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Business Process Modeling : una metodologia per la definizione dei requisiti di un editor di processi di business orientato allo standard OMG

Informazioni tesi

  Autore: Gianmauro Perrini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria dell'informazione
  Relatore: Paolo Maresca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 215

“…il problema fondamentale è il grande distacco tra quelli che sono i processi di business ed i prodotti di automazione dei processi di business in generale. Quello che qui cerchiamo di fare è riuscire ad avere un linguaggio semplice che abbia una tracciabilità del business sino all’applicazione che lo supporta in modo da avere un ciclo continuo. Ad oggi sono stati realizzati dei prodotti che richiedono al business di adattarsi ad essi. Quello che invece stiamo cercando di fare è avere un ulteriore passaggio: il business che fa adattare i prodotti. …è un sistema di modellazione che permette di comprendere quelli che sono i requisiti dei sistemi a supporto dei processi di business. …non è un tool per persone che hanno una laurea in ingegneria elettronica o in computer science, ma è rivolto a persone che lavorano nel business e che attraverso un tool del genere sono in grado di catturare la conoscenza di come questi processi evolvono, quindi utilizzabile dagli esperti del settore, da chi conosce il dominio”.
Le aziende richiedono sistemi informativi per supportare i loro processi di business. Le ricerche nel campo dell’ingegneria del software si concentrano tipicamente sul processo di sviluppo, a cominciare dai requisiti di utente, e con il business modeling spesso confuso con la modellazione del sistema software. Ricercatori e professionisti hanno riconosciuto che aver chiari i processi di business che un sistema informativo deve supportare, è la chiave per scoprire le reali necessità dei suoi utenti. Essi sono stati a lungo interessati nella modellazione dei processi delle organizzazioni allo scopo di capire, analizzare e migliorare i modelli che spesso però risultavano poco chiari per essere utilizzati dagli ingegneri del software. Secondo l’analista di Forrester, Carey Schwaber, nel suo rapporto di Settembre 2006 intitolato "Le radici del Problema: bassa qualità nei requisiti", "il punto di riferimento nel processo della definizione dei requisiti è l’analista di business, una creatura ibrida capace di muoversi con facilità sia nel mondo del business sia in quello della tecnologia. Ma molto spesso gli analisti di business non riescono a svolgere questo ruolo e non ricevono un’adeguata formazione". Sebbene i passi da gigante nel campo dell’ingegneria del software, la cattura dei requisiti resta il passo più complicato e non completamente formalizzato. Per capire cosa un sistema software faccia o debba fare, abbiamo la necessità di catapultarci all’interno del contesto dei processi di business che supponiamo esso supporti. I sostenitori della modellazione orientata agli oggetti affermano che i modelli ad oggetti ci mettono in condizione di modellare il “mondo reale” in un modo che tutti gli stakeholders ovvero tutti coloro che sono interessati al progetto (clienti e progettisti) possano percepire. Gli esperti dell’amministrazione del business si sono a lungo interessati dei processi di business delle organizzazioni. Capire tali processi permette di analizzarli, di identificare potenziali punti deboli o inefficienze e ingegnerizzarli (o re-ingegnerizzarli) per eliminare tali mancanze. L’avvento del commercio elettronico e dei sistemi di gestione dei workflows, tra le altre cose, hanno condotto ad una convergenza di interessi e strumenti all’interno della comunità IT (Information Technology), con l’unico scopo di modellare i processi di business. Il commercio elettronico ha contribuito ad aumentare l’interesse verso la modellazione dei processi di business per due motivi. Primo, le aziende che desiderano prendere parte al commercio elettronico necessitano riprogettare i loro processi interni così che le complesse transazioni interaziendali possono essere completamente automatizzate. Secondo, necessitano di condividere i risultati delle elaborazioni di tali processi. Come risultato, sono stati sviluppati un numero di linguaggi per la descrizione e il coordinamento dei processi di business. A partire da una valutazione dei più importanti linguaggi di modellazione dei processi di business, si vuole offrire al lettore una descrizione dettagliata dei concetti utilizzati da chi fa business e la possibilità, a partire da essi, di poter elaborare la maggior parte degli scenari di business. Infine si propone un’analisi dei requisiti di un editor capace di modellare tutti gli aspetti presenti in un qualsiasi scenario di business.

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Business Process Modeling: una metodologia per la definizione dei requisiti di un editor di processi di business orientato allo standard OMG 10 Introduzione Il lavoro svolto nasce da una collaborazione tra l‟Università di Napoli “Federico II” nella persona del prof. Maresca e IBM Software Group Rome Laboratory rappresentato da Alex Donatelli (Senior Technical Staff Member, IBM Tivoli Software), Roberto Longobardi (Interaction Solution Designer, IBM Tivoli Software), Rosario Gangemi ( IBM Tivoli Configuration Manager Architect, IBM Tivoli Software), e aventi come obiettivi l‟unificazione e standardizzazione della modellazione dei processi, con particolare riferimento ai processi aziendali/di business, allo scopo di facilitare la fruizione dei modelli nei più disparati ambiti e la promozione della metodologia Unified Scenario Based Design per il disegno di progetti software basati sui processi di business. Si vuole fornire agli attori responsabili della modellazione dei processi tool semplici da usare e che non richiedono conoscenze informatiche, guidati dalla metodologia USBD, e ancora permettere l‟importazione e l‟esportazione dei modelli da/verso diversi linguaggi, ad esempio UML e BPEL. Lo scopo è quello di fare dell‟Università di Napoli il centro di competenza e leadership riconosciuto su questi argomenti e fornire così una storia di successo di collaborazione fra Università ed Industria. La collaborazione ha avuto inizio con l‟assegnazione ad un tesista della ricerca sullo stato dell‟arte e che si è concluso con la pubblicazione del documento [1], presentato durante il “First International Conference on Eclipse Technologies”,

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