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Il Candomblé. Magia e possessione in una religione afro-brasiliana.

Presentazione del Candomblé, religione afro-brasiliana nata in Africa e importata in Brasile dagli schiavi durante il colonialismo. La tesi mira a far conoscere questa religione in tutti i suoi aspetti, quali cerimonie, santi-orixas, trance di possessione, musica e danza.

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Introduzione Il candomblé è una religione che si basa su tradizioni molto antiche. Esso annovera numerosi seguaci in tutto il Brasile in quanto la sua filosofia, i suoi misteri, le sue credenze ed i suoi rituali specifici fanno sì che questa religione sia totalmente differente e indipendente dalle altre. Il candomblé presuppone l’esistenza di un principio primo chiamato Olorun ed è costituito da un sistema di credenze in delle divinità chiamate orixás, associate al fenomeno della possessione, o trance mistica, che si esprime attraverso l’incorporazione da parte della divinità nell’iniziato. Questa religione afro-brasiliana si fonda su una profonda ricerca che mette in contatto le forze interiori dell’essere umano con il mondo che lo circonda ed è per questo che esistono delle tecniche capaci di portare il fedele ad una sorta di meditazione attraverso un processo che trasforma l’inconscio in conscio. Questo processo si basa sull’esperienza del corpo e su un sapere del corpo che viene continuamente riscoperto e attivato. Colui che vuole avvicinarsi a questa religione si deve affidare a sacerdoti che abbiano terminato il loro cammino religioso e superato le prove che questo richiede, come ad esempio essere umili, chiedere permesso prima di entrare nei luoghi ritenuti sacri, essere pazienti, avere dedizione, cercare di vivere in armonia con le persone della comunità. Le vecchie sacerdotesse di Bahia dicono che il candomblé è caridade (carità) e che loro hanno l’obbligo di aiutare gratuitamente, per cui chi ha bisogno viene aiutato e partecipa economicamente a seconda delle sue possibilità. Le comunità di candomblé sono società di auto aiuto, che sono nate e che si sono diffuse in situazioni storiche e sociali di grande difficoltà; possiamo quindi affermare che è proprio grazie alla fede se gli schiavi africani sono riusciti a sopravvivere anche in condizioni di estrema sofferenza e disagio. Secondo Barbàra (2003:2), «spesso il candomblé è visto come un’agenzia terapeutica che calma le persone e cura le malattie». In realtà ciò è molto riduttivo, dovremmo dire piuttosto che, attraverso la possessione il fedele riprende coscienza di sé e rinasce con delle forze nuove che lo aiuteranno nel suo cammino. Il candomblé è nato nella sua forma più organizzata a Salvador de Bahia perché in questa città arrivarono gli ultimi contingenti di schiavi nagô, conosciuti anche con il nome di ioruba. Da Salvador de Bahia si è diffuso nel resto del paese, soprattutto negli anni ’60 verso il sud, a causa dell’immigrazione di persone provenienti dal nord-est a São Paulo in cerca di lavoro. Barbàra (2003:3) sostiene che il candomblé cambi a seconda del luogo in cui è professato: a Salvador de Bahia, ad esempio, esso ha mantenuto tutta una serie di caratteristiche “antiche”, è ancora vicino all’Africa; ciò è dovuto al particolare sviluppo sociale che ha avuto la città: i tempi nel terreiro sono più lunghi, vige ancora il segreto su molti argomenti, tra cui l’iniziazione, e in tutti i quartieri antichi della città si possono trovare delle piazze o degli alberi dedicati ad una divinità. 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Giuditta Travini Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1927 click dal 04/09/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.