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La clausola di condizionalità del Fondo Monetario Internazionale e la sua applicazione al caso dei c.d. Tango-Bond

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Stazio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Camerino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Cinzia Di Paolo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 193

Il 1944 è l’anno chiave per le sorti dell’Europa e del mondo. All’alba del 6 giugno si apre il sipario sull’operazione Overlord, lo sbarco alleato sulle spiagge della Normandia che determina il lento ma inesorabile sgretolamento del Terzo Reich hitleriano. Quarantasei giorni dopo, il 22 luglio 1944, allo scossone sul teatro bellico fa seguito un nuovo D-day, che tratteggia l’inizio ufficiale di una nuova era dell’economia globale. Accade tutto a Bretton Woods, minuta cittadina dello stato del New Hampshire, negli Usa, che offre i natali ad un inedito e rivoluzionario ordine economico, concepito su tre pilastri: Banca Mondiale, Organizzazione Internazionale del Commercio e Fondo Monetario Internazionale. La mission proiettata dagli Accordi di Bretton Woods prevede la creazione di un sistema di coordinamento e controllo delle politiche economiche di tutti gli Stati, al fine di eludere un remake del disastroso Big Crash del 1929.
Delle tre organizzazioni economiche internazionali venute alla luce a pochissimi mesi da quella Conferenza di Yalta che, de facto, fece partire i titoli di coda sul secondo conflitto mondiale, questo lavoro prevede una dettagliata analisi del solo Fondo Monetario Internazionale, con uno speciale focus nei confronti della clausola di condizionalità.
L’opera consta di tre capitoli. Nel primo, dalla intensa connotazione introduttiva, si ripercorrono le tappe più significative della storia del Fondo Monetario Internazionale (FMI). L’excursus indietro nel tempo comincia con il dibattito tra Usa e Inghilterra in sede di creazione, si snoda lungo la rivoluzione nixoniana del 1971 e si conclude con gli interventi finanziari perpetrati nelle crisi debitorie degli Stati in piena epoca di globalizzazione. Si considerano poi l’organigramma strutturale ed operativo del FMI ed i suoi meccanismi di governance, indicando realizzabili strategie di riforma.
Il secondo capitolo è il cuore del lavoro ed è incentrato sull’attività di assistenza economica del FMI. Ampio spazio è così destinato alle questioni tecnico-finanziarie ed agli strumenti che il FMI pone a disposizione degli Stati membri. L’incipit è dedicato alla genesi ed al significato della clausola di condizionalità, ovvero quei presupposti che gli Stati membri si impegnano ad ottemperare per poter fruire delle risorse generali del FMI. Si sciorina altresì la tecnica di erogazione del credito agli Stati da parte dell’istituzione con sede a Washington e, per quanto concerne la prassi giuridica di concessione di un prestito, si delinea lo strumento dello stand-by arrangement e la sua recente evoluzione basata sui performance criteria. Ma non solo, visto che, allo stato dell’arte, il FMI ha introdotto anche alcune Facilities ad hoc per risolvere i problemi degli Stati più poveri, in particolare quelli in via di sviluppo. Il sostegno finanziario del FMI è stato sempre subordinato all’adozione – da parte dei Paesi beneficiari di uno stand-by arrangement – di programmi di riforma inquadrati nella clausola di condizionalità.
Da una condizionalità di tipo quantitativo (outcomes-based conditionality), che poneva agli Stati beneficiari di un prestito soltanto obiettivi di risultato concedendo totale autonomia quanto all’adozione di strumenti per centrarli, il FMI si è indirizzato dagli anni ’90 ad oggi verso una condizionalità di tipo strutturale. Gli aiuti destinati a quegli Stati che intendono accedere alle risorse del FMI risultano, allo stato dell’arte, vincolati anche alla ristrutturazione di interi settori delle economie interne (spesa pubblica, pubblica amministrazione, pensioni, sanità) e/o alla liberalizzazione dei mercati.
Spazio dedicato anche all'analisi delle linee guida sulla condizionalità del 1979 e sulla nuova versione del 2002.
Il terzo e conclusivo capitolo è quello più delicato e riflette la questione Argentina. Si passerà da uno studio teorico della condizionalità del FMI all’analisi di un caso pratico. Nel dettaglio, prima si esamineranno le cause del default datato 23 dicembre 2001, poi ci si muoverà all’interno del ruolo svolto dal FMI nel crack di questa Repubblica dell’America Latina. Da un lato si cercherà di dimostrare la tesi della pesante responsabilità nella crisi argentina del FMI, studiando ai “raggi x” la condizionalità strutturale applicata. Dall’altro si darà rilievo a tutti quei risvolti – numerosi ed attuali – provocati dal default della Repubblica Argentina nel 2001.
La stretta attualità sarà dominata dal caso dei Tango-Bond con il ricorso presentato dalla Task Force Argentina presso l’ICSID: l’organizzazione che svolge il ruolo di conciliatore nelle dispute relative ad investimenti fra Stati e investitori privati esteri. Infine, spazio sarà riservato alla "querelle" giurisprudenziale tra Corti costituzionali europee - in particolare quella italiana e quella tedesca - sulle obbligazioni argentine colpite dal default del 2001 e sul risarcimento da effettuarsi nei confronti dei risparmiatori.

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3 INTRODUZIONE Il 1944 è l’anno chiave per le sorti dell’Europa e del mondo. All’alba del 6 giugno si apre il sipario sull’operazione Overlord, lo sbarco alleato sulle spiagge della Normandia che determina il lento ma inesorabile sgretolamento del Terzo Reich hitleriano. Quarantasei giorni dopo, il 22 luglio 1944, allo scossone sul teatro bellico fa seguito un nuovo D-day, che tratteggia l’inizio ufficiale di una nuova era dell’economia globale. Accade tutto a Bretton Woods, minuta cittadina dello stato del New Hampshire, negli Usa, che offre i natali ad un inedito e rivoluzionario ordine economico, concepito su tre pilastri: Banca Mondiale, Organizzazione Internazionale del Commercio e Fondo Monetario Internazionale. La mission proiettata dagli Accordi di Bretton Woods prevede la creazione di un sistema di coordinamento e controllo delle politiche economiche di tutti gli Stati, al fine di eludere un remake del disastroso Big Crash del 1929. Delle tre organizzazioni economiche internazionali venute alla luce a pochissimi mesi da quella Conferenza di Yalta che, de facto, fece partire i titoli di coda sul secondo conflitto mondiale, questo lavoro prevede una dettagliata analisi del solo Fondo

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