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Il concorso esterno nei reati associativi

Informazioni tesi

  Autore: Cinzia Berto
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Enrico Ambrosetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 307

La trattazione esordisce con l’analisi dei risvolti sociocriminologici del fenomeno della contiguità mafiosa. Per ricostruire l’evoluzione del fenomeno del concorso esterno, è indispensabile seguire lo sviluppo della giurisprudenza, attraverso la quale molte obiezioni dogmatiche sono state superate. L’analisi mostra chiaramente come il tema sia decisamente controverso e delicato, tanto che il primo arresto di una certa rilevanza, che fissa alcuni principi forti dopo una serie di pronunce altalenanti, è quello che i giudici del Massimo Consesso di Piazza Cavour hanno reso il 15 ottobre 1994, nella famosa sentenza Demitry. L’excursus giurisprudenziale prosegue attraverso le pronunzie che si allineano al ragionamento della Demitry fino alla altrettanto famosa sentenza Villecco del 21 settembre 2000, nella quale viene sottoposta a verifica la tenuta della sentenza delle Sezioni Unite, sottoponendola ad una serie di spunti critici che in qualche modo tentano di minarne le fondamenta. La rassegna si conclude con gli ultimi due approdi giurisprudenziali, a Sezioni Unite, nei quali si riprende la strada intrapresa dai giudici della Demitry, pur con alcuni cambiamenti di rotta. La prima, è la sentenza Carnevale del 30 ottobre 2002 che, pur confermando la configurabilità del concorso esterno, né aggiustala portata, allontanando l’attenzione dalla c.d. “teoria della fibrillazione” che costituiva uno dei passaggi motivazionali più importanti della Demitry e prospetta inoltre, una diversa concezione del dolo del concorrente. La sentenza Mannino, al momento l’ultima elaborazione a Sezioni Unite, riguarda specificatamente l’accordo elettorale politico-mafioso e si concentra prevalentemente sul momento dell’accertamento del nesso condizionalistico. Sul versante dottrinale, le tappe che hanno portato alla definitiva ammissibilità della fattispecie del concorso esterno nel reato associativo sono segnate da vivaci discussioni ed aspre polemiche divampate tra i rispettivi fronti dei fautori e dei critici. Contrasti acutizzati dall’importanza mass-mediatica dei processi da cui tali scontri dottrinali prendevano le mosse. La povertà del dato legislativo non può che spalancare ampi spazi alla discrezionalità giudiziale. Nel quinto ed ultimo capitolo ci si interroga appunto sull’opportunità di un intervento legislativo in materia, che in qualche modo ponga fine alle problematicità derivanti della creazione giurisprudenziale del concorso esterno.

LA TESI è STATA VALUTATA CON PUNTEGGIO MASSIMO E COMPLIMENTI DELLA COMMISSIONE QUANTO LE ARGOMENTAZIONI SUPPORTATE DA NOTE BEN STRUTTURATE!!!

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V INTRODUZIONE Il presente lavoro si propone di chiarire la genesi e l’evoluzione della fattispecie di concorso eventuale nel reato associativo. A tal fine l’analisi prova a fare luce sulle questioni più controverse che rendono questa figura, di matrice squisitamente giurisprudenziale, particolarmente insidiosa soprattutto per coloro che sono chiamati ad applicare il diritto, a causa delle difficoltà di ordine probatorio che essa pone e della sua, spesso dubbia, compatibilità col principio di tassatività della norma penale. Le problematiche relative al concorso esterno ruotano tutte attorno alla difficile ricerca di un efficace bilanciamento tra istanze politico-criminali e l’irrinunciabile esigenza di rendere l’istituto compatibile con i principi fondamentali di legalità e determinatezza. La questione del c.d. concorso esterno si inserisce nella tematica più generale della compartecipazione criminosa e la sua relativamente recente emersione, oltre a complicarne la struttura dogmatica, esige una trattazione approfondita e autonoma rispetto al tema di fondo - il concorso di persone nel reato disciplinato dall’art.110 del codice penale - dal quale si staglia per avere ormai una sua indispensabile autonoma considerazione. Negli ultimi anni, - soprattutto dopo l’inserimento nel codice penale degli artt.270-bis e 416-bis - è stato assai dibattuto il

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art. 110 c.p.
art. 416 bis c.p.
art. 416 ter
art.416 c.p.
associazione
associazione di stampo mafioso
associazione per delinquere
caso carnevale
caso demitry
caso mannino
concorso di persone
concorso esterno
condotte tipizzate di contiguità
differenze tra concorso ed associazione
reato associativo
reato di scambio politico mafioso
sentenza carnevale
sentenza demitry
stato di fibrillazione
the external concours in crime association

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