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Il monologo di Molly e la sua traduzione italiana

L'obiettivo della presente tesi è analizzare la traduzione italiana svolta da Giulio de Angelis del monologo di Molly che conclude l'Ulisse di James Joyce.
Nell'ambito di questa analisi vengono presi in esame il lessico e la grammatica dell'opera di Joyce per poi essere confrontati con il lessico e la grammatica utilizzati dal traduttore al fine di permettere al lettore italiano la comprensione di tale opera.
Questo permette di evidenziare come a volte il traduttore sia stato costretto a fare scelte che si allontanano dal testo originale. La particolare complessità del monologo, infatti, e alcune sui caratteristiche peculiari, rendono molto difficile la realizzazione di una traduzione che riesca a rispettare fedelmente lo stile di James Joyce.
Attraverso l'esame approfondito delle caratteristiche del testo di partenza e di quello di arrivo si è cercato di individuare le ragioni che hanno spinto de Angelis a effettuare determinate scelte e a optare per un preciso metodo traduttivo.

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4                                                             INTRODUZIONE Il flusso di coscienza è una delle tecniche espressive più innovative introdotte nell’ultimo secolo; questo termine fu utilizzato per la prima volta in un testo narrativo dallo psicologo William James 1 nel 1890. Influenzato da Freud e dalla “scrittura automatica” teorizzata e praticata dai surrealisti, questo metodo consiste in un tumultuoso e disordinato fluire di contenuti mentali espressi in modo immediato e continuo. Anche se la tecnica fu introdotta per la prima volta dallo scrittore francese Edouard Dujardin nel romanzo breve Les lauriers sont coupés (I lauri senza fronde), gli autori che l’hanno portato al suo massimo livello sono Dorothy Richardson, William Faulkner, e in particolar modo James Joyce e Virginia Woolf. L’esempio più celebre e valido di flusso di coscienza è forse il monologo di Molly Bloom con cui si chiude l’Ulisse di James Joyce. Il testo è stato oggetto di analisi e discussione da parte di molti studiosi di diversi campi scientifici che l’hanno esaminato dai loro rispettivi punti di vista, spesso fissando l’attenzione sulla psicologia del personaggio, ma pochi sono quelli che hanno analizzato il modo in cui questa tecnica espressiva è stata (o potrebbe essere) resa in altre lingue; uno di questi è Edwin R. Steinberg, che afferma, interessante concetto, che alcune lingue degli indiani d’America sarebbero più portate a esprimere il flusso di coscienza rispetto a quelle indoeuropee (includendo nel gruppo anche l’inglese), perché “nella loro grammatica ci sembra che tutte le parole siano verbi 2 ” o, detto altrimenti, come sostiene Benjamin Lee Whorf perché “i distinti termini non sono così distinti come in inglese ma fluiscono assieme in plastiche creazioni sintetiche” 3 . Nel primo capitolo di questo studio mi occuperò dell’analisi del flusso di coscienza di Molly soprattutto dal punto di vista linguistico, cercando di evidenziare i principali espedienti utilizzati da Joyce nel monologo. Nel secondo capitolo analizzerò la traduzione italiana del passo succitato per determinare se e come il traduttore Giulio de Angelis ha reso gli espedienti linguistici contenuti nel testo di Joyce. 1 Nella sua opera The Principles of Pshychology (Henry Holt, New York, 1890), I, 239. 2 E.R. Steinberg, The Stream of Consciousness and Beyond in Ulysses (University of Pittsburg Press, London 1958, 1973), p 21, riferendosi in particolare alla lingua parlata dai Nootka, un popolo che vive nell’Isola di Vancouver. 3 B.L. Whorf, “Language and Logic” (ristampanto a partire dalla Technology Review 43 (1941): 250), in Language, Thought, and Reality, ed. John B. Carroll (Technology press of M.I.T., New York 1956), pp. 240, 241, 242, come citato da E.R. Steinberg, ibidem.

Traduzione

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Traduttore: Annamaria Martinolli Contatta »

Composta da 26 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 35475 click dal 01/09/2009.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.