Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il diritto all’informazione della persona assistita: ruolo dell’infermiere

Il diritto ad essere informati è un diritto fondamentale dell’uomo, sancito dalla Costituzione, dalla normativa internazionale, e dai codici deontologici dei professionisti sanitari.
Il diritto all’informazione sta alla base del diritto di autodeterminazione della persona, della capacità, cioè, di poter decidere quali sono le migliori decisioni che la riguardano, secondo i suoi valori e la sua visione di qualità di vita.
Privare un malato delle informazioni, o fornirgli informazioni incomplete o erronee, significa non permettergli di poter decidere quali sono le migliori scelte per lui, in quel momento della sua vita.
Tali affermazioni sono giustificate dal principio dell’autonomia il quale può essere esercitato solamente se il malato ha tutte le informazioni necessarie per assumere in prima persona la decisione che lo riguarda.
La capacità di prendere decisioni della persona assistita dipende dal grado di conoscenza, cioè dalle informazioni ricevute, sul proprio stato di salute.
Ricevere informazioni complete ed esaurienti è determinato dalla competenza comunicativa delle figure professionali presenti.
L’assistenza di qualità si ottiene quando il livello informativo e comunicativo è adattato in modo uniforme da tutto il personale, che rappresenta un punto di riferimento coerente. La proposta di un corso di formazione guidata sembra essere la risposta all’attuale bisogno di sapersi relazionare con la persona assistita.
Se è vero che si può apprendere uno stile relazionale adeguato, un programma di formazione non può limitarsi a trasmettere un sapere teorico, ma deve portare anche a dei cambiamenti nelle modalità comportamentali.
L’intervento formativo proposto, pone l’attenzione al tema della comunicazione che viene analizzata nei tre aspetti fondamentali: la consapevolezza che il malato ha il diritto all’informazione, la modalità di trasmissione delle informazioni, l’attenzione alle emozioni.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 PREMESSA Il diritto ad essere informati è un diritto fondamentale dell’uomo, sancito dalla Costituzione, dalla normativa internazionale, Dichiarazione universale dei diritti umani 1 e Convenzione di Oviedo 2 , e dai codici deontologici dei professionisti sanitari. Il diritto all’informazione sta alla base del diritto di autodeterminazione della persona, della capacità, cioè, di poter decidere quali sono le migliori decisioni che la riguardano, secondo i suoi valori e la sua visione di qualità di vita. L’informazione, è “proprietà” della persona assistita cui si riferisce, non del professionista, al quale non spetta decidere al posto del malato (Sala, 2003) 3 . Privare un malato delle informazioni, o fornirgli informazioni incomplete o erronee, significa non permettergli di poter decidere quali sono le migliori scelte per lui, in quel momento della sua vita. Tali affermazioni sono giustificate dal principio dell’autonomia il quale può essere esercitato solamente se il malato ha tutte le informazioni necessarie per assumere in prima persona la decisione che lo riguarda. Spinsanti (2001) 4 ci ricorda che si può comunicare senza informare e informare senza comunicare. Ci sembra questo evochi due tipi di medicina: la medicina paternalistica e la medicina autonomistica. La prima intende la gestione delle informazioni come una questione di discrezione del medico che decide se e cosa dire, perseguendo l’ideale ippocratico di fare il bene del malato evitandogli ulteriori danni. La seconda, in nome del valore unico e assoluto dell’autonomia, trasmette le informazioni al malato in modo oggettivo ma con il rischio di calpestare le sue emozioni e di arrecargli ulteriore sofferenza. Una terza via è rappresentata dalla medicina orientata alla persona assistita, considerata come soggetto portatore di opinioni, emozioni, visioni del mondo personali. A seguito di un’adeguata informazione, il malato decide se accettare le cure e l’assistenza e, tra quelle proposte, sceglie quelle più rispondenti alle sue aspettative. 1 Organizzazione delle Nazioni Unite. (1948). Dichiarazione Universale dei Diritti Umani 2 Consiglio d’Europa. (1997). Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e la dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina 3 Sala, R. (2003). Etica e bioetica per l’infermiere. Carrocci editore: Roma, 42 4 Spinsanti, S. (2001). Bioetica e nursing. Pensare, riflettere, agire. McGraw-Hill: Milano, 51-55

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Nadia Cavalli Contatta »

Composta da 46 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5119 click dal 01/09/2009.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.