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Responsabilità professionale dell'infermiere: indagine cognitiva su ipotesi di responsabilità civile, penale e disciplinare in merito a provvedimenti emessi dalla Federazione Nazionale Collegi IPASVI

Informazioni tesi

  Autore: Audrey Franzesca Jager Montesi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Scienze Infermieristiche ed Ostetriche
  Relatore: Marcella Avv.Desideri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

L'obiettivo della tesi è eseguire una ricerca sulla responsabilità professionale dell'infermiere con una ricerca su ipotesi di reati attribuiti al personale sanitario in ambito della responsabilità civile e penale.Si esamina il periodo 1994 -2008 e relative sentenze emesse, specificando che la giurisprudenza italiana è lenta nell'emmissione delle sentenze definitive e molte cause sono ancora in atto di giustizia.Sono stati presi contatti con la Presidente Dott.ssa A.Silvestro della Federazione Nazionale Collegi IPASVI inerente i provvedimenti disciplinari (n.55 di cui n.11 sospessi definitivamente)emessi da parte dei singoli Collegi IPASVI , dati mai pubblicati come anche un indagine eseguito dalla stessa Federazione sulle polizze assicurative che indirettamente indicano "i problemi legali degli infermieri"in totale 123 sinistri finora aperti dal 2004-2008,relativi a fatti dannosi avvenuti dal 2001 ad oggi; di cui n.53 sinistri riguardono casi di decessi e n.58 dsono casi di lesioni personali e n.1 caso ipotesi di falso in atto pubblico.Solo n.5 sinistri su 123 non hanno determinato nessuna conseguenza legale.Concludendo: i professionisti devono adoprando tutta lanecessaria diligienza professionale erispettando i precetti della legislazione vigente la quale , tra l'altro , prevede che l'infermiere sia continuamente aggiornato e formato alla professione.

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Introduzione: Affrontare il tema della responsabilità professionale in ambito sanitario, nell’attuale contesto storico italiano, significa riflettere su una problema fondamentali:le norme che disciplinano la materia non hanno ricevuto alcuna modificazione negli ultimi cinquant’anni. L’evoluzione della materia si è avuto soltanto grazie all’apporto della Giurisprudenza,la quale ha inciso sulle fattispecie concrete dapprima con un atteggiamento meno rigoroso nei confronti dell’operatore dei professionisti,in seguito inasprendo le sue valutazioni e le sue sanzioni. Le ragioni che hanno indotto la magistratura a mutare atteggiamento nei confronti degli operatori sanitari possono essere comprese attraverso un breve approfondimento relativo all’evoluzione storica del rapporto con gli assistiti. Sino agli anni Settanta le sentenze in materia sanitaria erano poche ed evidenziavano una generale benevolenza nei riguardi dei professionisti,la cui obbligazione principale consisteva in un‘obbligazione di mezzi (la cura) e non un’obbligazione di risultato(la guarigione).La responsabilità dell’operatore sanitario non sembrava conseguire direttamente dal danno creato ma esprimeva la reazione della categoria,la quale sanzionava il comportamento di un membro,il cui comportamento era risultato non conforme a quello della media professionale. Tale atteggiamento inizia a modificarsi nella metà degli anni Settanta ma e’ sopratutto all’inizio degli anni Ottanta che la giurisprudenza di legittimità e di merito opera una profonda rivoluzione dei criteri posti a fondamento della responsabilità del sanitario.Per talune fattispecie si avanza l’ipotesi dell’obbligazione di risultato(Medicina estetica,cure odontoiatriche).La garanzia assicurativa diviene il mezzo più idoneo per evitare pubblicità dannose e lunghe procedure giudiziali che costituiscono”condanne sociali”anticipate rispetto a quelle giudiziarie,le cui conseguenze sono rilevanti per il professionista sanitario sia in termini personali che professionali. Ogni sentenza ha suoi effetti su tutto il gruppo professionale,anche infermieristico. Oggi le cause per malasanità raggiungono la quota di trentamila denunce all’anno per vere ,o presunte,colpe professionali di medici ed infermieri o per disservizi delle strutture sanitarie. Medici ed ospedali spendono ,per assicurarsi,oltre mezzo miliardo di euro. Le entrate delle assicurazioni per contratti di copertura della responsabilità civile di strutture sanitarie e di medici sono state,nel 2004,pari ad Euro 260.179,mentre il totale dei premi assicurativi corrisposti dai soli medici ammonta ad Euro 121.194,per un totale complessivo di Euro 381.373.(Fonte:ANIA).

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