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Le organizzazioni non profit: definizione, disciplina e modelli manageriali

La trattazione del presente lavoro sulle organizzazioni non profit ci permette di delineare un quadro normativo generale applicabile all'interno del terzo settore.
La crescita sproporzionata negli ultimi anni delle dimensioni del fenomeno non profit non è avvenuta in modo ordinato. La causa è da ricollegare soprattutto a ritardi e incertezze legislative, insufficienza di regolamentazione e assenza di coordinamento che ha fatto conoscere al settore momenti di difficoltà.

Tuttavia, pur con notevoli ritardi rispetto agli altri Paesi dove il “terzo settore” è presente in maniera diffusa, le organizzazioni non profit si sono sviluppate gradualmente, hanno occupato nuovi spazi di intervento e si sono dotate di nuovi strumenti per far fronte alle sfide future del nostro Paese.
La risposta a questo fenomeno di crescita esponenziale implica la necessità di un intervento legislativo volto alla regolamentazione del settore in questione, che ne definisca i principi fondatori, le funzioni, gli adempimenti informativi necessari a soddisfare le esigenze conoscitive dei soggetti che, a vario titolo, interagiscono col settore stesso, e che, infine, ne permetta lo sviluppo ponendo l’attenzione sulla tutela di tutti gli interessi in gioco.

Per rispondere a questa esigenza e dare una corretta lettura del fenomeno non profit, si è cercato nei primi capitoli di delineare un quadro normativo di riferimento, seguendo un determinato ordine logico, in modo da addivenire alla definizione di una normazione in grado di includere l'intero panorama delle esperienze associative e organizzative del non profit. Ciò ha implicato la ricerca di risorse in ambiti differenti, anche diversi da quello civilistico, per poter individuare, qualificare, regolamentare e controllare il settore del non profit in Italia.

A tal fine, in assenza di una esplicita definizione normativa del settore in questione, si è partiti dal Decreto Legislativo 460 del 1997 (visto che esso rappresenta il primo tentativo di conferire un assetto omogeneo e strutturato alla legislazione del non profit italiano), in cui il legislatore fiscale ha dovuto delineare i requisiti sostanziali delle organizzazioni a cui applicare le norme in questione, cercando poi di raccordare tale disciplina a quella del codice civile.
Come abbiamo già più volte sottolineato, quest’ultima si presenta alquanto poco attenta al fenomeno, dedicandogli quelle che furono poi definite “brevi e povere norme”, le quali nel tempo hanno fatto registrare un progressivo divario tra l’ampiezza del fenomeno e la modestia della sua regolamentazione.
In questa ottica, quindi, si spiega la tendenza, sviluppatasi in questi ultimi anni, da parte del legislatore, ad adottare lo strumento della legislazione speciale per aggiungere nuovi soggetti a quelli inizialmente pensati nel sistema codicistico.
Dal punto di vista della classificazione, il terzo settore, trova in definitiva, sotto il profilo giuridico, la propria tassonomia formale nella combinazione di quanto previsto dal Codice civile e dal sistema di normazione speciale di settore.

Una volta delineato il quadro normativo generale applicabile all'intero settore, per rispondere all’esigenza di comprendere appieno tale fenomeno, nel quarto capitolo sono state prese in considerazione gli aspetti manageriali che caratterizzano tali enti.
La trattazione delle funzioni aziendali fondamentali del governo e della gestione di un’organizzazione non profit non è risultata agevole. Le difficoltà riscontrate sono soprattutto legate al processo di evoluzione che stanno interessando le attività manageriali di questo settore, ancora per molti aspetti legato alle attività di una qualunque impresa; e questo rende il settore un campo di ricerca e di sperimentazione ancora aperto, particolarmente interessane e innovativo che pone problemi di razionalizzazione e riorganizzazione.

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VI INTRODUZIONE Nella realtà attuale l'universo delle aziende non profit si presenta estremamente vario e composito. Al suo interno vi operano organizzazioni di varie tipologie e dimensione che, tra l'altro, non trovano nel vigente quadro normativo una regolamentazione unitaria e definitiva come negli altri Paesi. Alla complessità del quadro istituzionale in cui tali organizzazioni si collocano si contrappone però l'importanza quali-quantitativa che le stesse hanno ormai acquisito nel sistema economico e sociale del nostro Paese, in particolare negli ultimi decenni. Ciò, soprattutto negli ultimi anni, ha prodotto nella letteratura giuridica, sociale, economica ed economica-aziendale un'attenzione crescente nei riguardi del cosiddetto "terzo settore". Lo scopo del presente lavoro sarà quindi quello di analizzare dal punto di vista giuridico-economico le molteplici organizzazioni che operano al suo interno cercando di evidenziarne le caratteristiche che le contraddistinguono dalle altre imprese che operano in settori diversi (il mercato concorrenziale e il pubblico). Per comprendere appieno tale fenomeno, sarà però indispensabile affrontare tale problematica con un approccio multidisciplinare che sappia coniugare le diverse

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Pasquale Russo Contatta »

Composta da 248 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.