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Qualifica e responsabilità negli accordi di Joint Ventures (A.T.I.)

Il fenomeno della cooperazione tra imprese costituisce la concreta risposta dell’attuale realtà economica caratterizzata da massicci fenomeni di crescita dell’impresa sul mercato; quando, infatti, l’impresa estende il cerchio delle sue attività e dei suoi interessi al mercato che la circonda, le sue dimensioni e la sua organizzazione finiscono per adattarsi, quasi naturalmente, alla crescente vitalità, agli stimoli, alle opportunità che lo stesso mercato è in grado di offrirle.
Quanto più vasto è il raggio d’azione della sua attività e l’influenza nell’ambito dei mercati nei quali l’impresa agisce, tanto più alto sarà il numero di società che verranno a “stipulare” quelli che nel linguaggio economico-giuridico vengono definiti “accordi”.
Nelle sue forme più intense, la cooperazione tra operatori economici - la cui categoria giuridica di riferimento generale è costituita soprattutto da quella dei contratti plurilaterali con comunione di scopo - può essere realizzata mediante il coordinamento o l’integrazione, più o meno estesa, tra le rispettive strutture organizzative e/o tra le rispettive attività o addirittura mediante la costituzione di organismi comuni, anche dotate di una propria soggettività o personalità giuridica.
E’ in questo ambito che si collocano i fenomeni economici dei consorzi,delle società e dei gruppi europei di interesse economico, tutti utili e strumentali per la trattazione delle joint ventures, che rappresentano a mio avviso, la migliore riposta alle istanze e situazioni contingenti create dall’attuale contesto economico determinato dalla globalizzazione del mercato. Infatti, l’era della globalizzazione economica,nella quale tendono a diventare più labili i confini dei singoli Stati in vista del delinearsi di uno scenario mondiale,accentua la vitalità e l’utilità della scelta di tali “schemi organizzativi” come forma più idonea a valutare investire ed operare nelle diverse realtà dei Paesi che si muovono in questo contesto globale.
L’impresa, operando in più realtà economiche, lavorative e fiscali, finisce spesso per acquisire una connotazione “multinazionale” e l’associazione tra imprese costituisce senz’altro la soluzione per tenere insieme tutte queste distinte realtà, esaltarle nei loro aspetti positivi, riconducendole, tuttavia, ad unità come singole forze di un unico fenomeno giuridico-economico.
E una protagonista tanto vitale in senso economico non poteva non attrarre l’attenzione del legislatore europeo e del nostro legislatore civilista, che all’associazione temporanea d’impresa hanno dedicato importanti interventi a partire dal 1971, anno in cui si registra il primo intervento legislativo a livello comunitario con la direttiva del Consiglio Cee 26 luglio 1971 n.305, alla quale
a fatto seguito la prima legge nazionale in materia di raggruppamenti temporanei d’impresa la n. 584/1977 adottata in attuazione della previa direttiva.

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Introduzione Il fenomeno della cooperazione tra imprese costituisce la concreta risposta dell’attuale realtà economica ai massicci fenomeni di crescita dell’impresa sul mercato; quando, infatti, l’impresa estende il cerchio delle sue attività e dei suoi interessi al mercato che la circonda, le sue dimensioni e la sua organizzazione finiscono per adattarsi, quasi naturalmente, alla crescente vitalità, agli stimoli, alle opportunità che lo stesso mercato è in grado di offrirle. Quanto più vasto è il raggio d’azione della sua attività e l’influenza nell’ambito dei mercati nei quali l’impresa agisce, tanto più alto sarà il numero di società che verranno a “stipulare” quelli che nel linguaggio economico-giuridico vengono definiti “accordi”. Tale cooperazione tra imprese costituisce il naturale portato della libertà d’iniziativa economica garantita nel nostro ordinamento dall’art 41. co. 1. Cost. (“L’iniziativa economica privata è libera”), della conseguente possibile e normale presenza sul mercato di una pluralità di operatori economici tra loro concorrenti, ciascuno dei quali tende naturalmente a conquistare una fetta sempre più ampia di clientela o comunque a garantirsi un margine di profitto sempre più alto.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Maugeri Contatta »

Composta da 224 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2508 click dal 16/09/2009.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.