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La politica europea per la sicurezza del consumatore: la tracciabilità

La crescita dei redditi, il cambiamento della composizione della forza lavoro, l’innovazione tecnologica, l’urbanizzazione e la crescita demografica hanno contribuito a modificare gli stili di vita incluso le abitudini alimentari.
Il tempo e le energie dedicate alla preparazione degli alimenti sono diventati più dispendiosi in termini di trade-off con le altre attività. Le abitudini alimentari e le modalità con cui i consumatori quotidianamente acquistano i beni alimentari si sono profondamente modificati nel corso degli ultimi decenni; allo stesso tempo sono sensibilmente cambiate le aspettative dei consumatori nei confronti degli alimenti, divenendo più selettive soprattutto riguardo a come si produce, si trasforma e si confeziona.
Queste aspettative, a turno, hanno a che vedere con l’ambiente, con la salute e con l’etica; non è un caso che negli ultimi anni si parla sempre più di “requisiti psicologici”, ovvero, quelli che mobilitano non tanto i gusti, i sapori e la fisiologia, quanto ciò che è nella mente del consumatore, le memorie, le emozioni, i valori.
E’ cresciuta la domanda di prodotti che rispettano la sostenibilità ambientale, il benessere animale e gli standard del lavoro. La società civile, al pari dei consumatori, ha accresciuto l’attenzione nei confronti non solo dei distributori e dei trasformatori, ma anche degli agricoltori e dei governi sia riguardo i processi produttivi, sia dei prodotti immessi al consumo. L’evolversi delle abitudini alimentari, insiemi agli stili di vita, hanno significato nuove opportunità e sfide per tutti gli attori della filiera agro-alimentare: l’industria alimentare è interessata ad anticipare i futuri trend dei consumatori ed a rispondere alle emergenti opportunità di mercato, i governi vogliono assicurare ai consumatori l’accesso a cibi sicuri e salubri promuovendo, allo stesso tempo, un sistema agro-alimentare efficiente e competitivo, ma tutto ciò sembra non bastare ai consumatori, che si aspettano dai prodotti agro-alimentari: varietà, convenienza, salubrità e servizi, il tutto a basso prezzo.
Come non ricordare, inoltre, i preoccupanti scandali alimentari verificatisi negl’ultimi decenni: a partire dagli anni ‘80 con il vino al metanolo, si è proseguito negli anni ‘90 con la carne bovina alla BSE e si è giunti oggi all’influenza aviaria; tutto ciò non solo ha sconvolto i mercati europei, ma soprattutto ha messo in luce quanto sia fragile il sistema agro-industriale dal punto di vista della sicurezza alimentare e come sia possibile sconvolgere, in pochissimo tempo, una intera filiera produttiva e soprattutto il mercato al consumo.
Un prodotto alimentare prima di giungere alla tavola del consumatore passa attraverso una lunga catena di soggetti diversi tra loro, indipendenti e spesso non legati da comuni interessi. Basti pensare alle aziende agricole ed ai rispettivi fornitori di sementi, mangimi, concimi, ecc. (a monte), azienda di trasformazione, magazzinaggio, distribuzione e vendita (a valle); in ognuna di queste fasi si possono presentare delle occasioni più o meno fraudolente di pericolo di inquinamento o contaminazione del prodotto non sempre facilmente identificabili.
Per evitare che esplodano incontrollati nuovi scandali alimentari e per ricomporre il rapporto fiduciario produttore/consumatore, tutti i punti critici delle filiere agro-alimentari devono essere accuratamente individuati, prevenuti i pericoli, valutati i rischi e garantire agli alimenti che ne derivano la tracciabilità.
Proprio sul tema della tracciabilità dei prodotti agro-alimentari è imperniata la presente tesi, che sviluppa la normativa a riguardo e la sua applicazione in alcune filiere particolarmente “a rischio” per i consumatori, proponendosi, inoltre, l’obiettivo di rilevare, attraverso una indagine statistica effettuata su un gruppo di consumatori sia nel Comune di Palermo che in quello di Bologna, quella che è la percezione da parte dei consumatori su questo aspetto così strategico per il mercato dei prodotti agro-alimentari.

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Premessa La crescita dei redditi, il cambiamento della composizione della forza lavoro, l’innovazione tecnologica, l’urbanizzazione e la crescita demografica hanno contribuito a modificare gli stili di vita incluso le abitudini alimentari. Il tempo e le energie dedicate alla preparazione degli alimenti sono diventati più dispendiosi in termini di trade-off con le altre attività. Le abitudini alimentari e le modalità con cui i consumatori quotidianamente acquistano i beni alimentari si sono profondamente modificati nel corso degli ultimi decenni; allo stesso tempo sono sensibilmente cambiate le aspettative dei consumatori nei confronti degli alimenti, divenendo più selettive soprattutto riguardo a come si produce, si trasforma e si confeziona. Queste aspettative, a turno, hanno a che vedere con l’ambiente, con la salute e con l’etica; non è un caso che negli ultimi anni si parla sempre più di “requisiti psicologici”, ovvero, quelli che mobilitano non tanto i gusti, i sapori e la fisiologia, quanto ciò che è nella mente del consumatore, le memorie, le emozioni, i valori. E’ cresciuta la domanda di prodotti che rispettano la sostenibilità ambientale, il benessere animale e gli standard del lavoro. La società civile, al pari dei consumatori, ha accresciuto l’attenzione nei confronti non solo dei distributori e dei trasformatori, ma anche degli agricoltori e dei governi sia riguardo i processi produttivi, sia dei prodotti immessi al consumo. L’evolversi delle abitudini alimentari, insiemi agli stili di vita, hanno significato nuove opportunità e sfide per tutti gli attori della filiera agro-alimentare: l’industria alimentare è interessata ad anticipare i futuri trend dei consumatori ed a rispondere alle emergenti opportunità di mercato, i governi vogliono assicurare ai consumatori l’accesso a cibi sicuri e salubri promuovendo, allo stesso tempo, un sistema agro-alimentare efficiente e competitivo, ma tutto ciò sembra non bastare ai consumatori, che si aspettano dai prodotti agro-alimentari: varietà, convenienza, salubrità e servizi, il tutto a basso prezzo. Come non ricordare, inoltre, i preoccupanti scandali alimentari verificatisi negl’ultimi decenni: a partire dagli anni ‘80 con il vino al metanolo, si è proseguito negli anni ‘90 con la carne bovina alla BSE e si è giunti oggi all’influenza aviaria; tutto ciò non solo ha sconvolto i mercati europei, ma soprattutto ha messo in luce quanto sia fragile il sistema agro-industriale dal punto di vista della sicurezza alimentare e come sia possibile sconvolgere, in pochissimo tempo, una intera filiera produttiva e soprattutto il mercato al consumo. Un prodotto alimentare prima di giungere alla tavola del consumatore passa attraverso una lunga catena di soggetti diversi tra loro, indipendenti e spesso non legati da comuni 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Agraria

Autore: Angelo Puleo Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.