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La validazione della versione italiana del Mini Sleep e della sua efficacia per lo screening dei disturbi del sonno

Il Mini Sleep Questionnaire (MSQ) è un questionario di autovalutazione del sonno creato nel 1985 dal gruppo di lavoro del Technion Sleep Laboratori, Haifa, Israele. Il questionario è caratterizzato dalla brevità, dalla facilità di somministrazione, dalla possibilità di essere eventualmente riproposto anche nel breve periodo, dalla presenza di valori cut-off e dalla possibilità di valutare anche il periodo di veglia, oltre a quello del sonno. Date queste caratteristiche, lo strumento sembra avere i requisiti necessari per poter essere utilizzato sia in ambito clinico che di ricerca, nella valutazione del sonno.
La tesi descrive le tre fasi della ricerca che intendeva validare la versione italiana del Mini Sleep Questionnaire; valutare la validità concorrente del MSQ rispetto al Questionario sui Disturbi del Sonno (QDS; Violani et al., 2004) ed infine esaminare, attraverso l’applicazione sul campo, la capacità discriminativa del MSQ tra popolazioni diverse.
In conclusione, il presente lavoro evidenzia come il MSQ sia utile negli studi epidemiologici come nei setting clinici. Questa scala di autovalutazione del sonno può potenzialmente essere utilizzata come misura di screening nell’ambito della salute.

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3 CAPITOLO 1 STRUTTURA E ORGANIZZAZIONE DEL SONNO Il sonno si associa da sempre al concetto di quiete e riposo che il corpo e la mente stanchi si concedono per recuperare le forze al termine di una prolungata fase di attività. Dal punto di vista comportamentale, il sonno si manifesta in maniera stereotipata come uno stato di passività, costellato da qualche sporadico movimento, ma sostanzialmente privo di qualsiasi connotato dinamico. In realtà, l'attività cerebrale durante il sonno è continua ed incessante ed è ricca quasi quanto l’attività cerebrale che si registra durante la veglia. Fin dai tempi antichi, l'uomo ha tentato di stabilire la natura ed i meccanismi del sonno, ma solo l'avvento dell'elettroencefalogramma, delle tecniche polisonnografiche e dei nuovi strumenti di neuro imaging, hanno permesso di svelare le modificazioni bioelettriche che si associano all'atto del dormire. In base a regole convenzionali, nel sonno si distinguono 5 stadi: uno stadio REM (Radip Eye Movements) e quattro stadi NonREM. Il sonno NREM, a sua volta è composto da 4 stadi: lo stadio 1 e lo stadio 2 costituiscono il sonno leggero, mentre lo stadio 3 e lo stadio 4 compongono il sonno profondo. Da uno stato di sonnolenza, il soggetto scivola nello stadio 1, di breve durata (circa 5 minuti), che rappresenta una fase di transizione tra la veglia ed il sonno vero e proprio. Nel corso di questo sonno leggero, la soglia di vigilanza è bassa ed il segnale cerebrale è caratterizzato da onde di bassa ampiezza e frequenza elevata. Progressivamente, con il passaggio ai successivi stadi del sonno, l’ampiezza del segnale aumenta e la frequenza diminuisce. Lo stadio 2 dura dai 10 ai 15 minuti e, per la maggior parte delle persone corrisponde ad un sonno leggero. Gli stadi 3 e 4, infine, sono considerati quelli in cui il sonno è più profondo e durano complessivamente, nel primo ciclo di sonno, da 20 a 40 minuti. Recentemente sono spesso considerati in modo cumulativo e prendono il nome di “sonno a onde lente” (Slow Wawe Sleep, SWS) (Natale, 1998). Dopo aver raggiunto lo stadio 4, il pattern EEG si inverte e ripercorre gli stadi 3, 2 e 1

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Manuela Biagi Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

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