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Analisi dello strumento dell'asta competitiva applicato ai servizi pubblici locali

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Avanzi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Enrico Bracci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

IL SETTORE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI

Nozione di servizio pubblico

Nel corso del tempo il problema al quale si è cercato di trovare una soluzione è stato quello di dare precisa definizione al concetto di “pubblico servizio”. Si rende necessario individuare un profilo, per pubblico servizio, dal carattere definitorio poiché manca una definizione legislativa e ciò rende difficoltoso individuare l'ambito applicativo della disciplina speciale prevista dall’art 112 del TUEL ; la Costituzione all'art. 43, cita i servizi pubblici, ma non li definisce, e dunque, la nozione che viene generalmente associata ai servizi pubblici locali e' frutto essenzialmente dell'azione interpretativa di dottrina e di giurisprudenza.
Secondo la definizione classica di De Valles , il servizio pubblico è “un’attività imputabile direttamente o indirettamente allo Stato, volta a fornire prestazioni ai singoli cittadini”. Da questa definizione emerge con chiarezza che i servizi pubblici sono inseriti in un campo ben preciso e delimitato dell'attività' amministrativa, e la dottrina considerava che la prestazione di tali servizi dovesse essere rivolta alla totalità dei cittadini, “uti universi”. Questa interpretazione è stata generalmente denominata “teoria soggettiva” ; elemento identificativo di tale teoria è focalizzato sul fatto che il servizio viene erogato da un ente per motivi di pubblica utilità o di vantaggio collettivo, e quindi il profilo pubblico del servizio era individuato in quanto attività svolta dalla pubblica amministrazione, priva di connotazione autoritaria, di produzione di beni e servizi. Ma quando all'inizio del Novecento l'ordinamento legislativo viene stravolto con l'introduzione della legge n.103/1903 “legge sulle municipalizzazioni” inserendo il profilo economico del servizio pubblico si profila una seconda teoria, c.d. “teoria oggettiva”. Il fulcro del ragionamento si è progressivamente spostato dalla natura del soggetto che attende al servizio verso l’interesse perseguito dal servizio medesimo, fino a giungere alla visione odierna secondo la quale un servizio pubblico può essere esercitato anche da un soggetto privato. Data la rilevanza collettiva dell’interesse, la pubblica amministrazione ha il ruolo fondamentale di garantirne la soddisfazione, specificamente con le attività di vigilanza, programmazione e controllo del settore dei servizi pubblici. Infatti secondo tale teoria il servizio pubblico e' un'attività' equiparabile a quella imprenditoriale , pertanto, a prescindere dal soggetto effettivamente imputato a esercitarla, si intende un “servizio pubblico in quanto volto a realizzare un interesse pubblico”.
L'interpretazione assunta dalla Carta Costituzionale sembra essere a sostegno della teoria oggettiva, in quanto la norma (art. 41 Cost.) individua un sistema ad economia mista, nel quale l'iniziativa economica privata convive con la presenza dello “Stato imprenditore” e con una politica economica di coordinamento e di indirizzo. Nella fattispecie la norma prevede la possibilità per lo Stato di assoggettare l'attività', anche privata, a programmi e controlli per indirizzarla e coordinarla a fini sociali. Per quanto riguarda la gestione, l'art. 43 Cost., riserva esclusivamente allo Stato e agli Enti Locali la produzione e gestione delle attività economiche concernenti settori di vitale importanza per la società, e porta a constatare con evidenza che per avere un pubblico servizio non e' necessaria la gestione da parte dello Stato o di altro ente pubblico. E' indubbio, infatti, che i pubblici servizi possano essere gestiti anche da soggetti privati, tendenza sempre più diffusa negli ultimi anni, e quindi da questo punto di vista risulta essere veramente importante non la gestione, ma la titolarità del servizio pubblico. Non e' rilevante il carattere pubblico o privato di chi espleta il servizio, ma la titolarità del servizio in capo all'Amministrazione pubblica. Per quanto riguarda l'ordinamento interno nulla che faccia ricadere la scelta sull'una o sull'altra interpretazione e' stato individuato; forse perché, come si può intuire da quanto sopradetto l'una implica l'altra, arrivando a parlare di “servizio soggettivamente pubblico” anche se gestito da soggetti privati...ecc ecc

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3 Introduzione Il settore delle public utilities italiano negli ultimi anni ha subito radicali cambiamenti dovuti in primo luogo ai mutamenti del settore pubblico e secondariamente agli interventi da parte del legislatore per uniformarsi agli orientamenti stabiliti dalle norme comunitarie. La ratio della disciplina comunitaria è quella di favorire la liberalizzazione dei mercati e quindi promuovere la concorrenza all’interno degli stessi. In ragione di ciò, il settore pubblico, tutt’ora e nel corso degli ultimi anni, è stato oggetto di numerosi interventi per introdurre meccanismi concorrenziali soprattutto per quanto riguarda le procedure di affidamento dei servizi pubblici locali (SPL). In particolare l’intento delle numerose riforme del settore hanno riguardato soprattutto la ricerca della modalità migliore per aumentare la contendibilità del mercato; aspetto di fondamentale importanza poiché solo aumentando la contendibilità (quindi rendendo il mercato appetibile a nuovi operatori) si è in grado di raggiungere l’obiettivo prefissato, ovvero aumentare l’efficienza del mercato e di conseguenza aumentare i benefici per l’utenza, minimizzare i costi ed infine migliorare la qualità del servizio. Il primo capitolo analizza l’aspetto che riguarda il concetto stesso di servizio pubblico locale. In passato la nozione di pubblico servizio individuava l’attività imputabile direttamente o indirettamente allo Stato per la soddisfazione di un determinato bisogno della collettività. In seguito, quella che verrà chiamata “teoria oggettiva”, metterà in luce che non è importante stabilire il soggetto che attende al servizio, ma l’interesse perseguito dal servizio medesimo, e quindi sarà dimostrato come un servizio pubblico possa essere esercitato anche da un soggetto privato.

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