Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Lucciola: profondità d'esperienza e storia di un'esistenza - Sondaggi linguistici in una rivista manoscritta femminile

Si tenterà di mettere in luce la figura di Lina Caico che, nell’assolato borgo siciliano di Montedoro in provincia di Caltanissetta, con la sua abilità e la sua passione diede l’avvio a un’impresa giornalistica manoscritta che per ben quindici anni, dal 1909 al 1926, percorse tutto il territorio nazionale, in un coraggioso quanto infaticabile andirivieni postale dei fascicoli mensili.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione L’analisi della specificità femminile, come si è concretizzata nelle elaborazioni teoriche del neofemminismo, la presa di coscienza del ruolo subalterno assegnato alla donna nella storia sono motivazioni che giustificano la rilettura di testi in cui si possono rintracciare in quanto si evidenziano più nettamente gli elementi che permettono di riconoscere la “separazione” tra scrittura tra maschile e scrittura femminile, non causa ma risultato di lunghi secoli di emarginazione. Nella tradizione culturale italiana non c’è stata una donna come Dante, come Leonardo da Vinci o Galileo. Questa osservazione di estrema complessità porta a riflessioni non certo univoche, ma che sommate l’una all’altra, rivelano cesure, divieti, dimenticanze; proprio da qui nasce la curiosità, anzi l’esigenza, di andare a scoprire quell’indaffarato e fecondo mondo della scrittura femminile per troppo tempo confinato dietro le quinte. Davanti a una tradizione di pensiero e di scrittura di stampo essenzialmente maschile, innegabile è il dato relativo all’assenza di figure femminili. Questo potrebbe indurre a pensare che le donne, fino a tempi recenti, non avessero scritto affatto o al massimo che avessero scritto, salvo rarissime eccezioni, per sé, relegate ai margini della cultura, lontane, perché discriminate, dal mondo della scrittura letteraria. Questa assenza – troppo evidente per essere reale – porta erroneamente a credere che la donna in passato non sapesse esprimersi se non attraverso “forme di silenzio”. A tal proposito, infatti, Marina Zancan, nel volume eloquentemente intitolato Il doppio 1

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina Lizzio Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 528 click dal 03/09/2009.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.