Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Raccomandazioni per la prevenzione delle infezioni associate a dispositivi intravascolari

Le infezioni ospedaliere costituiscono una realtà che ciascun operatore affronta nella propria pratica quotidiana all’interno dell’istituzione sanitaria sia che questa si esplichi nell’assistenza a diretto contatto con il paziente sia che si realizzi nei servizi diagnostici, ausiliari, amministrativi o dirigenziali.
L’assistenza infermieristica, come esplicato dal Profilo Professionale emanato con il decreto n°739 del 1994, è preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa ed è di natura tecnica, relazionale ed educativa. All’interno di questo contesto l’Infermiere svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione delle infezioni ospedaliere.
Le Infezioni Ospedaliere correlate ai dispositivi intravascolari rappresentano un
problema di attuale e notevole importanza. L’infermiere professionista deve concorrere nel limitare l’insorgere delle infezioni e nel mantenimento di una buona qualità di vita.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 1.1 Le infezioni ospedaliere e i cateteri intravasali Le infezioni associate ai dispositivi intravascolari rientrano nel grande capitolo delle infezioni ospedaliere. Le infezioni ospedaliere (IO) sono infezioni che insorgono durante il ricovero in ospedale o, in altri casi, dopo che il paziente è stato dimesso e che non erano manifeste clinicamente, né in incubazione al momento della dimissione. Le fonti di microrganismi che possono dare luogo a IO sono numerose: le strutture stesse, i sistemi di ventilazione e aerazione, i flussi di acqua, il trattamento dei tessuti e dei campioni di laboratorio, il contatto con animali, l’igiene del personale e dell’ambiente, le pratiche chirurgiche e gli ausili invasivi (ad esempio cateteri e valvole), l’uso scorretto di antibiotici che possono generare resistenze. Le infezioni possono essere sostenute da diverse specie di microrganismi:  Protozoi: organismi unicellulari eucarioti, con struttura cellulare simile a quella degli animali superiori; possono sovente presentare più nuclei in una stessa cellula e sono in grado di introdurre al loro interno particelle di grosse dimensioni mediante il meccanismo della fagocitosi. Alcuni di loro possiedono la capacità di formare cisti o spore, con il significato di stadi duraturi adatti alla sopravvivenza in ambienti sfavorevoli;  Miceti: organismi eucarioti, spesso organizzati in strutture pluricellulari che possono raggiungere dimensioni notevoli;  Batteri; organismi unicellulari procarioti, con dimensioni nell’ordine del micron, si moltiplicano rapidamente e sono sensibili agli antibiotici. Possono essere presenti in forma vegetativa, dove il batterio è metabolicamente attivo e si riproduce ed in forma sporigena dove, in condizioni ambientali difficili, il batterio riduce al minimo il metabolismo e cessa la riproduzione. La spora è molto resistente all’ambiente e ai vari sistemi di disinfezione e, se le condizioni diventano più favorevoli, essa origina nuovamente la forma vegetativa.

Diploma di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Antonella Prostamo Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5823 click dal 27/08/2009.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.