Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'intertestualità in Lost: forme di dialogismo in una serie tv di successo

Inserendosi in un ambito di studio ancora poco attento nei confronti di ricerche approfondite sulle serie televisive, che oramai a detta di molti esperti del settore hanno raggiunto standard qualitativi superiori addirittura a quelli visti recentemente al cinema, lo scopo di questo elaborato finale è scoprire, a partire dall’analisi delle più importanti teorie semiotiche sulla nozione di intertestualità e della loro applicazione nei prodotti audiovisivi, come e se si può creare un’opera audiovisiva narrativa di qualità (e perché no, di successo) basandosi su di una vasta attività combinatoria, che contempli svariati ambiti culturali. Cercheremo allora, tramite i molteplici esempi della sua immensa attività intertestuale e dialogica, di dimostrare se Lost, la serie televisiva di culto ideata da Damon Lindelof e J.J. Abrams nel 2004, faccia parte di questa cerchia di opere o meno. Proveremo a dimostrare se si tratta di puro gusto citazionistico-intellettuale, di semplice imitazione, di richiami ironici-allusivi o banalmente di influenze inconsce, frutto del background culturale degli stessi autori. Sempreché si possa parlare ancora di autore come ha suggerito in modo provocatorio Roland Barthes. Dalle sue analisi e dalle domande che altri studiosi si sono posti e sulle risposte che hanno provato a fornire sulla nozione di intertestualità, prende il via la nostra ricerca.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE Quando, nella speranza di trovare similitudini con un’opera che ci ha colpito, ci accorgiamo di ricercare ininterrottamente romanzi, film o serie tv che ce la ricordino in qualche modo o che con essa intrattengano un certo rapporto, allora viene da chiederci il perché avvenga un processo del genere. Inserendosi in un ambito di studio ancora poco attento nei confronti di ricerche approfondite sulle serie televisive, che oramai a detta di molti esperti del settore hanno raggiunto standard qualitativi superiori addirittura a quelli visti recentemente al cinema, lo scopo di questo elaborato finale è scoprire, a partire dall’analisi delle più importanti teorie semiotiche sulla nozione di intertestualità e della loro applicazione nei prodotti audiovisivi, come e se si può creare un’opera audiovisiva narrativa di qualità (e perché no, di successo) basandosi su di una vasta attività combinatoria, che contempli svariati ambiti culturali. Cercheremo allora, tramite i molteplici esempi della sua immensa attività intertestuale e dialogica, di dimostrare se Lost, la serie televisiva di culto ideata da Damon Lindelof e J.J. Abrams nel 2004, faccia parte di questa cerchia di opere o meno. Proveremo a dimostrare se si tratta di puro gusto citazionistico-intellettuale, di semplice imitazione, di richiami ironici-allusivi o banalmente di influenze inconsce, frutto del background culturale degli stessi autori. Sempreché si possa parlare ancora di autore come ha 5

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Andrea Belcastro Contatta »

Composta da 75 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4855 click dal 29/07/2009.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.