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Etica dei trapianti d'organo

La possibilità tecnica di trapiantare organi e di permettere a tante persone malate di continuare a vivere in modo quasi del tutto normale è diventata ormai una pratica quotidiana grazie al progresso della medicina moderna. La trapiantologia non solo è un risorsa, riconosciuta dalla scienza, dalle religioni, dalla società, ma soprattutto è anche un’opportunità, infatti rappresenta una nuova forma di amore, di altruismo. La tematica dei trapianti ha messo in moto un significativo dibattito sui valori fondamentali dell’esistenza umana: il senso della donazione e della visione della propria vita come dono; il senso della compassione e quindi dell’attenzione ai problemi degli altri.
Anche se oggi può sembrare scontato parlare liceità etica dei trapianti d’organo, vi sono ancora remore e perplessità non tanto su un piano di principio quanto su quello delle applicazioni operative. Nascono i timori su possibili abusi, traffico di organi di bambini e adulti; una posizione sacrale nei confronti del cadavere del proprio congiunto, credendo che si viene meno al rispetto dovuto favorendo il prelievo degli organi.
Il problema più drammatico del trapianto d’organo rimane comunque lo scarso reperimento di organi, che limita l’attività e la diffusione dei Centri di Trapianto.
In questo contesto, la professionalità dell’infermiere, in possesso di conoscenze specifiche, capacità di relazionali e competenze organizzative, diventa una fonte d’utilità, di un “lavorare insieme” con altri operatori sanitari, per salvare l’uomo e migliorare la qualità di vita di molti pazienti e creare una «cultura della solidarietà ».

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1 INTRODUZIONE La possibilità tecnica di trapiantare organi e di permettere a tante persone malate di continuare a vivere in modo quasi del tutto normale è diventata ormai una pratica quotidiana grazie al progresso della medicina moderna. La trapiantologia non solo è un risorsa, riconosciuta dalla scienza, dalle religioni, dalla società, ma soprattutto è anche un’opportunità, infatti rappresenta una nuova forma di amore, di altruismo. La tematica dei trapianti ha messo in moto un significativo dibattito sui valori fondamentali dell’esistenza umana: il senso della donazione e della visione della propria vita come dono; il senso della compassione e quindi dell’attenzione ai problemi degli altri. Anche se oggi può sembrare scontato parlare liceità etica dei trapianti d’organo, vi sono ancora remore e perplessità non tanto su un piano di principio quanto su quello delle applicazioni operative. Nascono i timori su possibili abusi, traffico di organi di bambini e adulti; una posizione sacrale nei confronti del cadavere del proprio congiunto, credendo che si viene meno al rispetto dovuto favorendo il prelievo degli organi. Il problema più drammatico del trapianto d’organo rimane comunque lo scarso reperimento di organi, che limita l’attività e la diffusione dei Centri di Trapianto. In questo contesto, la professionalità dell’infermiere, in possesso di conoscenze specifiche, capacità di relazionali e competenze organizzative, diventa una fonte d’utilità, di un “lavorare insieme” con altri operatori sanitari, per salvare l’uomo e migliorare la qualità di vita di molti pazienti e creare una «cultura della solidarietà ». Anche il Codice deontologico dell’infermiere, trattando del tema dell’attività di trapianto, sottentende il possesso da parte dell’infermiere di queste capacità:

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Mara Tesio Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9097 click dal 01/09/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.