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Il recupero memoriale attraverso la televisione: ''Alfabeto Italiano''

Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Sanità
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Umberto Dante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 281

INTRODUZIONE
Obiettivo della mia ricerca è quello di esplorare i modi in cui la televisione italiana di oggi si propone come una sorta di deposito della memoria collettiva affollando i palinsesti di programmi costruiti sui ricordi, o che comunque mirano a risvegliare i ricordi degli spettatori. Una delle esperienze più consuete che possano accadere oggi accendendo il televisore è imbattersi in immagini datate, spesso in bianco e nero, oppure ascoltare i ricordi di personaggi famosi e non, o ancora, assistere alle repliche di materiale già andato in onda in passato. Ciò che mi spinge a fare una ricerca in questa area è il desiderio di studiare approfonditamente i contenuti di questi “programmi della memoria”, in particolare di uno di essi, di smontarli, in un certo senso, per andare a vedere cosa c’è dentro e capire quali sono le ragioni del loro successo. L’ipotesi di partenza è che un medium come la tv, considerato generalmente conservatore, convenzionale, ripetitivo, timoroso insomma della novità, manifesti tali qualità in maniera ancora più evidente sul terreno del passato, che per il senso comune, che è poi il senso della televisione, è una dimensione immobile e immutabile. La tv mette in moto le molecole della memoria fissate nell’archivio permanente: richiama, ridesta il ricordo registrato e poi immagazzinato. Nel momento in cui è ri-chiamato, il passato diventa nuovamente presente: fa ri-nascere e ri-vivere l’esperienza passata.
“I media sono i nostri più solleciti guardiani della memoria e contemporaneamente i “custodi dell’oblio,” punti di incontro e di raccordo di modi spesso contraddittori di ricordare e di dimenticare”.
La televisione si presenta come il magazzino di immagini più grande che c’è creando e sostenendo le nostre memorie sociali. Quell’insieme di esperienze passate, di significati coerenti o di visioni del mondo diventano, anche perché trasmesse dalla tv, la versione spesso più immediatamente condivisibile del passato da parte di un gruppo sociale. In effetti, da un punto di vista storico, i mezzi di comunicazione si sono sviluppati per poter conservare e trasmettere l’esperienza passata e quindi la memoria. Il lavoro della tv è quello del recupero di una conoscenza o sensazione passata agendo in modo deliberato per trovare un percorso tra i contenuti della memoria, imprimendo un ordine, una successione determinata dai materiali del passato. In questo modo si crea un legame profondo tra la memoria sociale e l'idea di identità culturale.
L'identità culturale si basa, infatti, su passioni, valori ed esperienze comuni ad un gruppo, in relazione ad un sentimento di continuità con le generazioni che l'hanno preceduto. Il rapporto tra passato e presente viene mediato dalla tv attraverso la ricostituzione continua e selettiva delle tradizioni e della memoria sociale.
Anche se molti sono i modi per individuare l’esistenza, le forme, le implicazioni della memoria televisiva, a partire dalle interviste per arrivare agli effetti sul pubblico, ho scelto come luogo migliore in cui cercare le tracce di questa memoria il testo, cioè i programmi. Prima di tutto è importante studiare con quale linguaggio la televisione comunica ai suoi spettatori e conoscere l’evoluzione che ha subito negli ultimi anni la programmazione passando, cioè, da una netta divisione tra i generi ad una forma di programmazione ibrida. Poi, essendo il mio lavoro incentrato sul recupero memoriale e la storia orale in televisione, non potevo non dedicare un capitolo alla memoria e alla sua importanza soprattutto come costruttrice dell’identità, collettiva ed individuale, e all’utilizzo dell’oralità come mezzo per recuperare tale memoria.
La memoria si è ritagliata uno spazio significativo nei programmi della televisione, uno spazio oggettivo perché molti sono i programmi che parlano del passato, ma anche trasversale, perché la memoria si intrufola frequentemente nelle trasmissioni più varie. L'interrogativo principale a cui questa tesi vuole fornire un primo contributo è: “cosa” e soprattutto “come” il mezzo televisivo ricorda attraverso la riproposizione del passato? La ricerca riguarda soprattutto la “produzione” dei ricordi e la loro “riattivazione”. Dunque la memoria interessa la dimensione televisiva, non solo perché questo è uno dei canali privilegiati per trasmettere la “realtà che conta” ma anche perché i discorsi che si fondano sui materiali visivi pescano direttamente negli archivi dei media e ne ripropongono i prodotti, creando una sorta di circolarità interna al circuito mass mediale.
La mia tesi prosegue con l’elaborazione dell’analisi di una trasmissione, un grande esempio di Storia orale, il cui nome è “Alfabeto Italiano”. Oltre all’analisi della trasmissione attraverso la visione di tutte le puntate interessante è studiare in che modo è stata realizzata e sentire direttamente le testimonianze degli autori.

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7 INTRODUZIONE Obiettivo della mia ricerca è quello di esplorare i modi in cui la televisione italiana di oggi si propone come una sorta di deposito della memoria collettiva affollando i palinsesti di programmi costruiti sui ricordi, o che comunque mirano a risvegliare i ricordi degli spettatori. Una delle esperienze più consuete che possano accadere oggi accendendo il televisore è imbattersi in immagini datate, spesso in bianco e nero, oppure ascoltare i ricordi di personaggi famosi e non, o ancora, assistere alle repliche di materiale già andato in onda in passato. Ciò che mi spinge a fare una ricerca in questa area è il desiderio di studiare approfonditamente i contenuti di questi “programmi della memoria”, in particolare di uno di essi, di smontarli, in un certo senso, per andare a vedere cosa c’è dentro e capire quali sono le ragioni del loro successo. L’ipotesi di partenza è che un medium come la tv, considerato generalmente conservatore, convenzionale, ripetitivo, timoroso insomma della novità, manifesti tali qualità in maniera ancora più evidente sul terreno del passato, che per il senso comune, che è poi il senso della televisione, è una dimensione immobile e

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