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Valutazione dei progetti e fattibilità della riqualificazione urbana: il P.I.R.P. (Programma Integrato di Riqualificazione delle Periferie) del quartiere S. Marcello - Bari -

Le politiche di riqualificazione e recupero urbano si affermano faticosamente con la fine della fase espansionistica delle città e si trovano a dover fronteggiare gli scenari prodotti dal c.d. “boom economico” a partire dalla fine degli anni ’70.
È con la legge n. 457/1978 che venne introdotto per la prima volta nell’ambito degli interventi a favore dell’edilizia residenziale pubblica uno strumento urbanistico il cui scopo è il “riuso” del patrimonio edilizio esistente: il Piano di recupero.
Fu grazie alla spinta culturale mossa in questa direzione da tale strumento che interventi di “recupero”, “riqualificazione”, “rinnovamento” e “trasformazione urbana” sono oggi prevalenti rispetto agli interventi di “espansione”. Infatti sull’impalcato dei Piani di recupero negli anni ’90 vennero introdotti i Programmi Urbani Complessi,degli strumenti talvolta a carattere sperimentale, coi quali la pianificazione cessava di essere uno strumento di disegno della città futura per concentrarsi sulle possibili trasformazioni della città esistente assumendo la connotazione di uno strumento di governo del territorio.
Il presente lavoro di tesi mira a conoscere i vari strumenti rientranti nella categoria dei Programmi Urbani complessi con particolare attenzione ai Programmi integrati di riqualificazione delle periferie (P.I.R.P.), e alla loro concreta applicazione sul nostro territorio: il P.I.R.P. del quartiere S. Marcello a Bari.
Verranno illustrate le proposte progettuali presentate dai vari soggetti partecipanti alla gara le quali saranno analizzate dal punto di vista economico-finanziario e socio-economico al fine di produrre un giudizio sulla fattibilità delle soluzioni attraverso l'ausilio di software di supporto alle decisioni.

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- 4 - 1 INTRODUZIONE Le politiche di riqualificazione e recupero urbano si affermano faticosamente con la fine della fase espansionistica delle città e si trovano a dover fronteggiare gli scenari prodotti dal c.d. “boom economico” a partire dalla fine degli anni ’70 (Salvia – Teresi, 2002). La riduzione del tasso di crescita della popolazione e la conseguente frenata nell’espansione dei centri urbani diede infatti il via ad una serie di piani urbanistici la cui attenzione era rivolta soprattutto alla città esistente, mentre nel Meridione la pianificazione continuava a perseguire obiettivi di crescita insediativa. È con la legge n. 457/1978 che venne introdotto per la prima volta nell’ambito degli interventi a favore dell’edilizia residenziale pubblica uno strumento urbanistico il cui scopo è il “riuso” del patrimonio edilizio esistente: il Piano di recupero. Fu grazie alla spinta culturale mossa in questa direzione da tale strumento che interventi di “recupero”, “riqualificazione”, “rinnovamento” e “trasformazione urbana” sono oggi prevalenti rispetto agli interventi di “espansione”. Infatti sull’impalcato dei Piani di recupero negli anni ’90 vennero introdotti i Programmi Urbani Complessi,degli strumenti talvolta a carattere sperimentale, coi quali la pianificazione cessava di essere uno strumento di disegno della città futura per concentrarsi sulle possibili trasformazioni della città esistente assumendo la connotazione di uno strumento di governo del territorio. Oggi con termini come “recupero” e “riqualificazione”, che sono termini spesso utilizzati come sinonimi, si indicano quegli interventi finalizzati a ricercare la originaria qualità di uno specifico ambito urbano o territoriale andata perduta o, addirittura, mai posseduta: assistiamo allora al recupero e/o riqualificazione dei centri storici, al recupero e/o riqualificazione ambientale, al recupero e/o riqualificazione delle periferie, al recupero e/o riqualificazione della fascia costiera, ecc (Selicato – Torre, 2003). Il presente lavoro di tesi mira a conoscere i vari strumenti rientranti nella categoria dei Programmi Urbani complessi con particolare attenzione ai Programmi integrati di riqualificazione delle periferie (P.I.R.P.), e alla loro concreta applicazione sul nostro territorio: il P.I.R.P. del quartiere S. Marcello a Bari.

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Giovanni Cutrone Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3301 click dal 24/09/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.