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La responsabilità della pubblica amministrazione nell'esercizio dei poteri amministrativi: l'elemento soggettivo

Nel corso di questo lavoro, si analizzerà la problematica riguardante la responsabilità della pubblica amministrazione, intendendo come tale la risarcibilità o meno degli interessi legittimi. Molteplici sono i dibattiti che hanno accompagnato la giurisprudenza fino ai nostri giorni, evidenziando alcune carenze normative che stanno alla base di talune decisioni. Si prenderà in considerazione la Sentenza n. 500 del 1999, che ha sovvertito la regola, storicamente sostenuta, della irrisarcibilità dell’interesse legittimo. Il meccanismo di tutela riguardante gli illeciti commessi dalla pubblica amministrazione, si basava, infatti, prima di tale sentenza, su una finzione giuridica che degradava l’interesse legittimo a diritto soggettivo, per cui eliminando l’atto amministrativo, riaffiorava il diritto soggettivo risarcibile.
L'irrisarcibilità era fondata sull’inapplicabilità della normativa contenuta nell’articolo 2043 c.c. alle ipotesi di lesione degli interessi legittimi. Solo successivamente, come riconosciuto dalle Sezioni Unite, si rinviene come l’interpretazione tradizionale dell’articolo 2043 c.c. non limiti l’applicabilità di tale norma ai soli diritti soggettivi; infatti la lesione dell’interesse legittimo rientra altresì nella fattispecie della responsabilità aquiliana per quanto riguarda la qualificazione del danno come ingiusto. Questo perchè esistono dei principi generali, tra cui rientra l'articolo 2043 del c.c. (principio del neminem laedere)che non possono essere derogati.

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4 CAPITOLO I LA RESPONSABILITA’ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: PROFILI GENERALI 1. Dall’irrisarcibilità alla risarcibilità degli interessi legittimi Il tema della responsabilità civile della pubblica amministrazione, soprattutto in termini di risarcibilità delle situazioni lese, sin dagli albori, ha costituito il fulcro di incessanti dibattiti. 1 Ab origine lo Stato veniva immedesimato nel diritto, escluso da ogni giurisdizione e dalla possibilità che potesse commettere illecito: “ Lo Stato non può fare danno”. Ne derivava una totale esenzione dell’apparato pubblico dal risarcire quei danni che non rientrassero nella sfera dei diritti soggettivi. Tale posizione dottrinaria, contraria alla tutela risarcitoria degli interessi, trovava il suo fondamento in una impostazione normativa secondo cui l’interesse legittimo rappresentava un minus rispetto al diritto soggettivo. La convinzione della minore tutelabilità dell’interesse legittimo rispetto al diritto soggettivo, si ricollegava ad un’espressione efficace della legge sull’abolizione del contenzioso amministrativo del 1865 n. 2248, (Allegato E), che sottoponeva alla giurisdizione ordinaria qualsiasi controversia tra Stato e cittadino che avesse come presupposto il coinvolgimento di un diritto civile o politico. Essendo così devoluta al 1 Per una ricostruzione storica dell’evoluzione verso l’affermazione della risarcibilità degli interessi legittimi v. F.,CARINGELLA Le mobili frontiere del danno ingiusto raggiungono anche la responsabilità della pubblica amministrazione, in AA.VV., La responsabilità della Pubblica Amministrazione (a cura di F. CARINGELLA e M. PROTTO), Zanichelli, Bologna – Roma 2005, 3 – 27.

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marta Mari Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.