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Letture psicanalitiche della narrativa di Tozzi

Il presente studio si propone di tracciare un bilancio delle indagini che la critica psicanalitica ha effettuato sui romanzi, sulle novelle e su alcune prose di Federigo Tozzi, delineando le tematiche ricorrenti e le principali questioni sviluppate dagli anni Sessanta fino a oggi. Il dibattito ha conosciuto momenti diversi, con opposizioni e collegamenti non sempre immediati, con letture che sono state abbandonate e poi riprese e che negli ultimi anni sono sfociate in analisi di tipo ideologico-religioso. Pertanto, in questa sede, si è provato a dare una sistemazione all'intricato percorso che la critica tozziana ha seguito a partire dall’innovativa lettura di Giacomo Debenedetti in chiave freudiana ed espressionista, proseguendo attraverso il dibattito degli anni Settanta sull'europeismo e l'antinaturalismo di Tozzi e la successiva negazione della lettura edipica degli anni Ottanta, fino alle recenti indagini critiche che tuttavia cercano ancora di stabilire se l'attenzione dell'autore senese per l'interiorità e per le zone recondite dell'animo umano sia il risultato di un’inclinazione scientifica o di una più intima e religiosa.

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INTRODUZIONE Ma se mi sono chiusi gli occhi e mi si comanda di tacere, tuttavia vedrò cose meravigliose e possenti dentro di me; perché io sono appagato delle mie canzoni. (F. Tozzi, Barche capovolte) Federigo Tozzi è uno di quegli scrittori che, dal punto di vista critico, rappresenta un caso ‘difficile’. Sebbene oggi la sua importanza sia ampiamente riconosciuta e il suo nome inserito tra quello di altri autori che hanno costruito in Italia il romanzo moderno (è ormai normale incontrare nei manuali di storia letteraria il trittico Tozzi-Pirandello-Svevo), in passato la situazione si presentava in modo molto diverso. A partire dagli anni Venti fino agli anni Sessanta la sua opera è stata sottoposta a letture spesso opposte e se alcuni studiosi lo consideravano uno scrittore legato al gusto lirico-autobiografico della «Voce», per altri, invece, egli rappresentava il nuovo edificatore del romanzo tradizionale di impianto realista. Solo a partire dagli anni Sessanta avviene la vera svolta nello studio di Tozzi, riscoperto come un autore che, sebbene vissuto entro i confini provinciali di Siena e della campagna circostante, si dimostra interessato a indagini di tipo scientifico-psicologico e di scavo delle zone inaccessibili dell'animo umano, dotando così i suoi personaggi di quella inettitudine alla vita e di quelle inquietudini esistenziali che altri grandi autori europei stavano ponendo sulla pagina in quegli stessi anni. Così, a partire dalle analisi di Debenedetti, la lettura critica della narrativa tozziana cambia rotta, addirittura viene rovesciata, sganciata dal filone realistico-sociale e riletta in chiave freudiana. Dopo la messa in luce della presenza del motivo onirico, dell'attenzione ai movimenti irrazionali della psiche, della tendenza destrutturante del racconto, del ribaltamento delle tradizionali gerarchie narrative e dei nessi temporali e causali, da quel momento in poi gli studiosi non potranno più tornare indietro a una lettura bozzettistica e naturalista della narrativa tozziana, ma proseguiranno verso esiti nuovi e verso l'apertura di ulteriori questioni critiche, alcune delle quali ancora non del tutto risolte. Il presente studio si propone di tracciare un quadro generale, un bilancio delle indagini che la critica psicanalitica ha effettuato sui romanzi, sulle novelle e su alcune prose di Federigo Tozzi, delineando le tematiche ricorrenti e le principali questioni sviluppate dagli anni Sessanta fino a oggi. Il dibattito ha conosciuto momenti diversi, con opposizioni o

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonella Catania Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5775 click dal 29/07/2009.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.