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IFRS/IAS vs. US GAAP: riconciliazione e convergenza

Informazioni tesi

  Autore: Marco Muru
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Economia aziendale e bancaria
  Relatore: Elisa Sartori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

Gli IAS/IFRS sono i principi contabili internazionali, utilizzati in circa 100 paesi e 7000 società solamente in Europa, gli US GAAP sono invece i principi contabili statunitensi, utilizzati appunto negli USA.
I principi contabili internazionali sono emessi dallo IASB, che è l’organismo di contabilità internazionale con sede a Londra e obiettivo quello appunto di emettere gli standard contabili ma anche migliorare e armonizzare e controllare il sistema contabile mondiale.
I principi contabili statunitensi invece sono emessi dal FASB, l’organismo di contabilità statunitense, che ha gli stessi compiti dello IASB ma a livello nazionale.
Per quanto riguarda la struttura, ogni IFRS è basato su un principio e sulla sua interpretazione, esistono infatti delle guide apposite di interpretazione, per quanto riguarda gli US GAAP, sono invece basati su regole più prescrittive e precise degli IFSR
Entrambi i sistemi presentano delle incompletezze in quanto, l’interpretazione degli IFRS potrebbe non essere uniforme e quindi potrebbe dar luogo a discordanze contabili mentre gli US GAAP, essendo molto specifici e prescrittivi, presentano innumerevoli eccezioni.
I due sistemi comunque, trattano numerosi argomenti di rilevazione contabile in maniera differente e, per questo motivo, è in atto un processo di convergenza tra i due standard contabili. La ratio del processo di convergenza è da ricercarsi nella trasparenza e nella comparabilità dei risultati contabili verso gli investitori.
Il processo, iniziato 20 anni fa, trova la sua prima formalizzazione nel Norwalk agreement o accordo di Norwalk, nel quale il FASB e lo IASB si riunirono e si impegnarono ad indirizzare i loro sforzi verso una compatibilità contabile dei due standard.
Nel 2005, in applicazione del regolamento 1606/2002 del Parlamento Europeo, tutte le società quotate in mercati europei sono tenute a redigere il loro bilancio in conformità agli IFRS, portando quindi questi ultimo a standard contabile riconosciuto internazionalmente.
Ancora nel 2006 il FASB e lo IASB si impegnano attraverso il MoU, a indirizzare il loro lavoro comune verso la realizzazione di un unico set di regole contabili internazionali, sia eliminando le differenze tra i due sistemi, sia creando dei nuovi principi che possano essere definiti di alta qualità, rispettando quindi la ratio della trasparenza contabile.
Nel 2007 la SEC, ovvero la commissione che regola i mercati americani, esenta le società estere (per estere intendiamo quelle possedute da più del 50% da cittadini non residenti negli USA), che redigono il bilancio in conformità agli IFRS come emessi dallo IASB dalla compilazione del prospetto di riconciliazione.
Il prospetto di riconciliazione è quel documento contabile che le società che utilizzano principi contabili diversi da quelli statunitensi, quindi dagli US GAAP, devono redigere per riportare i risultati non US GAAP a quelli US GAAP, le differenze nascono appunto dal diverso sistema di rilevazione contabile su alcune voci.

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Introduzione Al giorno d’oggi, nel quadro economico-finanziario, quando si sente parlare di Stati Uniti d’America sono due gli argomenti che saltano all’occhio immediatamente: - la crisi finanziaria nata dai mutui sub prime, - il processo di convergenza tra i principi contabili americani e internazionali, rispettivamente US GAAP e IFRS/IAS. Per quanto riguarda il primo risulta opportuno descrivere cosa sia successo, senza ovviamente la pretesa di essere esaustivi, questo perché ciò di cui si andrà a parlare successivamente, ha una ragione in più di esistenza nella consapevolezza di trovare delle soluzioni per evitare che si ripetano gli stessi errori in futuro. I mutui sub prime sono quei mutui che vengono erogati a soggetti che presentano una storia creditizia negativa e che quindi non possono accedere ai normali tassi d’interesse del mercato. Le condizioni che sono state loro offerte dalle banche erano dunque pericolose e presentavano un alto rischio di insolvenza ma, mentre in precedenza erano le banche stesse che si assumevano tutti i rischi concernenti i mutui che concedevano, negli ultimi anni si è ricorso in maniera massiccia a processi di cartolarizzazione (securitization) ovvero operazioni di finanza strutturata, volte a realizzare un processo attraverso il quale attività a liquidità differita, che producono flussi di cassa periodici, come crediti appunto, vengono convertite, da società veicolo costituite appositamente, in strumenti finanziari collocabili sul mercato (asset backed securities) 1 . In questo modo si trasferisce parte del rischio su chi investe in questi titoli; di conseguenza, se coloro che hanno sottoscritto i mutui risultano insolventi, gli investitori possessori 1 Normalmente abbreviati in ABS. 2

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