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Dai sub-prime alla recessione: politiche fiscali europee anticrisi

Il lavoro ha l' obiettivo di analizzare le politiche anti-crisi messe in atto dai governi di Italia, Francia, Germania e Regno Unito.
Si parte analizzando le cause della crisi per poi spiegare la normativa fiscale europea (Trattato di Maastricht e Patto di Stabilità e Crescita) che ogni nazione del Vecchio Continente deve rispettare, anche in un periodo di recessione.
Il capitolo 3 si concentra sull' analisi dei bilanci pubblici (debito pubblico e deficit) delle 4 nazioni sopra-citate negli anni pre-crisi per illustrare gli spazi di intervento, per politiche anti-cicliche, una volta che la recessione si è presentata.
Infine, il capitolo 4 illustra gli interventi anti-congiunturali per settori economici:
auto, edilizia, banche, occupazione, piccole e medie imprese.

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Introduzione Gli eventi che hanno caratterizzato il sistema finanziario a partire dall’ autunno 2007 hanno sconvolto l’ economia mondiale provocando nella più grande potenza del mondo, gli Stati Uniti d’ America, tre dei cinque più grandi fallimenti societari che la storia a stelle e strisce abbia mai conosciuto. Si è passati, infatti, dal fallimento di Lehman Brothers nell’ ottobre 2008 al ricorso al chapter 11 1 da parte di Chrysler e General Motors 2 rispettivamente nel maggio e giu- gno scorsi. Il presente lavoro ha l’ obiettivo di analizzare le cause cha hanno portato alla crisi eco- nomica e finanziaria in cui ancora oggi viviamo e di illustrare gli interventi posti in es- sere dagli stati europei membri del G8 (Italia, Francia, Regno Unito e Germania) per contrastare ed attenuare i costi sociali che ogni recessione comporta e per far ripartire il sistema economico. Precisamente, il capitolo 1 è articolato in 2 sezioni: nella prima si mettono in evidenza le cause della crisi partendo da un’ analisi della bolla immobiliare che ha contraddistinto l’ economia americana dall’ inizio del nuovo millennio. Nella seconda parte si pone l’ attenzione sugli effetti provocati dal grave rallentamento sull’ economia reale fornendo dati, il più delle volte “catastrofici”, riguardanti il merca- to del lavoro e la produzione industriale in America e in Europa. Nel capitolo 2 vengono esposti i presupposti teorici che giustificano l’ intervento statale nell’ economia e con riferimento alla teoria keynesiana e al modello Is – Lm si illustra la differenza di efficacia della politica fiscale quando si considera o meno la presenza degli intermediari finanziari nel sistema economico. Il capitolo 3 mette in risalto i limiti ma anche le possibilità che la politica fiscale dei pa- esi del vecchio continente incontra dopo la nascita dell’ Unione Europea. In particolare si pone l’ attenzione sulla regolamentazione imposta dal Trattato di Maa- stricht del 1992 e sull’ analisi del miglioramento della normativa fiscale avvenuta con il Patto di Stabilità e Crescita del 1997 e con la sua riforma del 2005. Ci si sofferma soprattutto sull’ importanza della revisione del 2005 con la quale sono state introdotte regole fiscali più flessibili all’ andamento della congiuntura economica. La descrizione delle politiche di bilancio anti – crisi di Italia, Francia, Inghilterra e Germania del capitolo 4 è avvenuta per settori industriali. Più precisamente sono stati 4

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giancarlo Cinque Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.