare, con il suo personale contributo, alla gestione della “res” pubblica, grazie alla presentazione delle proprie istanze ai soggetti competenti senza attendere che piovano dei provvedimenti dall’alto, in un’ottica definibile come “pro-attiva”, basata sui criteri della ragionevolezza e della proporzionalità.
L’ultima parte della tesi è incentrata sul Codice Deontologico dei pubblici dipendenti, una sorta di regole ideali al cui il lavoratore del settore pubblico dovrebbe attenersi nel portare avanti le proprie attività, e sulle conclusioni e sulle riflessioni finali, tentando di fornire un possibile quadro di sviluppo sostenibile, in cui non siano intaccati i Diritti fondamentali della persona, ed offrendo delle soluzioni, più o meno facilmente praticabili, inerenti le problematiche trattate nel corso della dissertazione medesima.

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1.1. PREMESSA Il presente lavoro ha come obiettivo quello di offrire una panoramica generale in merito ad un argomento sempre più importante attualmente, ossia il possibile rapporto che può intercorrere tra l’economia ed i diritti umani fondamentali, due ambiti apparentemente inconciliabili che in realtà presentano dei forti elementi di congiunzione, analizzati nel prosieguo. E’ opportuno precisare sin da ora che l’economia non è soltanto una scienza che studia da secoli gli andamenti economici privati e pubblici, considerando entrambe le prospettive macro e micro economiche, ma anche uno strumento fondamentale nelle mani degli amministratori dei poteri pubblici per poter bilanciare situazioni altrimenti destinate a non portare sviluppo e progresso. Le scienze economiche potrebbero risalire addirittura, come loro prima manifestazione e citazione ufficiale, a due opere di Aristotele, l’”Etica a Nicomaco” e la “Politica”, però uno dei lavori più importanti in materia, di epoca sicuramente più moderna (risale in effetti al 1776), è “La ricerca sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni” di Adam Smith che teorizzò sia le modalità di crescita della ricchezza reale in ambito macroeconomico che il possibile equilibrio concorrenziale dell’individuo nel contesto microeconomico1. 1 R. Giannetti, breve scritto sull’Economia pubblicato su Internet, in cui si evidenziano la nascita e le principali fasi della storia economica fino ai nostri giorni, facendo riferimento anche ad altri autori. 6

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