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Il trattamento fiscale degli ammortamenti

Trattamento ed evoluzione della disciplina degli ammortamenti fiscali

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3 IL TRATTAMENTO FISCALE DEGLI AMMORTAMENTI Scopo del presente lavoro è quello di delineare il trattamento fiscale degli ammortamenti con particolare riferimento alle differenze tra la normativa civilistica e quella fiscale. L’individuazione di queste differenze verrà poi analizzata criticamente alla luce della legge delega (825/1971) che ha enucleato i cardini della riforma del 1973 le cui linee portanti sono tuttora alla base dell’attuale normativa tributaria. In particolare l’art.2 della predetta Legge delega al punto 16) prescriveva la “determinazione dei redditi derivanti dall’esercizio di imprese commerciali secondo criteri di adeguamento del reddito imponibile a quello calcolato secondo principi di competenza economica, tenuto conto delle esigenze di efficienza, rafforzamento e razionalizzazione dell’apparato produttivo”. Pertanto la valutazione della normativa in tema di ammortamenti verrà svolta in termini di aderenza a questi obiettivi di avvicinamento del reddito imponibile al risultato civilistico e di rafforzamento del sistema impresa. 1. L’AMMORTAMENTO DEI BENI MATERIALI (ART.102 dpr 917/86) La prima considerazione che sorge spontanea analizzando i testi legislativi che si sono succeduti in tema di ammortamenti dei beni materiali a partire dalla riforma del 1974 è l’estrema variabilità delle disposizioni di legge. Analizzando l’articolo in rassegna, possiamo notare come dalla prima versione del 1974 (art.68 del DPR 597/73) a quella attuale si sono susseguiti ben 28 cambiamenti della normativa. Osservando le date delle modifiche al testo operate dal legislatore, ci si può rendere conto come esista un primo periodo caratterizzato da una stabilità della disciplina, con una sola modifica (1980), tra il 1974 e il 1988. A partire dal 1988, in corrispondenza con l’entrata in vigore del TU IIDD, il testo è stato modificato molto frequentemente (26 volte in 20 anni), con modifiche che addirittura sono rimaste in vigore un giorno solamente ( la ventitreesima versione è rimasta in vigore solamente il 2 dicembre 2005). Una seconda considerazione di carattere generale è costituita dal timing di queste modifiche: la consuetudine del legislatore è quella di modificare le norme in corso d’anno

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Casati Contatta »

Composta da 24 pagine.

 

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