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Garcinia mangostana e Filipendula ulmaria: trattamento dell'acne volgare

Informazioni tesi

  Autore: Laura Moret
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Farmacia
  Corso: Tecniche Erboristiche
  Relatore: Elena Banfi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

L’acne vulgaris è una patologia della pelle caratterizzata da un processo infiammatorio del follicolo pilifero e delle ghiandole sebacee annesse, che esordisce alla pubertà e ha un picco d’incidenza fra i 14 e i 19 anni. La lesione elementare dell’acne è costituita dal comedone, una dilatazione dell’orifizio del follicolo contenente materiale brunastro o biancastro costituito da grassi, cheratina, melanina, peli e batteri. Questa patologia può aggravare dando alla formazione di papule, cisti e noduli localizzati nelle regioni seborroiche del viso, della parte superiore del tronco e delle braccia.
La causa scatenate dell’acne è l’idrolisi dei trigliceridi presenti nel follicolo con formazione di acidi grassi irritanti e comedogeni che, richiamando neutrofili, aggravano il danno epiteliale. Si produce così un focolaio infiammatorio il cui essudato forma la pustola. Importante è il contributo di ormoni androgeni e di batteri tra cui Propionibacterium acnes cui si attribuisce il ruolo principale.
Questo bacillo gram-positivo anaerobio è stato localizzato nelle ghiandole cutanee, ha la caratteristica di produrre fattori chemiotattici per i neutofili e rilasciare enzimi litici responsabili della rottura dell’ epitelio follicolare. In seguito al danno cellulare vengono rilasciati mediatori infiammatori che aggravano il danno stesso e portano alla formazione del così detto brufolo e dell’acne.
Le cure tradizionali si basano sulla somministrazione di ormoni e soprattutto sull’ impiego di antibiotici ad uso sistemico e topico.
L’impiego di questi farmaci non è privo di effetti collaterali come tossicità gastrointestinale, effetti foto-sensibilizzanti e resistenza batterica, fenomeno molto frequente che consiste nella capacità dei microrganismi di diventare insensibili all’azione degli antibiotici.
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Negli anni recenti si è posta sempre maggiore attenzione ai rimedi suggeriti dalla cosiddetta “ medicina tradizionale” di diverse parti del mondo, basati su droghe vegetali e prodotti di origine naturale.
In questo elaborato sono stati presi in considerazione rimedi alternativi che siano in grado di inibire la crescita microbica e di stimolare le naturali difese della pelle. Piante medicinali come Garcinia mangostana e Filipendula ulmaria producono xantoni e acidi fenolici di cui sono stati sfruttati gli effetti anti-batterici, anti-infiammatori e stimolanti di peptidi antimicrobici; esse potrebbero venire efficacemente impiegate per risolvere questo tipo di patologia: l’ acne.

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3 INTRODUZIONE L’acne vulgaris è una patologia della pelle caratterizzata da un processo infiammatorio del follicolo pilifero e delle ghiandole sebacee annesse, che esordisce alla pubertà e ha un picco d’incidenza fra i 14 e i 19 anni. La lesione elementare dell’acne è costituita dal comedone, una dilatazione dell’orifizio del follicolo contenente materiale brunastro o biancastro costituito da grassi, cheratina, melanina, peli e batteri. Questa patologia può aggravare dando alla formazione di papule, cisti e noduli localizzati nelle regioni seborroiche del viso, della parte superiore del tronco e delle braccia. La causa scatenate dell’acne è l’idrolisi dei trigliceridi presenti nel follicolo con formazione di acidi grassi irritanti e comedogeni che, richiamando neutrofili, aggravano il danno epiteliale. Si produce così un focolaio infiammatorio il cui essudato forma la pustola. Importante è il contributo di ormoni androgeni e di batteri tra cui Propionibacterium acnes cui si attribuisce il ruolo principale. Questo bacillo gram-positivo anaerobio è stato localizzato nelle ghiandole cutanee, ha la caratteristica di produrre fattori chemiotattici per i neutofili e rilasciare enzimi litici responsabili della rottura dell’ epitelio follicolare. In seguito al danno cellulare vengono rilasciati mediatori infiammatori che aggravano il danno stesso e portano alla formazione del così detto brufolo e dell’acne. Le cure tradizionali si basano sulla somministrazione di ormoni e soprattutto sull’ impiego di antibiotici ad uso sistemico e topico. L’impiego di questi farmaci non è privo di effetti collaterali come tossicità gastrointestinale, effetti foto-sensibilizzanti e resistenza batterica, fenomeno molto frequente che consiste nella capacità dei microrganismi di diventare insensibili all’azione degli antibiotici.

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Parole chiave

acne volgare
difese naturali della pelle
filipendula ulmaria
garcinia mangostana
peptidi antimicrobici
propionibacterium acnes

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