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Aspetti trofici di Engraulis encrasicolus L.1758 e popolamento zooplanctonico in mar Ligure (Agosto 2008)

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Mazzola
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Ambientali
  Corso: Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura
  Relatore: Mario Petrillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

Viene analizzata la dieta dell'Engraulis encrasicolus L.1758 in mar Ligure attraverso l'osservazione del contenuto stomacale di esemplari adulti raccolti nell'agosto 2008. I risultati vengono confrontati con la composizione zooplanctonica rilevata nell'area di pesca.
L'individuazione delle preferenze alimentari delle acciughe campionate può fornire indicazioni sul comportamento predatorio e sui movimenti degli adulti nella colonna d'acqua anche in risposta al ciclo nitemerale tipico del plancton.

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4 Riassunto Viene analizzata la dieta dell’Engraulis encrasicolus L. 1758 in Mar Ligure attraverso l’osservazione del contenuto stomacale di esemplari adulti raccolti nell’agosto 2008. I risultati vengono confrontati con la composizione zooplanctonica rilevata nell’area di pesca. L’individuazione delle preferenze alimentari delle acciughe campionate può fornire indicazioni sul comportamento predatorio e sui movimenti degli adulti nella colonna d’acqua anche in risposta al ciclo nictemerale tipico del plancton. Introduzione Tra i piccoli pelagici l’acciuga (Engraulis encrasicolus L. 1758) è una delle specie di maggior interesse alieutico nel Mediterraneo. In particolare, l’area del Mar Ligure ed Alto Tirreno è una delle principali zone di riproduzione nel Mediterraneo nord-occidentale. I massimi livelli di abbondanza si registrano nelle aree influenzate dagli apporti dei fiumi più importanti, come avviene al largo della Catalogna del Sud nel NE della Spagna, in corrispondenza della foce dell’Ebro, ed anche al largo della Catalogna del Nord e nel Golfo del Leone, sotto l’influenza del Rodano (Tudela & Palomera, 1997). Il Mar Ligure risente principalmente dell’azione delle perturbazioni provenienti dall’Atlantico che, con il loro movimento da Ovest verso Est, richiamano dapprima venti dai quadranti meridionali e lasciano il golfo accompagnate da venti nord occidentali. Le correnti superficiali originano tutte dall’afflusso di acqua atlantica e seguono in prevalenza un andamento di tipo ciclonico, cioè antiorario. L’acqua atlantica superficiale, che entra nel Mediterraneo dallo stretto di Gibilterra, è povera di nutrienti e presenta una concentrazione salina inferiore a quella mediterranea. Per questo, anche se più fredda, risulta meno densa e, rimanendo in superficie, lambisce le coste africane, risale lungo il Tirreno e raggiunge il Mar Ligure superando le isole dell’Arcipelago toscano. Una corrente di acque più calde segue lo stesso tragitto mantenendosi più in profondità per effetto della maggiore densità dovuta ad una salinità più elevata. Queste masse d’acqua più profonde e ricche di sali nutritivi possono risalire in prossimità della costa, richiamate dai dislocamenti di acque superficiali dovuti ai venti che spirano dai quadranti settentrionali. Nel Mar Ligure in effetti, a causa della natura prevalentemente torrentizia dei limitati corsi d’acqua liguri e, nonostante gli apporti di corsi d’acqua di maggiore importanza (Magra e Arno), risulta

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Parole chiave

acciughe
aspetti trofici
ciclo nictemerale
composizione zooplanctonica
contenuto stomacale
intersse alieutico
mar ligure
mediterraneo nord occidentale
plancton

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