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Credito e impresa artigiana

Il mio lavoro di tesi, partendo dai dati della Banca d’Italia sulla stretta creditizia in atto a livello nazionale, ha voluto focalizzare la situazione delle imprese artigiane trevigiane sia sotto il profilo di esposizione creditizia, sia sotto quello delle modalità di pagamento utilizzate. Nel primo capitolo ho infatti analizzato i risultati, aggiornati al gennaio 2009, dell’indagine della Banca d’Italia condotta sulla base delle risposte date dalle 8 principali banche italiane; ho poi proseguito analizzando i dati del Rapporto ArtigianCassa riguardanti il livello di credito e la ricchezza finanziaria delle imprese artigiane esistente fino al 2006. Per capire poi se le imprese artigiane trevigiane percepissero effettivamente una maggior difficoltà nell’accedere al credito bancario e per capire in che misura fossero colpite dal calo generale della domanda tramutato in calo degli ordinativi, ho proceduto intervistando personalmente i titolari di 20 imprese artigiane del circondario trevigiano. Nel secondo capitolo ho quindi analizzato i punti di forza emersi dai colloqui con i numerosi imprenditori che, a mio parere, stanno permettendo ad alcune imprese di risentire meno della restrizione creditizia e della crisi causata dal calo generale della domanda: le imprese che meglio stanno vivendo questa congiuntura economica generalmente sfavorevole sono, infatti, in possesso di particolari caratteristiche oggetto di riflessione nel mio lavoro. Nel terzo capitolo ho infine affrontato il rapporto esistente tra il mondo dell’artigianato e gli strumenti di pagamento, giungendo alla conclusione che il comparto artigianale è una realtà in cui il fenomeno della cashless society trova una sua dimensione naturale: le transazioni in denaro contante infatti, avvengono in casi eccezionali e sono comunque di importo irrilevante. Il settore artigianale edile e manifatturiero assumono dunque le caratteristiche, per quanto riguarda le modalità di pagamento, del settore industriale. Diversa è invece la considerazione da farsi per quanto riguarda il settore dei servizi alla persona in cui le transazioni avvengono in denaro contante e anzi, questa è da preferirsi agli strumenti di pagamento alternativi come la carta di credito per motivazioni legate ai costi di commissione.

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Premessa Il mio lavoro di tesi, partendo dai dati della Banca d’Italia sulla stretta creditizia in atto a livello nazionale, ha voluto focalizzare la situazione delle imprese artigiane trevigiane sia sotto il profilo di esposizione creditizia, sia sotto quello delle modalità di pagamento utilizzate. Nel primo capitolo ho infatti analizzato i risultati, aggiornati al gennaio 2009, dell’indagine della Banca d’Italia condotta sulla base delle risposte date dalle 8 principali banche italiane; ho poi proseguito analizzando i dati del Rapporto ArtigianCassa riguardanti il livello di credito e la ricchezza finanziaria delle imprese artigiane esistente fino al 2006. Per capire poi se le imprese artigiane trevigiane percepissero effettivamente una maggior difficoltà nell’accedere al credito bancario e per capire in che misura fossero colpite dal calo generale della domanda tramutato in calo degli ordinativi, ho proceduto intervistando personalmente i titolari di 20 imprese artigiane del circondario trevigiano. Nel secondo capitolo ho quindi analizzato i punti di forza emersi dai colloqui con i numerosi imprenditori che, a mio parere, stanno permettendo ad alcune imprese di risentire meno della restrizione creditizia e della crisi causata dal calo generale della domanda: le imprese che meglio stanno vivendo questa congiuntura economica generalmente sfavorevole sono, infatti, in possesso di particolari caratteristiche oggetto di riflessione nel mio lavoro. Nel terzo capitolo ho infine affrontato il rapporto esistente tra il mondo dell’artigianato e gli strumenti di pagamento, giungendo alla conclusione che il comparto artigianale è una realtà in cui il fenomeno della cashless society trova una sua dimensione naturale: le transazioni in denaro contante infatti, avvengono in casi eccezionali e sono comunque di importo irrilevante. Il settore artigianale edile e manifatturiero assumono dunque le caratteristiche, per quanto riguarda le modalità di pagamento, del settore industriale. Diversa è invece la considerazione da farsi per quanto riguarda il settore dei servizi alla persona in cui le transazioni avvengono in denaro contante e anzi, questa è da preferirsi agli strumenti di pagamento alternativi come la carta di credito per motivazioni legate ai costi di commissione.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Piera Braghin Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.