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Teoria dell'informazione e informativa di bilancio

Informazioni tesi

  Autore: Damiana Lucentini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Alessandro Montrone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

La presente tesi indaga da un pun to di vita economico, filosofico e statistico le complessità connesse con l'informazione in quanto categoria ontologica e cognitiva.

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I Prologo Che cosa è verità? Inerzia; l'ipotesi che ci rende soddisfatti; il minimo dispendio di forza intellettuale F. Nietzsche L’aforisma proposto rappresenta la chiave di lettura per leggere e comprendere la presente trattazione; un approccio, per l’appunto, di tipo epistemologico, volto ad affrontare alcune preminenti questioni secondo una prospettiva che, benché si proponesse di perseguire quel rigore formale, atto a trattare un tema di rilevanza canonica, tuttavia non fosse limitata e delimitata entro confini netti ed ormai noti, ma interrogasse – e si interrogasse – circa le motivazioni profonde, le possibilità, gli esiti. Per quanto attiene la specificità di ciascun argomento, è evidente tale ratio di fondo: accanto alle problematiche di tipo normativo, economico e finanziario, si sono proposti, di volta in volta, temi e prospettive che ho ritenuto, da un punto di vista gnoseologico, salienti. Mi sembra doveroso, dunque, in questo preludio illustrare le ragioni che ne sono di fondamento, in modo tale da tracciare sin da ora quelle linee concettuali in grado di conferire ulteriore organicità al corpus seguente. L’impostazione epistemologico che condivido e che ho adottato come leit motiv interpretativo è di tipo “costruttivistico”, fondato sull’analisi della relazione tra vincoli ed opportunità, studiata, in modo particolare da Mauro Ceruti 1 ; si tratta di un approccio assolutamente non banale, benché, paradossalmente, si incorra facilmente nel rischio di una banalizzazione: sarebbe, infatti, erroneo oltre che semplicistico ricondurlo ad una mera dicotomia propria dell’oggetto, quando, al contrario, si tratta di una duplice polarità nel modo di percepire ed osservare il mondo (come “stato di cose”) da parte del soggetto. Una trattazione, invero, estremamente simile della questione è stata formulata anche da Jon Elster, autore già di un testo intellettualmente meraviglioso, quale Ulisse e le sirene,che nell’ideale continuum dell’Ulisse liberato, rivede in parte ed in questa direzione le proprie tesi 2 . Infatti, la prima opera era stata caratterizzata da una analisi intensionalmente profonda ed anche estensionalmente completa di alcune dinamiche e fenomeni in cui emergeva, da un lato, l’impossibilità strutturale di una perfetta razionalità da parte dell’essere umano ma, dall’altro, una 1 Mauro Ceruti è professore di Epistemologia genetica all’Università Milano-Bicocca, preside della Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Bergamo, direttore della rivista Pluriverso ed autore di numerose pubblicazioni a carattere epistemologico e scientifico. 2 Si premette, sin da ora, l’esemplificazione, con finalità propedeutica ed introduttiva alla presente trattazione, che si è resa necessaria di tali concetti; invero, non solo le opere citate, ma il pensiero e la produzione letteraria di J. Elster si contraddistinguono per la finezza intellettuale con cui riesce a spaziare tra i vari domini della conoscenza, dalle passioni umane, alla teoria dei giochi, dalla comunicazione all’informazione ed alle distorsioni informative, dall’arte alla trattazione formale del processo di decisione. L’obiettivo non è dunque di presentare in poche righe un pensiero talmente complesso (sarebbe una presunzione ed un riduzionismo totalmente assurdi) quanto, piuttosto, di fornire quei quegli orientamenti che hanno rappresentato e costituito il mio criterio metodologico nell’analisi delle tematiche affrontate.

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