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Neurobiologia dell'amore

L'amore è un'esperienza universale complessa e per alcuni aspetti ambigua, tuttavia le ultime ricerche scientifiche hanno svelato alcuni misteri riguardo le sue caratteristiche biologiche, psicologiche e culturali. Nella tesi vengono illustrate le tematiche relative ai processi neurobiologici e evolutivi che lo riguardano. L'amore si sviluppa a partire dall'attrazione che, a livello soggettivo, si estrinseca come innamoramento, seguito dall'attaccamento.

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Importanza del controllo olfattivo nel comportamento sessuale Nell'uomo sono stati individuati almeno due feromoni: uno derivato dal testosterone, il 4,16-androstadien-3-one denominato (AND), e uno steroide simile agli estrogeni, l'estra-1,3,5(10),16-tetraen-3-lo ossia (EST). Il primo si trova principalmente nel sudore e quindi sull'epidermide dell'uomo, il secondo invece nei secreti vaginali delle donne. Nell'uomo e negli altri mammiferi, ovviamente questo segnale viene captato con modalità diverse rispetto agli insetti, infatti è noto a tutti che la percezione degli odori è mediata da un sistema neuronale che ha la sua origine nel naso. Nella parte interna del naso è presente l’epitelio olfattivo, composto da una moltitudine di cellule neuronali (recettori), ognuna delle quali risponde a specifiche sostanze volatili, trasformando un segnale chimico (concentrazione e composizione di una sostanza odorosa) in un segnale elettrico. Questo segnale elettrico viaggia lungo il primo nervo cranico e, dopo essere stato analizzato in alcune stazioni intermedie, giunge alla corteccia cerebrale ed evoca la percezione conscia degli odori che ci è ,così, familiare. Questo sistema può essere usato sia per la ricerca del cibo o l’esplorazione dell’ambiente, sia per la comunicazione tra individui della stessa specie. In alcune specie infatti il riconoscimento individuale è principalmente olfattivo. Esiste però un sistema olfattivo parallelo, che prende il nome di sistema olfattivo accessorio, e origina da una struttura detta organo vomero-nasale. Nei mammiferi questo organo ha uno sviluppo variabile: è ben sviluppato nei roditori e nei carnivori, mentre è ridotto nei primati e nell'uomo. Sin dal 1703 il medico olandese Frederic Ruysch osservò le aperture dell'organo vomero-nasale nell'uomo all'interno delle cavità nasali, scoprendo che non sono ben visibili in tutti gli individui; Tuttavia osservazioni più recenti indicano che le aperture sono ben visibili solo nel 25/30% degli individui, mentre negli altri regredirebbero prima della nascita. La funzionalità di questo organo nell'uomo è pertanto dibattuta, in quanto ancora non è stata dimostrata alcuna connessione nervosa tra l'organo vomero-nasale e l'encefalo. A favore degli uomini sono però invece l'espressione di geni codificanti per i recettori vomero-nasali nella cavità nasale e l'effetto fisiologico dei feromoni. Struttura dell'organo vomero-nasale L'organo vomero-nasale, è organizzato in una coppia di diverticoli della parete ventromediale delle cavità nasali ai lati della base del setto nasale. Nei mammiferi ha una forma cilindrica allungata e decorre parallelamente al setto. In sezione trasversale si distinguono un epitelio sensoriale, un epitelio non-sensoriale e un lume. Il lume dell'organo, pieno di un fluido mucoso, è ricco di proteine, può prendere contatto con le cavità nasali, o buccali, o entrambi attraverso i canali naso-palatini. Il lume può espandersi e contrarsi grazie all'organizzazione circolatoria locale. Tali contrazioni producono un pompaggio attivo di fluidi orali e nasali, nei quali sono stati captati i feromoni, all'interno dell'organo. Questo fenomeno è evidente in cani, capre e cavalli perché è accompagnato da una mimica facciale che prende il nome di Flehmen. Nell'epitelio sensoriale sono contenuti i neuroni vomero-nasali, tipici neuroni bipolari con un soma che separa un assone dal dendrite. Il dendrite termine nel knob, o rigonfiamento, con i microvilli liberamente fluttuanti nel fluido mucoso del lume. La membrana dei microvilli contiene le proteine recettrici per i feromoni. Gli assoni dei neuroni vomero-nasali formano il nervo vomero-nasale che proietta al bulbo olfattivo accessorio (AOB). Questo occupa la posizione dorsoposteriore del bulbo olfattivo principale. Il segnale originato dall'attivazione dell'organo vomero- nasale giunge al sistema limbico. In particolare, le proiezioni sono dirette all'amigdala mediale e posteriore (MeA e

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Tiziana Frittella Contatta »

Composta da 45 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.