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Meritocrazia e valutazione nella Pubblica Amministrazione

Informazioni tesi

  Autore: Aldo Santalco
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Gabriele Gabrielli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

Con questo elaborato ci si vuole soffermare su una tematica sempre più a cuore ai cittadini e ultimamente di interesse anche da parte delle istituzioni: la meritocrazia. Quest’ultima, intesa come quella pluralità di principi che mirano alla valorizzazione del merito, a prescindere: dalla propria posizione sociale, dal proprio reddito, dall’appartenenza a una casta o un partito politico e da diversità di razza, lingua o religione. Meritocrazia intesa quindi non soltanto nell’ottica di premiare i migliori, ma anche come un importante leva per raggiungere una maggiore mobilità sociale, una minore disuguaglianza sociale, e più in generale un livello più efficiente del nostro Paese. Dopo aver analizzato quindi la presenza o l’assenza di meritocrazia nel nostro Paese, si affronterà il tema della giustizia organizzativa, quale elemento di equità e quindi di meritocrazia all’interno delle organizzazioni. Verranno posti all’attenzione numerosi studi e ricerche che hanno evidenziato un forte legame tra la presenza di un contesto organizzativo meritocratico e di politiche eque e l’adozione da parte dei dipendenti di comportamenti virtuosi per l’organizzazione. La giustizia organizzativa ha impatto sul clima aziendale, rendendo la popolazione aziendale maggiormente motivata, incentivata, riuscendo così a convogliare gli sforzi di tutti verso il perseguimento delle strategie organizzative.
In seguito verranno messi in luce alcuni strumenti di valorizzazione del merito nelle organizzazioni, attraverso casi concreti che mostrano come queste si muovano per premiare il merito e valorizzare i migliori.
Verrà quindi individuato un valido ed efficace strumento che possa introdurre la meritocrazia e possa fungere inoltre da incentivo e stimolo per tendere ad una maggiore efficienza organizzativa. Verranno analizzate le tre dimensioni oggetto di valutazione: posizione, persona e prestazione, soffermandoci in particolare su quest’ultima. Ritenendo infatti fondamentale un orientamento delle organizzazioni e delle valutazioni stesse sulle performance prodotte e i risultati effettivamente raggiunti.
Infine si procederà ad un’accurata analisi della situazione della Pubblica Amministrazione in relazione al tema di studio. La P.A. è sempre stata vista come un contesto storicamente poco propenso verso elementi di meritocrazia, soffermandosi piuttosto sull’amministrazione del bene comune. Si è ritenuto quindi questo contesto, quello che più necessita di un’iniezione di merito, e tra le tante azioni che possono essere intraprese e tra gli strumenti possibili da adottare, si è scelto il sistema di valutazione. Si sono quindi evidenziati tutti i riferimenti normativi che hanno introdotto il tema della valutazione all’interno della P.A. e soprattutto di come questi abbiano maggiormente considerato la componente a carattere contrattuale, prestando meno attenzione alla componente organizzativa. Pluralità di norme che hanno solo appesantito e complicato delle procedure, spingendo il management pubblico a soffermarsi più sul rispetto di questo che sui fini ultimi del sistema di valutazione. Sono stati però messi in luce anche alcuni passi avanti in questa direzione, come il cosiddetto “Decreto Brunetta” o la stessa iniziativa “Mettiamoci la faccia”, volte a conferire maggiore trasparenza ed oggettività alla valutazione, soffermarsi sulla customer satisfaction dei cittadini e portare a galla quegli esempi di buona amministrazione e di merito premiato. Valutare nella P.A. e premiare i migliori è possibile, è necessaria però la volontà di tutti e la determinazione a superare quelle vecchie ideologie che per troppo tempo hanno visto questo contesto, come una pesante macchina burocratica che rallentava il Paese ed incideva enormemente sul Bilancio dello Stato.

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3 1. Introduzione Con questo elaborato ci si vuole soffermare su una tematica sempre più a cuore ai cittadini e ultimamente di interesse anche da parte delle istituzioni: la meritocrazia. Quest’ultima, intesa come quella pluralità di principi che mirano alla valorizzazione del merito, a prescindere: dalla propria posizione sociale, dal proprio reddito, dall’appartenenza a una casta o un partito politico e da diversità di razza, lingua o religione. Meritocrazia intesa quindi non soltanto nell’ottica di premiare i migliori, ma anche come un importante leva per raggiungere una maggiore mobilità sociale, una minore disuguaglianza sociale, e più in generale un livello più efficiente del nostro Paese. Dopo aver analizzato quindi la presenza o l’assenza di meritocrazia nel nostro Paese, si affronterà il tema della giustizia organizzativa, quale elemento di equità e quindi di meritocrazia all’interno delle organizzazioni. Verranno posti all’attenzione numerosi studi e ricerche che hanno evidenziato un forte legame tra la presenza di un contesto organizzativo meritocratico e di politiche eque e l’adozione da parte dei dipendenti di comportamenti virtuosi per l’organizzazione. La giustizia organizzativa ha impatto sul clima aziendale, rendendo la popolazione aziendale maggiormente motivata, incentivata, riuscendo così a convogliare gli sforzi di tutti verso il perseguimento delle strategie organizzative.

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