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L'imparzialità del giudice

La tesi si articola in tre capitoli facenti capo ciascuno al Diritto Costituzionale (ove si definisce l'imparzialità del giudice), al Diritto Processuale Penale (ove, invece, si approfondisce il tema della rimessione del processo quale strumento inteso a tutelare la terzietà del giudice nel processo, e gli istituti dell'incompatibilità, dell'astensione e della ricusazione), e al Diritto Amministrativo (ove, infine, si analizza la imparzialità del giudice amministrativo e la particolare posizione del Consiglio di Stato avente doppia funzione, giurisdizionale e consultiva).

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9 PREMESSA L’imparzialità del giudice non è soltanto un’esigenza connessa alla corretta amministrazione della giustizia, ma forma oggetto di un diritto del cittadino. Le più importanti fonti internazionali annoverano ex professo l’imparzialità quale indefettibile caratteristica del giudice: alla garanzia dell’indipendent and impartial tribunal fanno riferimento l’art. 10 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948), l’art. 14 § 1 del Patto internazionale sui diritti civili e politici (1966) e il fondamentale art. 6 § 1 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 14 novembre 1950 e resa esecutiva in Italia con legge 848 del 1955, secondo cui «Ogni persona ha diritto che la sua causa sia esaminata giustamente, pubblicamente e in un tempo ragionevole, da un Tribunale indipendente ed imparziale, istituito per legge, che deciderà sia sulle contestazioni dei suoi diritti, ed obblighi di carattere civile, sia sul fondamento di ogni accusa in materia penale elevata contro di lei». L’esplicita allusione all’imparzialità del giudice mancava, invece, come suono linguistico nell’assetto originario della Carta costituzionale del 1948. Infatti, solo a seguito della l. cost. 23 novembre 1999, n. 2, volta «all’inserimento dei principi del giusto processo nell’art. 111 della Costituzione» ha trovato posto nella Carta fondamentale italiana la inedita affermazione secondo cui ogni processo «si svolge nel contraddittorio tra le parti, davanti a un giudice terzo ed imparziale».

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Ernesta Di Vita Contatta »

Composta da 110 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.