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I giudei nell'epistolario di Gregorio Magno

Nel mio lavoro di tesi ho preso in esame il Registrum Epistularum di Gregorio magno, fonte molto preziosa per i riferimenti ai giudei contenuti in esso e per le notizie che offre in riferimento all’epoca in cui fu composto, il VI secolo.
Ho scelto di analizzare il r.e. perché si inserisce nell’ambito di un vivace dibattito sul rapporto tra cristianesimo ed ebraismo,che ha suscitato negli ultimi ani un rinnovato interesse da parte di molto studiosi, che si sono dedicati, infatti, alla storia degli ebrei dai primi secoli del cristianesimo all’altomedioevo.
Nel corso dei secoli sono state scritte numerose opere da parte cristiana contro i giudei. Vi è infatti un nutrito filone della letteratura adversus iudaeos. Si tratta di una produzione molto consistente, a volte con opere incentrate interamente contro i giudei, a volte sono opere che contengono riferimenti occasionali agli ebrei.
Molto ampia è anche la bibliografia scientifica, in riferimento soprattutto al rapporto tra l’antigiudaismo del primo cristianesimo e la formazione della stessa indentità cristiana e nuove risultanza sono derivate dai più recenti studi. Anche se le testimonianze del passato, come Juster, Simon, Blumenkranz, Williams, sono un punto di riferimento obbligato, nuovi studi si stanno compiendo negli ultimi anni per comprendere più a fondo le motivazioni della polemica plurisecolare tra giudei e cristiani. È stata evidenziata una evoluzione nei temi e nelle forme della polemica antigiudaica: sino al III secolo prevalse il genere apologetico, per difendere la fede cristiana da eventuali attacchi esterni; tra III e IV secolo si scrisse soprattutto per dimostrare la fede cristiana; in seguito, si diffusero opere d invettiva contro l’ostinazione e la durezza di cuore degli ebrei. Anche la tradizione pagana, inoltre, ha veicolato diverse accuse nei confronti degli ebrei, definiti ad esempio barbari, inassimilabili in senso culturale e politico all’interno dell’impero; le altre accuse erano di odio dell’umanità, credulità, proselitismo aggressivo. Gli stessi Romani guardarono agli ebrei come a un popolo lontano dallo spirito romano, sebbene all’interno del loro impero concedessero larga libertà di culto e non dessero grande importanza ai costumi delle etnie vinte. Ma in questo caso, alcune pratiche giudaiche, come la circoncisione, erano considerate segno di diversità, di inferiorità. Se nella prima controversia teologica la separazione tra i due ambiti fu teorica ( i due gruppi si trovavano infatti in condizioni di minoranza nella società del tempo), con il prevalere del cristianesimo( nel IV secolo, con la politica dell’imperatore costantino) sul piano politico, il contrasto si connotò diversamente, più concretamente a livello etico, psicologico, culturale e si rafforzò con il sostegno della pratica legislativa. È nel IV secolo, soprattutto nel V secolo, che i toni contro i giudei si fanno sempre più aspri. Con l’imperatore Teodosio II vennero emanate leggi antiebraiche, riprese poi da giustiniano: si vietò agli ebrei di accedere ad ogni carica pubblica, di fare proselitismo, di costruire nuove sinagoghe o di abbellire quelle esistenti. G. proibì la stessi esegesi rabbinica nel 548, colpendo gli ebrei nei loro diritti religiosi.
Oggetto del mio lavoro di tesi nello specifico è il R.E. perché le epistole analizzate, 24 in tutto delle 814 lettere che compongono il corpus del R.E. distribuito in 14 libri, scritti negli anni del pontificato di G.M. (590-604) hanno fornito indizi per ricostruire la storia degli ebrei nell’ Occidente cristiano, tra antichità e medioevo; inoltre alcune lettere hanno permesso una conoscenza più approfondita della comunità ebraiche, in particolare dei gruppi più consistenti, come Napoli o la Sicilia. Sono emersi in primo luogo: il pensiero teologico del pontefice e il vissuto quotidiano delle comunità cui il pontefice ha inviato le epistole. Gli altri punti spunto di riflessione emersi dalle epistole sono: le pratiche cultuali, religiose ebraiche, che hanno portato spesso a forme di commistione tra i due gruppi religiosi…è emerso infatti come i cristiani si lasciassero trascinare dalle osservanze ebraiche ( commistione fra dottrina cristiana e osservanza giudaiche) come la circoncisione, l’osservanza del sabato, l’astensione dalle carni di animali impuri, interpretando alla lettera e non spiritualmente i dettami biblici dell’antico testamento, scrittura in comune ai due gruppi.

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Introduzione. Negli ultimi anni il rapporto tra cristianesimo ed ebraismo ha suscitato un rinnovato interesse da parte di molti studiosi, che si sono dedicati alla storia degli ebrei dai primi secoli all’ altomedioevo sino ai giorni attuali. La polemica plurisecolare tra giudei e cristiani si presenta in graduale evoluzione nei toni e nelle tematiche affrontate dai diversi storici. Sin dai primi secoli del cristianesimo, il rapporto tra le due religioni si rivelò non facile. Gesù, ebreo ed educato nell’ osservanza della Legge di Mosè, svolse il suo ministero in terra ebraica, ma per l’originalità e straordinarietà della sua azione religiosa, per la sua “pretesa” di essere il Messia, Figlio di Dio, fu avversato dalla maggioranza dei Capi del Sinedrio e fatto condannare alla crocifissione. Dopo la morte e la risurrezione di Gesù cominciò il movimento di conversioni alla nuova fede, proprio nella città-capitale Gerusalemme, come testimoniano gli Atti degli Apostoli. Le prime comunità cristiane si diffusero anzitutto fra gli ebrei, raggruppati intorno a 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cristina Spaziani Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

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