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Il disturbo bipolare

Informazioni tesi

  Autore: Alessia Bandino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Antonio Argiolas
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

I due versanti da cui sono stati tradizionalmente esplorati i disturbi psichici sono quelli della ragione e dei sentimenti, fenomeni primari, situati a livello di oscuri e mutevoli eventi, sensazioni più facili da provare che da descrivere in quanto la mente li subisce piuttosto che dominarli.
La separazione netta tra infelicità e malattia depressiva attenuata, costituisce un problema diagnostico insormontabile. Non meno difficile distinguere tra felicità e condizione ipomaniacale, dove sentimenti di potenza, gioia e serenità eccessivi per durata ed intensità, sono sganciati dall’esperienza vissuta.
Ai sintomi cognitivi propri della fase depressiva o espansiva, si aggiungono marcati fenomeni vegetativi o psicomotori; la condizione è vissuta dal paziente e dai familiari come una profonda frattura nel divenire esistenziale e col mondo circostante. Gli episodi si susseguono con ritmo periodico, talora stagionale.
Come i quadri clinici a piena espressione sintomatologica, anche le forme attenuate, presentano un carico familiare significativo per i disturbi dell’umore; in particolare alterazioni comportamentali affettive si riscontrano nei figli e nei fratelli di soggetti adulti con quadri bipolari.
La maggior parte di coloro che soffre per disturbi dell’umore, non è spinta a ricercare un trattamento in quanto l’origine dei sentimenti melanconici è attribuita dal paziente a fattori esterni,inoltre la diagnosi non tempestiva delle fasi ipomaniacali e maniacali, può comportare conseguenze disastrose per il paziente che è coinvolto in attività rischiose, può avere problemi con la giustizia o fare abuso di sostanze, comportamenti spesso interpretati come tendenze antisociali. Alcune forme attenuate ipomaniacali e ciclotimiche, si associano ad un aumento della creatività, livelli di energia e capacità di persuasione, consentendo il raggiungimento di elevate posizioni sociali. Diagnosi “storiche” di disturbo dell’umore sono state formulate su soggetti che hanno raggiunto posizioni di “leadership” nei campi della politica e dell’arte, concludendo la loro carriera col suicidio.
Vi è poi il non raro associarsi dei disturbi dell’umore con comportamenti aggressivi, violenti ed impulsivi, spesso culminanti con la messa in atto di comportamenti antisociali.
L’elevata correlazione tra disturbi bipolari e criminalità è confermata da studi sistematici.

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Premessa I due versanti da cui sono stati tradizionalmente esplorati i disturbi psichici sono quelli della ragione e dei sentimenti, fenomeni primari, situati a livello di oscuri e mutevoli eventi, sensazioni più facili da provare che da descrivere in quanto la mente li subisce piuttosto che dominarli. La separazione netta tra infelicità e malattia depressiva attenuata, costituisce un problema diagnostico insormontabile. Non meno difficile distinguere tra felicità e condizione ipomaniacale, dove sentimenti di potenza, gioia e serenità eccessivi per durata ed intensità, sono sganciati dall’esperienza vissuta. Ai sintomi cognitivi propri della fase depressiva o espansiva, si aggiungono marcati fenomeni vegetativi o psicomotori; la condizione è vissuta dal paziente e dai familiari come una profonda frattura nel divenire esistenziale e col mondo circostante. Gli episodi si susseguono con ritmo periodico, talora stagionale. Come i quadri clinici a piena espressione sintomatologica, anche le forme attenuate, presentano un carico familiare significativo per i disturbi dell’umore; in particolare alterazioni comportamentali affettive si riscontrano nei figli e nei fratelli di soggetti adulti con quadri bipolari. La maggior parte di coloro che soffre per disturbi dell’umore, non è spinta a ricercare un trattamento in quanto l’origine dei sentimenti melanconici è attribuita dal paziente a fattori esterni,inoltre la diagnosi non tempestiva delle fasi ipomaniacali e maniacali, può comportare conseguenze disastrose per il paziente che è coinvolto in attività rischiose, può avere problemi con la giustizia o fare abuso di sostanze, comportamenti spesso interpretati come tendenze antisociali. Alcune forme attenuate ipomaniacali e ciclotimiche, si associano ad un aumento della creatività, livelli di energia e capacità di persuasione, consentendo il raggiungimento di elevate posizioni sociali. Diagnosi “storiche” di disturbo dell’umore sono state formulate su soggetti che hanno raggiunto posizioni di “leadership” nei campi della politica e dell’arte, concludendo la loro carriera col suicidio. Vi è poi il non raro associarsi dei disturbi dell’umore con comportamenti aggressivi, violenti ed impulsivi, spesso culminanti con la messa in atto di comportamenti antisociali. L’elevata correlazione tra disturbi bipolari e criminalità è confermata da studi sistematici. 1

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